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La Sinistra Socialista
e la Lega dei Socialisti

IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
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del 30/7/2010

Home Ambiente Ambiente - contributi WW&S OVVERO DELL'ALIENAZIONE AMBIENTALE

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Ho seguito di recente un congresso del PD ed al rappresentante della mozione Marino, relativamente alla questione nucleare, obiettavo alla loro parola d’ordine “NO AL NUCLEARE” due questioni:

1.      Non si fa distinzione tra nucleare di fissione e nucleare di fusione. Se è comprensibile la cautela e la diffidenza relativa al nucleare di fissione, chiudere al nucleare di fusione non è solo miope ma addirittura suicida. Le prospettive future sul nucleare di fusione sono ben fondate, promettenti e di grande rilevanza; il progetto ITER partito in Provenza tra una ventina d’anni potrebbe dar luogo al primo impianto di applicazione post sperimentale costituendo una opportunità da non tralasciare.

2.      Per dire NO al nucleare di fusione, vorrei prima essere convinto che le energie alternative sono in grado di sostituire tutta l’energia necessaria anche quando il petrolio, tra trenta, cinquanta o dieci anni, sarà finito. Se riuscirete a convincermi che le energie alternative potranno sostituire le fonti fossili senza “decrescite felici” che condannano all’esclusione dalle fonti energetiche i popoli del terzo mondo, sarò il primo a dire NO al nucleare. Se invece il nucleare si dimostrasse inevitabile per soddisfare una crescente domanda di energia, occorre essere realisti e far buon viso a cattivo gioco.

In questi giorni rappresentanti di tutto il mondo stanno discutendo a Copenhagen il futuro climatico del nostro pianeta, ma le loro decisioni, pur se si registra una comune consapevolezza del problema, negato per esempio dalla precedente amministrazione americana, sono condizionate dalle forze del capitale dei rispettivi paesi.

L’uomo quindi si rende conto dei pericoli che il riscaldamento globale comporta, si rende conto che il suo comportamento potrebbe prevenire i temuti pericoli, ma non è libero di prendere le conseguenti decisioni perché su di lui comanda il capitale. Marx, nelle sue riflessioni sull’alienazione, sostenne che sicuramente i lavoratori sono vittime, schiavi del capitale, ma anche i capitalisti sono non-liberi perché non decidono con libertà di pensiero ma decidono condizionati dal capitale, anche i capitalisti, secondo Marx, sono schiavi (molto benestanti) del capitale. Questa illibertà del giudizio umano la possiamo catalogare, nel caso del problema climatico, come Alienazione ambientale. Tanto più grave se teniamo conto di un recente articolo apparso su “Le Scienze” che nel rispondere al mio secondo quesito, indica la via per affrontare e risolvere il tema ambientale.

Nell’articolo citato gli autori: Mark Z. Jacobson e Mark A. Delucchi sostengono, e dimostrano, che le energie rinnovabili potenzialmente disponibili  eccedono largamente il proiettato fabbisogno mondiale.

In sintesi il fabbisogno mondiale attuale è pari a 12,5 Terawatt stimabili in 16,9 Terawatt nel 2030. Questa proiezione non tiene conto che la sostituzione con motori elettrici al posto dei motori a combustione interna (con efficienza pari a circa l’80% i primi e del 20% i secondi) potrebbe ridurre questo fabbisogno a 11,5 TW.

Ora la disponibilità potenziale di energia Wind, Water and Sun (WWS) è di 1.700TW per l’eolico e di 6.500TW per il solare. Ora non tutto il potenziale eolico e solare è utilizzabile (si pensi al vento ed al sole sul mare o in altissima montagna), ma la quota effettivamente utilizzabile (50,0 TW di eolico e 580 di solare è ancora ampliamente eccedente il fabbisogno mondiale.

Il progetto per il 2030 prevede l’installazione di  11,5 TW così ripartiti:


FONTE

N.

Potenziale

Efficacia

Totale

Turbine marine

490.000

0,000001000

0,501139

0,25

Impianti geotermici

5.350

0,000100000

0,501139

0,27

Impianti idroelettrici

900

0,001300000

0,501139

0,59

TOTALE ACQUA

0,501139

1,10

Turbine eoliche

3.800.000

0,000005000

0,296827

5,64

Convertitori di onde

720.000

0,000000750

0,296827

0,16

TOTALE VENTO

0,296827

5,80

Sistemi fotovoltaici

1.700.000.000

0,000000003

0,144654

0,74

Impianti solari a concentrazione

49.000

0,000300000

0,144654

2,13

Parchi solari fotovoltaici

40.000

0,000300000

0,144654

1,74

TOTALE SOLE

0,144654

4,60

TOTALE GENERALE

11,50


Gli autori hanno preso in considerazione molti parametri, tra i quali l’inquinamento che sarebbe ridotto al minimo, la reperibilità delle materie prime, che costituisce un elemento critico, il costo di produzione che sarebbe più conveniente del costo da produzione fossile e nucleare, i possibili traguardi tecnologici raggiungibili entro il 2030 (molto ci si aspetta dallo sviluppo del fotovoltaico), i costi di investimento etc.

Il punto chiave tuttavia resta la volontà politica. E’ chiaro che un piano di produzione delle dimensioni di quello esposto in tabelle, di durata trentennale, talmente profonda da costituire un mutamento di paradigma, non può nascere dallo spontaneismo del mercato. Nel passato anche recente abbiamo assistito a rivoluzioni shumpeteriane di dimensioni colossali; l’avvento del vapore, il passaggio dal vapore al petrolio e all’elettricità, l’avvento dei computers, la costruzione delle reti autostradali, l’alta velocità ferroviaria, etc.

Ma l’obiettivo che la rivoluzione energetica ci prospetta non può non essere un piano mondiale, con un coordinamento che possa gestire tutti i paesi del mondo, insomma una soluzione socialista al problema. E’ chiaro che questa trasformazione è anche un’opportunità di rilancio per le economie di tutto il mondo, la famosa “green economy” che tanto aveva fatto sognare Obama e ci aveva fatto sperare in Obama. Ma Obama sembra essere schiavo del capitale statunitense, si fa addirittura rimproverare dalla Cina, l’altro grande inquinatore. L’alienazione ambientale ha corrotto anche Obama. Solo un grande rilancio degli ideali socialisti potrà affrontare in modo razionale e politico il problema energetico e ambientale che ci aspetta nei prossimi decenni.


Renato Gatti

 

Commenti (9)
  • Roberto
    finalmente una riflessione seria sulla questione energetica. Io porrei anche il distinguo tra differenti tecnologie di fissione (alcune ancora sperimentali relative a reattori sottocritici), in ogni caso è corretto ragionare su questi punti e non andare avanti per partito preso. Personalmente ho dei dubbi che il fabbisogno energetico mondiale sia facilmente soddisfatto, nella realtà ed anche in futuro, solamente dalle energie "rinnovabili" a meno di grandi passi avanti a livello di efficienza (e di costo) delle tecnologie in questione. Al momento una delle più promettenti dal punto di vista energetico è non tanto il fotovoltaico ma il solare termico ad alta efficienza... comunque l'importante è ragionarci seriamente..
  • delfo  - energia per i piu' deboli
    Egregio professore,so di non avere competenze specifiche in materia,ma una riflessione,anche in base a quello che lei ha detto,voglio comunque farla.Se le politiche energetiche dei paesi dipendono direttamente dagli interessi e dal capitale dei paesi,come possiamo pensare ad una "produzione socialista" di energia?Cosa intende lei per visione socialista della produzione energetica?Se oggi un terzo della popolazione mondiale non ha neanche di che sfamarsi per sopravvivere (e molti vogliono che questa situazione permanga per mantenersi assicurate le risorse del pianeta),ancora parliamo del nostro emisfero settentrionale?La cultura del socialista e' la cultura dell'altro,e non e' rimettendo in moto l'economia(con energie alternative o ordinarie che siano)che si da la possibilita' di sopravvivere a chi muore ogni giorno di fame,anche perche' la produzione dienergie "verdi" se destinata sempre agli stessi,cambierebbe solo il nome,non la sostanza.Finche' l'uomo sara' assogg...
  • Ernesto
    Aggiungo all'ottimo articolo, l'importanza del riaparmio energetico che può valere oltre il 30% dell'energia elettrica consumata. (in Italia) Però se le aziende distributrici sono spa quotate in borsa, cercheranno solo di fare più utili vendendo più energia, ovvero se potessero passare dai 30.000 MWh medi a 60.000 sarebbero ben felici... in borsa il titolo farebbe faville! Allora qui deve ritornare in campo la vera politica. Un vecchio ma sempre attuale libro da leggere: "I padroni del vapore" di E.Rossi. Per vedere quanto consumiamo oggi: http://www.terna.it/default.aspx?tabid=1024
  • renato costanzo gatti
    Rispondo a Delfo.
    Delfo giustamente si chiede, se siamo schiavi del capitale come si può fare un piano energetico socialista? La risposta sta nel non interpretare deterministicamente il rapporto capitale socialismo, ma di interpretarlo in modo dialettico, vale a dire la politica può fare scelte diverse da quelle che farebbe il capitale, ma per fare queste scelte diverse la politica deve essere forte e determinata. In effetti nel ventesimo secolo in Europa l’età d’oro della socialdemocrazia ha contrastato e condizionato il capitale creando un equilibrio che il mutato paradigma del ventunesimo secolo ha messo in crisi. Ma per un po’ c’è riuscito e non è detto che non ci riesca in futuro. La dialettica è appunto questa contrapposizione (materiale più che ideale) ma dove sicuramente la ragione da posizioni sovrastrutturali può condizionare la struttura.
    Cosa intendo per piano energetico socialista? Mi pare di essere stato chiaro dicendo che dirottare gli investimenti sulla green econ...
  • renato costanzo gatti
    SEGUE LA RISPOSTA A DELFO
    Cosa intendo per piano energetico socialista? Mi pare di essere stato chiaro dicendo che dirottare gli investimenti sulla green economy e contrastando di fatto i potentati del fossile e del petrolio (e dell’industria automobilistica) non è cosa che si possa venire dallo spontaneismo del mercato ( anche se non è escluso una volta che se ne intravedesse l’utilità di valorizzazione del capitale) soprattutto tenendo conto che dovrebbero essere tutti i paesi del mondo, coordinati da un ente soprannazionale, a portare avanti un piano ventennale finalizzato alla sostituzione totale delle fonti energetiche attuali. E se allora non possiamo ragionevolmente aspettarci una nascita spontaneisrica di questo progetto dobbiamo affidarci alla politica. Dobbiamo accantonare il mercato e affidarci all’intervento pubblico. Hegelianamente dobbiamo negare il mercato e affermare la Ragione rappresentata dallo Stato. Questa negazione del mercato è socialismo. Così come lo è la r...
  • renato costanzo gatti
    concludo la risposta a delfo
    Così come lo è la ricerca di un equilibrio ex-ante (programmazione) rispetto ad un equilibrio ex-post quale quello ottenibile nella lotta nel mercato. Astraendo ancora di più, possiamo affermare che il socialismo è la ratio che si oppone alla natura (il mercato) cercando di dominarla.
    Da ultimo i paesi del terzo mondo e l’energia a loro riservata. Nell’articolo già citavo “decrescite felici” che condannano all’esclusione dalle fonti energetiche i popoli del terzo mondo. Ma ho scordato di dire che nella proiezione ventennale del fabbisogno di energia la maggior quantità di energia necessaria nasce dalle richieste del terzo mondo (oltre che dei paesi in via di sviluppo) e che anzi i paesi industrializzati dovrebbero diminuire i loro fabbisogni sostituendo forme di energia poco efficienti (i motori a combustione interna) con fonti di energia più efficienti (l’elettricità).
  • Luigi Fasce  - nel solco del riformismo socialista
    I limiti di questo nostro dialogo costruttivo sono grandi ... cerco di integrare a partire dai dubbi non su fissione o fusione che ovviamente se si arriva alla fusione non c'è più opposizione al nucleare che però resta anch'esso energia in esaurimento - qualcuno dice prima del petrolio e comunque da andare a rapinare dove c'è quel poco.
    Nella mia relazione "nel solco del friformismo socialista che avete a disposizione in queto nostro sito ma anche nel mio www.circolocalogerocapiti.it mi sono posto la questione del capitalismo egemone senza o con green economy. Il punto è togliere i soldi ai capitalisti tanto reali ex padroni delle ferriere tanto virtuali il mondo finanziario globalizzato e quello dei banchieri che hanno messo sotto il tallone gli stati del mondo intero attraverso i partiti neliberisti tanto di destra tanto centristi (non parliamo di partiti di pseudo sinistra come il nosttro PD e PSi. Ricordo perchè lo ha rirocrdado anche Gatti che c'è modo - con i tenpi della p...
  • Roberto
    In realtà io ho il timore che l'opposizione al nucleare si potrebbe estendere anche alla fusione perchè ormai le prese di posizione non devono per forza essere suffragate da ragionamenti, data l'opposizione diffusa in Italia, specie a sinistra, al nucleare qualsiasi esso sia senza che che ci sia una effettiva conoscenza delle reali problematiche e differenze tecnologiche. Dal punto di vista tecnico la fusione non è un'energia realisticamente esauribile, ovviamente è tutto da vedere come verrà industrialmente realizzata, ma in linea puramente teorica, la fusione nucleare dell'Idrogeno o dei suoi isotopi, data la disponibilità virtualmente illimitata dell'idrogeno direttamente dall'acqua per esempio, rende la fonte energetica teoricamente inesauribile. Sulla fissione, inoltre i reattori sperimentali di 4° generazione a Torio (maggiormente diffuso e meno costoso dell'Uranio) hanno oltretutto con il vantaggio di essere sottocritici come accennavo e quindi con la sicurezza di lavorare in...
  • Roberto
    Sono andato a ripescare questo scritto, perchè ora con quello che sta succedendo a Fukushima siamo di nuovo in regime di antinuclearismo spinto e come temevo all'epoca, l'antinuclearismo è indipendente dalla realtà, ma è ideologico o spinto da paure non razionali. Per rispondere parzialmente alla questione se le rinnovabili saranno in grado di fornire l'energia al pianeta (la risposta è no se non a scapito di un drastico taglio ai consumi energetici mondiali) faccio presente che in questo articolo, salvo fraintendimenti, si parla di potenza installata, senza contare due cose: la prima è che la potenza installata delle rinnovabili è una potenza nominale, quindi sostanzialmente mai raggiungibile, la seconda è che, proprio per questo, il confronto andrebbe fatto sull'energia prodotta o producibile, e si vedrebbe che a parità di potenza installata "nominale", l'energia prodotta da nucleare è di gran lunga superiore rispetto a quella prodotta da un'equivalente potenza teorica in...
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