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La Sinistra Socialista
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IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
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del 30/7/2010

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Tra non molto riapriranno le scuole, e naturalmente tanti studenti saranno alle prese con un nuovo anno scolastico che però, questa volta, è destinato ad aprirsi in maniera rovinosa.

Decine di migliaia di cattedre restano scoperte e con esse altrettanti docenti precari, anche sulle soglie dei cinquanta anni, sono ridotti sul lastrico e costretti a fare persino lo sciopero della fame per far sentire le loro sacrosante ragioni. Quelle di chi ha lavorato per gran parte della sua vita nella scuola e che adesso viene trattato più o meno come una lattina di birra: usato e gettato via, senza nemmeno avere una minima speranza di riciclo.

La scuola del sapere critico, dei ragionamenti, della sfera delle relazioni, della formazione umana e culturale è morta assassinata da pseudo riformisti il cui unico scopo è stato, collateralmente, quello di raschiare con il barile di uno Stato ridotto sul lastrico da corruttori e faccendieri, la pelle dei nostri figli, scarnificando il loro stesso futuro.

Scrive giustamente Alessandro Gigli: “Oggi l'insegnamento è divenuto uno dei mestieri salariati più alienanti, disabilitanti e depressivi, con classi sovraffollate per legge, senza fondi, con personale insufficiente, una burocrazia asfissiante e con ridottissima libertà di insegnamento, per i troppi divieti e norme che pseudo pedagogisti di regime e politicanti ignoranti riversano nella vita di quella che una volta era una scelta rispettabile e prestigiosa: l'insegnamento. Il prestigio sociale di uno dei più bei mestieri del mondo è stato rottamato e sostituito da un impiego come tanti altri, tecnicistico e superficiale (soprattutto superficiale) perché, per il sistema, le persone realmente pericolose sono quelle che pensano, capiscono e progettano un mondo diverso.

Ma non basta tutto ciò: ora ci si è aggiunto il più grande licenziamento di massa nella storia della nostra giovane ma logoratissima repubblica!”

http://www.utopiarossa.blogspot.com/

E la cosa più grave di questo assassinio è che non si vede tuttora una vera risposta di massa ad una delle azioni più turpi, tristi e distruttive che mai governi abbiano messo in atto dall’inizio della nostra storia di italiani. Così rischiamo di celebrare l’anniversario dell’unità d’Italia, assistendo contemporaneamente al funerale dello strumento primario che è stato sempre indispensabile per, come Massimo D’Azeglio disse: “fare gli italiani”

Per disfare l’Italia, basta infatti “disfare gli italiani” e non c’è modo migliore di farlo che annientare e distruggere sistematicamente, con governi di ogni sorta, la scuola pubblica, quella che ha il compito di formare le coscienze e di dare ai giovani gli strumenti per confrontarsi ed acquisire gli strumenti essenziali per essere degni cittadini del domani.

Il domani dell’Italia dunque viene assassinato senza che per ora ci sia un serio moto di sdegno popolare e una reazione ferma e decisa.

Lo stesso però, si badi, sta accadendo con altri strumenti essenziali che garantiscono l’unità del tessuto della nazione: la Magistratura, gli stessi organi di Polizia, i Carabinieri, le Forze Armate, tutti soggetti a tagli e a forme subdole di privatizzazione che stanno portando alcune strutture essenziali sull’orlo del collasso; e se ciò non avviene ancora, lo dobbiamo spesso al senso di abnegazione e alla dedizione di tanti servitori di quello Stato che molti politici hanno saccheggiato e smantellato a loro uso e consumo e che gestiscono tuttora secondo fini personalistici.

Così quegli stessi “cittadini servitori” si trovano oggi a dover coprire vuoti di personale sempre più ampi, a turni di lavoro spesso massacranti e con la prospettiva anche “punitiva” di vedere bloccato ogni aumento salariale per almeno tre anni.

Il personale dello Stato Italiano sta passando per il tritacarne della macelleria sociale e viene per questo scartato, se precario, oppure ridotto a “prodotto spalmabile”, per l’unico spezzatino di servizio pubblico tuttora disponibile in offerta obbligata..a meno che uno non possa pagarsi di tasca propria qualcosa di meglio: un insegnante privato, una guardia del corpo, un medico di una clinica privata, e via dicendo..fino magari anche ad una “giustizia privata”..o a un “esercito privato”

Questa volta temo che non sia necessario un nuovo ’68 che allora fu, non poche volte, una guerra tra poveri disgraziati, studenti di famiglie borghesi in attesa di un mondo migliore, contro ragazzi di famiglie contadine entrati in polizia perché esclusi in partenza da un destino di migliore emancipazione.

Questa volta credo che sia necessaria una insurrezione nazionale che però riuscirà solo con la compartecipazione di tutti coloro che credono ancora ad uno Stato fatto di liberi ed uguali, contro lo sfascismo di quelli che invece ne vogliono uno gestito solo per i loro sporchi affari e tutelato solamente dai loro mercenari.

I mercenari vincono sempre contro un popolo diviso e preda della paura, ma perdono inesorabilmente contro un popolo cosciente dei propri diritti e unito nella lotta per affermarli fino alla morte.

Dovremmo insegnare ai ragazzini che il dono più grande che ciascuno può fare è sempre quello della propria vita, per la Giustizia, la Libertà e l’Uguaglianza che, ovunque, nel mondo sono sempre la Patria più bella, la Patria migliore per ogni cittadino, non solamente di un Paese ma della Terra, di tutta la Terra.

Solo così può aver senso quel detto di Orazio: “Dulce et decorum est pro patria mori”

E per insegnarlo, bisogna inevitabilmente saper insegnare la Storia insieme alla Geografia..già, ma come si fa quando, fin dagli undici anni, queste materie sono sdoppiate e una, negli studi superiori, viene anche abolita?

Si fa solo tornando nelle piazze, nelle città, nelle campagne e nelle montagne, a combattere uniti una grande battaglia di civiltà come coloro che già, nella gloriosa storia di questo Paese, oggi umiliato e distrutto fin dalle fondamenta, donarono la vita per  una Patria più grande e soprattutto più degna.

Si fa, ora e sempre, con la Resistenza.

C.F.

Commenti (1)
  • Delfo  - Che spettacolo
    "Dovremmo insegnare ai ragazzini....il dono piu'' bello,GIUSTIZIA,LIBERTA',UGUAGLIANZA SU TUTTA LA TERRA.Ti ringrazio Carlo.
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