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IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
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del 30/7/2010

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Il riassunto che farò di questo 2010 sarà diverso. Sottolineo un fatto poco referito nelle analisi: le immense sofferenze umane, la destrutturazione soggettiva, soprattutto dei lavoratori dipendenti, a causa della riorganizzazione globale economica e finanziaria.



Da tempo si é operata la 'grande trasformazione' (Polanyi), ponendo l'economia come spina dorsale della vita sociale, subordinando la politica e annullando l'etica. Quando l'economia è in crisi, come adesso, si sacrifica tutto per salvarla. Si penalizza l'intera società, come in Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e persino negli Stati Uniti, in nome del risanamento dell'economia. Quello che dovrebbe essere un mezzo, diventa un fine in se stesso.



Trovandosi in una situazione di crisi, il sistema neoliberista tende a radicalizzare la propria logica e l'ulteriore utilizzazione della forza lavoro. Invece di cambiare rotta, fa sempre di più la stessa cosa, diventando una pesante croce sulle spalle dei lavoratori. Non si tratta di ciò che è relativamente studiato, delle "molestie morali", cioè dell'umiliazione persistente e prolungata dei lavoratori e delle lavoratrici per subordinarli, spaventarli e portarli a perdere il lavoro. La sofferenza è ora più ampia e diffusa, a volte di più e a volte meno, ed interessa l’insieme dei paesi centrali. Si tratta di un tipo di “malessere della globalizzazione”, con un processo di erosione umanistica.

Si manifesta come una depressione collettiva, come la distruzione dell’orizzonte della speranza, come la perdita della gioia di vivere, la voglia di sparire dalla mappa, e in molte persone, il desiderio di suicidarsi. A causa della crisi, le aziende e i loro managers portano la competitività al limite estremo, chiedono obiettivi quasi irraggiungibili, generando angoscia, paura ed a volte attacchi di panico nei lavoratori. Gli si richiede tutto: apertura incondizionata e totale disponibilità, danneggiando e distruggendo le loro relazioni familiari. Nel Brasile è stimato che circa 15 milioni di persone soffrono di questo tipo di depressione, legata al sovraccarico di lavoro.

La ricercatrice, Margarida Barreto, medico specialista in medicina del lavoro, ha osservato in un sondaggio realizzato tra 400 persone, l’anno scorso, che quasi un quarto di loro aveva tendenze al suicidio a causa delle richieste eccessive di lavoro. E dichiarò: “dobbiamo vedere il tentativo di commettere suicidio come una denuncia importante delle condizioni di lavoro imposte dal neoliberismo negli ultimi decenni”. Sono particolarmente interessati i dipendenti bancari nel settore finanziario, altamente speculativo e finalizzato alla massimizzazione del profitto. Nel 2009 una indagine del docente presso l'Università di Brasilia, Augusto Santos Marcelo Finazzi, ha rilevato che, tra il 1996 e il 2005, un impiegato di banca aveva commesso suicidio ogni 20 giorni a causa della pressione per raggiungere gli obiettivi, eccesso di compiti e panico per la disoccupazione. I dirigenti attuali sono insensibili alla sofferenza dei loro funzionari, aggiungendo ancora piu sofferenze.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che circa tremila persone si suicidano ogni giorno, molti a causa della pressione per il lavoro abusivo. Le Monde Diplomatique del novembre di quest'anno, ha riferito che tra le ragioni degli scioperi in ottobre in Francia, ci fu anche una protesta contro il rapido ritmo di lavoro imposto dalle fabbriche, generando nervosismo, irritabilità ed ansia. Si sono sentite di nuovo le parole del 1968: “metro, lavoro, letto”, aggiornate adesso come “metro, lavoro, tomba”, cioè, malattie mortali o suicidio a seguito di super-sfruttamento capitalista.

Nelle analisi fatte della crisi attuale, è importante includere questo fattore perverso che è l'oceano di sofferenza che viene imposto al popolo, specialmente ai poveri, con lo scopo di salvare il sistema economico, controllato da pochi gruppi, estremamente forti, ma inumani e spietati. Un motivo in più per superarlo storicamente, oltre che per condannarlo moralmente. In questa direzione cammina la coscienza etica dell'umanità, ben rappresentata, tra le altre, nelle varie elaborazioni del Forum Sociale Mondiale.

Leonardo Boff

 

Commenti (3)
  • delfo  - si sa
    E' il metodo della persuasione occulta,un tempo,oggi non troppo occulta.E' il metodo del terrorismo psicologico e del ricatto.E' la sistematica mistificazione del vero.Proviamo un po' ad utilizzare noi questi sistemi.Tante volte per pararsi le chiappe,bisogna anche diventare
    "ideologi irrazionalisti".Cioe',mi spiego.Tanti lavoratori sfruttati non perdono la gioia di vivere solo per questo.Dato che le persone che sono vicine alle tante che non vedono piu' un orizzonte di gioia,hanno gia' metabolizzato la feroce legge del neoliberismo,e la ritengono addirittura plausibile,che orizzonte hanno questi oppressi?Se negli stessi gruppi politici o associazioni varie si isolano persone che hanno ancora voglia di combattere,dicendo qualcosa di vero,quale speranza c'e'?I lavoratori oppressi vivono la stessa situazione degli ebrei costrettri nei campi di concentramento,Oggi si crede di essere liberi perche' si va in auto o si naviga oltre che per mare ,in rete.Non ci rendiamo conto ch...
  • Anonimo
    la crisi è sistemica, strutturale, morale ed umana. è la crisi di una civiltà, intacca alla radice la relazionalità tra le persone e con con le cose. imbastardisce ogni rapporto. imputridisce le istituzioni. isola, separa, lascia allo sbando, deriva predatoria e teatro della natura allo stesso tempo. vi è scampo solo per i forti.
    germogliano contraddizioni in seno ai canoni del libero mercato: beni immateriali e senza valore stravolgono i mercati; monete indisponibili; proletarizzazione delle professioni liberali.
    babele o apocalisse?
    la sinistra in tutto ciò impallidisce divisa invece di ergersi indignata forte dell'unità solidale della dignità umana che non può tollerare inerme il macello sociale e culturale in essere. che aspettiamo? è il momento dell'alternativa , se l'abbiamo tiriamola fuori; se non l'abbiamo elaboriamola quanto prima, tutti insieme!
  • Delfo
    E la Mado'na........!!!!!!!!
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