SocialismoeSinistra

La Sinistra Socialista
e la Lega dei Socialisti

IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
SocialismoeSinistra
del 30/7/2010

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La criticità del " sistema" in cui oggi ci troviamo a vivere ed operare non ci pone dinnanzi una rosea prospettiva del futuro soprattutto per cio' che riguarda i rapporti fra l'uomo e l'ambiente che lo circonda.
E' un sistema andato progressivamente in crisi non tanto perche' l'uomo non riesce piu' ad assoggettare la natura e a manipolarla a suo piacimento ma per il fatto che la stessa,stanca,per cosi' dire,di essere oltraggiata sta rispondendo come diversamente non si potrebbe fare. Urlando la propria potenza. Gli stravolgimenti climatici degli ultimi anni fanno quindi supporre che la misura e' colma e l'onda sta per tracimare alimentata in maniera esagerata dall' "incombusto potenziale" che l'uomo mette sempre di piu' a disposizione dei suoi sensori e utilizzatori. Se oggi tante vite vengono se non spezzate,violentate dagli apparati profit appannaggio di una logica del consumo, non si capisce come tanti degli individui che vengono " sondati  "non riescano a contrapporre una azione efficace che dia ancora la priorità alla libera scelta e all'autodeterminazione: quando parlo di sensori riconduco l'analisi del sociale ad un confronto con gli odierni sensori che ad esempio vengono utilizzati nel campo della meccanica, della fisica, o di altre scienze che dagli addetti ai lavori oggi vengono definite esatte.
Ad esempio nel campo dell'autotrazione tutti quei sensori che captano delle anomalie di funzionamento di un veicolo  con conseguenze a volte an
che gravi per cio' che riguarda la sicurezza delle persone potrebbero essere paragonati senza problemi a quelli che sono i "sensori sociali" rappresentati da quelle persone, gruppi di persone o istituzioni a tutti i livelli che hanno la facoltà diretta o indiretta  se non di interferire di intervenire nella vita degli individui. La tecnologia e soprattutto il mito del telematico portano piu' facilità di comunicazione e quindi progresso, ma in casi particolari agiscono in maniera SUBDOLA NEL CORRIDOIO DELLA COARTAZIONE DELLE COSCIENZE.
Il mondo quasi infinito di internet ha spostato l'attenzione delle persone verso punti di osservazione sicuramente piu' lontani ma ha fatto dimenticare quella semplice rete di rapporti umani anche a livello tattile,oserei dire, che ha sempre caratterizzato gli scambi culturali piu' fertili e costruttivi. La mimica del volto e il calore della pelle sono ancora oggi nell'epoca dei freddi circuiti,elementi essenziali nei rapporti umani quelli che rimangono al di là delle servoassistenze, illuminanti che esse siano: e' una sovraproduzione di scienza,nelle sue sfaccettature tecniche che non fa altro che sviluppare a dismisura il consumo, privilegiando l'effimero e il superfluo rispetto al necessario. Ed il problema e' che attualmente il superfluo costa meno del necessario.
Quindi l'homo economicus sta perdendo essenzialmente i suoi tratti di homo,e la sua marginalità di uomo sta gonfiando purtroppo le vele del "bastimento merci" portato alla deriva che ben tutti conoscono:  la supremazia della società di mercato tanto cara alla classe borghese industriale,rispetto alla società degli individui liberi ancor prima che su una degna economia di mercato.I politici,quelli veri che dovrebbero operare per porre un freno a questo scompenso e quindi evitare che il mercato,nella sua accezione piu' generica,possa opprimere la vera libertà dell'individuo,cavalcano la tigre prendendo ossigeno dalle grosse lobbies industriali che  quindi, foraggiano gli stessi referenti politici nelle loro avventurose e mediatiche campagne elettorali.
Non si esce dal circolo vizioso a meno che qualcuno di belle speranze non dia una sana strattonata al meccanismo portando gli ingranaggi a grattare fra di loro. Non si tratta di far grippare le parti in movimento fra di loro,quelle del circuito,ma al contrario di staccarle:per far si che la politica riacquisisca il suo primato rispetto alla "valigia filigrana" bisogna risensibilizzare il mondo politico affinche' non scendano più in campo venditori di mozzarelle che ritenendosi delle divinità imprenditoriali vogliano trasformare un Paese in un caseificio.
Chi fa politica lo dovrebbe fare nell'interesse del suo Paese ed il Paese non e' cosa sua ma di tutti.Chi fa politica non può nel modo più assoluto avere il controllo dei mezzi di informazione ne' tantomeno fare teatro e avanspettacolo come nel G8 dell'Aquila: e' ora di smetterla con queste operazioni di volgare propaganda della persona (anche perche' se fosse elettorale sarebbe un'altra cosa).Tornando ai sensori, quelli dei potenti del mondo possono rendere il mondo un globo. Fautori del meccanicismo, amanti del darwinismo sociale, non si rendono conto che tutto può essere misurato,con metodo empirico,matematico,ma che la matematica e' una finzione logica. E che il globo e' una risultante del mondo matematicamente concepito:non potrà mai essere migliore di un mondo a misura di uomo,un mondo di esseri responsabili che lavorano l'uno per l'altro,un mondo che si misura si,ma con l'amore e la passione.
 Rimbocchiamoci le maniche quindi, noi che crediamo che si puo' cambiare  perchè la vera anomalia del nostro tempo non e' da ricercare nell'assunzione imperiosa di potere da parte dei corporativi e dei rampanti industriali e delle banche a loro collegate,ma nell'assoluto immobilismo dei cosiddetti uomini di sinistra,a parte qualche rara eccezione e purtroppo,lo devo dire, nell'apatia disarmante di tante persone,delle giovani generazioni ormai costrette a consumare cio' che non producono,generazioni lontane dal senso. Cio' che ci vogliono far credere normale,normale non e':c'è voglia di verità.

Delfo Frusone
Segreteria della Federazione Romana del Partito Socialista

 

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