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PostHeaderIcon Riflessioni per una mozione congressuale della Sinistra Socialista



LA NUOVA STRADA DEL SOCIALISMO ITALIANO.

I
Il risultato elettorale del Partito, con il dimezzamento dei propri eletti rispetto alle precedenti regionali, rappresenta la fedele risultante delle scelte politiche sbagliate della Segreteria Nencini, e la prova del fallimento di una presunzione di autosufficienza che conduce inevitabilmente il gruppo dirigente a perseguire esclusivamente, a dispetto di vuote proclamazioni identitarie, differenziate e contrastanti scelte tattiche di microsopravvivenza.
Questo perenne ricorso forzato al tatticismo indebolisce ulteriormente le nostre residue potenzialita’ politiche, allontanando sistematicamente il Partito dal perseguire con determinazione il progetto della costruzione di una forza nuova in grado di riproporre con ben maggiore consistenza politica le ragioni del Socialismo Italiano ed Europeo , a cui naturalmente affidare la continuita’ del nostro patrimonio culturale e politico e nella quale risolvere i nostri irrisolti problemi di rinascita politica ed organizzativa, come sarebbe potuto avvenire qualora il progetto originario di Sinistra e Liberta’ fosse stato perseguito con maggiore convinzione e coerenza.

II
La originaria scelta di confluenza in Toscana nella lista bloccata del PD , successivamente scimmiottata in Emilia e Liguria attraverso accordi con i candidati Presidenti senza la presentazione di liste del Partito , a cui è stata di fatto sacrificata la tenuta della alleanza elettorale con Sinistra e Liberta’ in tutte le regioni italiane, ha prodotto la sparizione di qualsiasi rappresentanza dei Socialisti in tutte le regioni dell’Italia Settentrionale .
Le liste Socialiste autonome hanno ottenuto un risultato accettabile, pur perdendo voti, solamente nelle piccole regioni ( Umbria, Marche , Basilicata),registrando una parziale eccezione nel Lazio, in cui il Partito pur quasi dimezzando i voti presi dal vecchio SDI in passato ha potuto sfruttare la mancata introduzione del previsto sbarramento per l’anticipazione forzata della fine della legislatura, ed assistendo all’uscita dei rappresentanti Socialisti dal consiglio regionale della Calabria.
Nelle due regioni grandi regioni meridionali, in cui il vecchio SDI aveva la propria maggior consistenza elettorale (Campania e Puglia), il partito ha ottenuto un ottimo risultato in termini di eletti esclusivamente grazie alla scelta compiuta dai gruppi dirigenti locali, in contrasto con le indicazioni nazionali, di mantenere in vita l’alleanza con SEL senza presentare liste Socialiste autonome che avrebbero ottenuto un risultato inferiore alle soglie di sbarramento esistenti nelle due regioni.
Questa scelta politica è stata comunque interpretata in modo estremamente discutibile e confuso in Campania, unica regione in cui sono stati accettati dei veti esterni a nostri compagni che evidentemente hanno trovato interessate sponde interne, che hanno finito per portare alla distruzione del tessuto di partito nella realta’ della provincia di Napoli.


III
Il magro risultato elettorale Socialista si è determinato all’interno di una complessiva ulteriore sconfitta del Centro-Sinistra, registrata pur in presenza di un significativo e generalizzato calo dei votanti tra le fila del PDL, e nonostante i problemi di presentazione di lista vissuti nel Lazio che hanno polarizzato l’attenzione della pubblica opinione.
l’amministrazione pubblica, Il Centro-Sinistra, ed il Partito Democratico in particolare, ha dimostrato ancora una volta, al di là dei disastri causati dalla supponenza politica di D’Alema, la propria incapacita’ di offrire all’elettorato una credibile proposta di governo su cui misurare realmente le difficolta’ di gestione della crisi da parte del governo, e su cui portare ad evidenza le forti contraddizioni esistenti nel centro-destra nel rapporto con la Lega.
Lo stesso rapporto politico inseguito con i centristi è apparso una intesa di basso potere piuttosto che il tentativo di costruire una alleanza a presidio di una visione costituzionale dello stato minacciata dalle esigenze di autotutela del Premier.
Il Centro- Sinistra continua inoltre a pagare a prezzo salatissimo la sua incapacita’ di individuare un deciso percorso di riforma del sistema politico e del suo rapporto con divenendo sempre più prigioniero di un proprio maggioritario insediamento nelle regioni centro- meridionali che lo porta automaticamente ad avere una posizione conservativa dell’esistente.
Il risultato notevole delle liste Grillo al nord tra le file del residuo elettorato di sinistra dimostra ulteriormente, stavolta per riflesso ,come l’egemonia della lega al nord trovi gran parte del suo fondamento in una contestazione profonda, trasversalmente diffusa in tutto l’elettorato delle regioni che hanno un più forte tessuto produttivo privato, di un sistema politico nazionale, e del suo ceto di riferimento, che utilizza la occupazione della pubblica amministrazione come terreno di autoriproduzione e garanzia.
Allo stesso tempo la tradizionale idea forza della lega, ad essa complementare, del federalismo fiscale va assumendo con l’incedere della crisi economica e finanziaria un travolgente impatto sociale
L’aspettativa che il federalismo fiscale possa produrre nelle regioni del nord, sulla base del superamento della mala gestione " centro-meridionale"dei ricavati del gettito fiscale nazionale, recuperi di risorse finanziarie tali da riattivare politiche sociali a livello regionale in favore dei lavoratori dipendenti a basso e medio reddito, o politiche di sostegno produttivo per la piccola e media impresa a difesa dei livelli occupazionali, sposta a destra,, e soprattutto sulla lega il consenso di crescenti aree elettorali tradizionalmente di sinistra.
Questa tenaglia micidiale, che comincia a creare ormai serie difficolta’ politiche allo stesso PDL, stritola letteralmente al nord una sinistra già indebolita nella propria identità dalla sua co- gestione della versione nostrana del modello neo-liberista responsabile della crisi che attanaglia le economie occidentali, interpretata con particolare cura dei suoi aspetti finanziari e bancari e con una sostanziale tolleranza delle sue conseguenze sulla flessibilizzazione e precarizzazione dei rapporti di lavoro.
I suoi limiti di proposta, la sua perdita di identità, e la propaganda della lega sul proprio progetto federalista, riducono con facilità il Centro-Sinistra ad apparire contemporaneamente espressione politica di una cattiva gestione del potere nel resto d’italia e schieramento incapace di offrire ai ceti deboli una qualsiasi via di uscita dalla situazione di tendenziale poverta’ che li minaccia, le cui cause non vengono esclusivamente ascritte alle classi dirigenti economiche e finanziarie , tradizionalmente espressione o interpreti della destra conservatrice, come avviene nel resto d’Europa dove la sinistra è raccolto attorno a grandi forze Socialiste o Socialdemocratiche, capaci ,pur con tutti i loro limiti e contraddizioni, di rappresentare una credibile alternativa di governo.
Lo stesso ottimo risultato di Vendola e delle liste di SEL dell’italia centro- meridionale, e della Puglia in particolare , non trova alcun riscontro nell’elettorato di tutte le regioni settentrionali, dimostrando come anche la sua proposta politica, sebbene suffragata da indiscutibili qualita’ personali di leadership non aggredisce le questioni strutturali e programmatiche attorno a cui ruota la crisi di credibilta’ della sinistra agli occhi di gran parte dell’elettorato italiano.

IV
Il quadro che scaturisce pone pertanto all’ordine del giorno, con sempre maggiore urgenza, la necessita’ del superamento dell’attuale schieramento di centro-sinistra, guidato da una forza politica priva di una definita identita’ riformatrice, incapace a dispetto delle sue affermazioni di svolgere una autentica funzione nazionale, e soprattutto incapace per i suoi limiti strutturali e culturali di progettare un sistema di alleanze politiche e sociali potenzialmente maggioritario.
Il superamento dell’attuale Pd diviene quindi una esigenza per tutti coloro che sono interessati a riattivare una autentica Democrazia dell’alternanza all’interno della quale misurare democraticamente la volonta’ di cambiamento e di riforma della sinistra italiana e di tutto lo schieramento progressista, pena il consolidamento ulteriore di una china involutiva della nostra democrazia conseguente al consolidamento al potere di un composito schieramento di centro-destra, incapace di assumere le connotazioni di una moderna destra democratica , popolare e costituzionale, perennemente gravato dalle ambizioni presidenzialistiche del suo leader stretto tra il ruolo predominante dell’alleato leghista e la propria concezione aziendalistica dei rapporti politici.
Da questo quadro politico, bloccato dalle sue negativita’, rischia di derivare una crisi costituzionale le cui radici affondano essenzialmente nei limiti politici degli opposti schieramenti, resi ancor più intollerabili dalla crisi economica, sociale e finanziaria che attanaglia il paese e l’Europa, e richiederebbe quale unica via di equilibrata, solida ,e sicura soluzione strutturale l’impostazione di un nuovo modello di sviluppo della societa’ e del sistema produttivo del paese.
La stessa presunta urgenza di una complessiva riforma degli equilibri costituzionali trae alimento essenzialmente da questa immaturita’ democratica insita nello schieramento di governo, e dalla contemporanea inadeguatezza politica di una opposizione che continua a privilegiare il dialogo con poteri estranei al confronto politico, ritenendo in tal modo di poter supplire alla propria difficolta’ di condurre una politica di aggregazioni di consensi sociali ed elettorali, senza comprendere che le uniche vere ragioni di riforma troverebbero autentico fondamento unicamente sul terreno della riqualificazione del sistema delle rappresentanze politiche rispetto alla gestione ed al funzionamento dello Stato-Amministrazione e degli Enti Locali, ed all’esercizio dei poteri di controllo, di gestione e di indirizzo da parte di rappresentanti del Sistema Politico sui soggetti pubblici strumentali.

V
Il risultato del voto richiede quindi ai Socialisti una capacità di analisi ed interpretazione della realtà che deve costituire la premessa del definitivo abbandono di una concezione del ruolo politico del PS fondata su una autosufficienza ipocrita, necessario per impostare con piena consapevolezza una azione politica diretta a collocare il Partito Socialista , in un rinnovato rapporto unitario con i compagni di SEL, alla guida di un processo di ricostruzione della sinistra italiana che costringa il Partito Democratico ad assumere esplicitamente i caratteri di una grande forza Socialista e Democratica.
Il tentativo di Vendola di assumere la leadership dello schieramento di centro-sinistra sull’ onda del risultato Pugliese e della contemporanea disfatta del PD, da compiere attraverso un complessivo superamento delle attuali rappresentanze politiche esistenti a sinistra, può in tal senso trovare l’appoggio convinto del Partito Socialista ove divenga l’occasione per realizzare sulla destrutturazione dell’ attuale PD di una nuova rappresentanza unitaria della sinistra italiana direttamente collegata nei programmi e nei suoi riferimenti politici alle grandi espressioni del Socialismo Europeo.
In tal modo il progetto costituente di Sinistra e Liberta’ impostato alle europee, che ha comunque consentito ai Socialisti la tenuta alle elezioni regionali, viene ora a trovare un momento di evoluzione rilevante, da un originario disegno difensivo concentrato sulla realizzazione di una nuova forza di sinistra alternativa al PD sulla base del superamento delle vecchie appartenenze , in grado di dare voce anche in italia ad un processo di rifondazione del Socialismo Democratico gia’ avviato in tutta europa sulla scorta della lezione della crisi verticale del sistema neo-liberista, in un nuovo rapporto unitario di natura federativa , suffragato e rafforzato anche da una esplicita proposta di Premiership, traguardato all’obiettivo, ben più risolutivo delle nostre ragioni storiche, della trasformazione del Partito Democratico in una vera forza Socialista ,direttamente ed esplicitamente connessa al Partito del Socialismo Europeo, perfettamente plurale al proprio interno ed assolutamente democratica nelle sue articolazioni.
Un nuovo rapporto unitario, se necessario anche in forma federativa, con i compagni di Sinistra Ecologia e Liberta’ puo’ costituire lo strumento politico utile a portare a compimento questo disegno complessivo di ristrutturazione del centro-sinistra verso la costruzione di una nuova grande forza Socialista e Democratica ,che sostituisca il PD quale centro di riferimento dello schieramento di Centro-Sinistra , in grado di progettare ed avviare un percorso di riforma democratica della societa’e dello stato, ed in condizione di guidare dal governo quel processo di ricostruzione della struttura economica del paese che la crisi verticale che stiamo attraversando rende indispensabile.
Il compimento di un disegno politico di questa rilevanza rappresenta la missione storica di un Partito che aspira a considerarsi il degno erede della grande storia del Socialismo Italiano, pur essendo profondamente convinti che in alcun modo saremmo in grado di perseguirlo proseguendo la nostra azione in quello stato di perfetta solitudine politica che molti compagni del gruppo dirigente del Partito vanno superficialmente auspicando.

 

Commenti (38)
  • antonio di pasquale
    MI chiedo se è necessario in questa fase avere il coraggio delle proprie responsabilità.
    La contingenza storica suggerisce brutale realismo per relaizzare un'operazione epocale.
    Se per rilanciare una politica autenticamente socialista ossia una politica socialista nella sostanza, è necessario abbandonare un nome, magari anche un simbolo, per utilizzarne di nuovi, capaci di richiamare l'attenzione dei cittadini, allora, addio socialismo di forme, compresi nomi e simboli tradizionali.
    Benvenga il nuovo che serve, nome e simbolo che manifestino la sostanza socialista con l'opera costante, quotidiana e coerente, condivisa e partecipatadell'impegno per una società giusta e il bene comune.
    quindi, che aspettiamo?
    basta strategie nei ranghi di logiche interne al partito.
    Lo vogliamo aprire a chi attende di farne parte questo nuovo socialismo? è l'unica soluzione credo per prendersi una responsabilità storica, abbiate coraggio, usciamo dagli schemi secolarizzati delle gerarchie inter...
  • antonio di pasquale  - re:
    Lo vogliamo aprire a chi attende di farne parte questo nuovo socialismo? è l'unica soluzione credo per prendersi una responsabilità storica, abbiate coraggio, usciamo dagli schemi secolarizzati delle gerarchie interne.
    Il socialismo ha bisogno degli amici e dei compagni che sono fuori dal teatrino, sono loro la linfa vitale di una nuova politica socialista, non sfinite e sconfitte nomenclature che pietiscono sul patibolo, all'ombra della scure della storia.
    facciamo pace con la storia, facciamo pace con noi stessi e apriamoci all'avvenire di una nuova cultura di unità, ne vale una società giusta per i nostri figli. [/quote]
  • Marco Andreini
    Le riflessioni di Franco mi portano a dover fare alcune precise considerazioni. In particolare vorrei cercare di spiegare perchè per il nostro gruppo oggi è prioritario fare la battaglia congressuale dentro e non fuori il Partito:
    I. perchè questo gruppo coerentemente si è opposto alla linea della Segreteria Nazionale fin da luglio presentando mozioni alternative al consiglio nazionale e nel fare ciò si è assunto un impegno morale nei confronti di tutti quei socialisti, a tutti i livelli, che pur non amando la segreteria Nancini ci hanno appoggiato, firmando i nostri documenti, ma non hanno nessuna intenzione di abbandonare il partito
    II. perchè questo gruppo ha tenuto con SEL rapporti essenzialmente politici e pur entrando negli organismi, pur facendo parte come il sottoscritto di coordinamenti provinciali, ha teso a ribadire fin dall'inizio, e con Vendola direttamente, che il nostro obiettivo era portare tutto il partito e non solo una parte all'appuntamento di luglio della nas...
  • Renato Costanzo
    :) L'analisi politico sociologica di Franco, e le conseguenze che ne trae, non fanno una grinza. Come mio contributo suggerirei di riempire di contenuti la nostra proposta. E di contenuti da proporre ne abbiamo! Basti pensare, per quel che riguarda l'economia, i punti precisi ed articolati proposti dai nostri convegni. Va bene il contenitore, ma cominciamo a lavorare sui contenuti.
  • Manrico
    La strada è questa.
    Il leader c'è.
    Costruiamola!
  • carlofelix
    La battaglia va fatta dentro il partito ma senza farsi illusioni in merito alla concreta eventualità di portarlo tutto dentro SEL mediante il suo autoscioglimento.
    Secondo me bisogna giocare anche di anticipo, sia rispetto al congresso del PSI sia rispetto a quello di SEL e far nascere la Lega Socialista e Federalista aperta a tutti coloro che, nella sinistra, credono che i valori del socialismo siano una concreta alternativa politica.
    Bisogna farlo prima degli altri appuntamenti, atrimenti si rischia di arrivare tardi e screditati, e per quanto mi riguarda, senza nemmeno tanto ulteriore interesse.
  • franco
    State attenti Compagni che il grande risultato elettorale, ben oltre i vecchi confini elettorali di Rifondazione,SeL lo ha ottenuto solamente in Puglia dove l'accordo politico è stato realizzato con tutto il Partito Socialista e non solo con alcune aree Socialiste.
    Questa è la prova che il ragionamento di Andreini, per quanto di problematica realizzazione, non è affatto peregrino.
    Un pò di Socialisti innestati su un tronco di sinistra radicale non risolvono i problemi che ho posto nel mio ragionamento.
  • Roberto
    Permettetemi, ma non credo che il grande risultato in puglia di SEL sia dovuto alla presenza dei socialisti o dell'intero partito socialista, quanto alla presenza in quella regione, del leader di SEL. In pratica è il leader che ha trainato, ancora una volta, il partito o quello che è.
    Certo, in puglia, ha trainato anche per il buon governo che c'è stato in quella regione e non solo per un fatto mediatico...
    ma credo che la sostanza sia questa più che merito della presenza del PSI in toto in SEL..cosa che di per se, non interessa e non colpisce in alcun modo l'elettore medio..
  • peppegiudice
    concordo con Carlo. Pensare di portare tutto il Ps in SEL o comunque in una prospettiva convergente con SEL e con Vendola è una cosa irrealistica. Nencini ed i suoi amici (Biscardini, Labellarte...) hanno scientemente rotto il rapporto con SEL perchè Sel avrebbe concretamente potuto rappresentare (molto più della RPN) lo sbocco politico del travaglio socialista. E siccome a costoro non interessa la qualità del progetto politico ma solo la qualità della sedia su cui poggiare il loro prezioso culo....
  • peppegiudice
    ... per tale ragione hanno proditoriamente rotto (hanno rotto anche qualcos'altro....). Se altri componenti del gruppo dirigente non erano d'accordo dovevano fare come sta facendo Fini: fare un grosso casino contro tale scelta. Ma la Locatelli, Di Lello etcetera hanno dimostrato di non contare nulla o di non avere gli attributi politici. Quindi la battaglia è rimasta in mano ad un gruppo di compagni seri posti al di fuori del "ceto politico". Ma poichè è il ceto politico che controlla l'ectoplasma Ps pensare di ribaltare la linea politica è al di fuori della realtà
  • peppegiudice
    Fra l'altro c'è un elemento da considerare. Lo SDI prendeva il 2% perchè c'erano le due maggiori regioni del Sud in cui il partito giungeva al 5%. Ora in quelle due regioni (Puglia e Campania) gli eletti socialisti (sette) sono in SEL. In pratica il partito non c'è più. Quindi se la battaglia congressuale (sempre che sia un congresso con un minimo di regolarità) serve solo a raccogliere i fedeli ad una linea chiara. E' invece più importante che si esca all'esterno con la Lega dei Socialisti, nel momento in cui SEl rinvia il congresso ad Ottobre e pensa di mantenere strutture aperte di movimento
  • Luciano Montauti
    La battaglia congressuale deve essere assolutamente fatta (senza illusioni ....anche perchè troveranno il modo d'IMBROGLIARE),ma sono assolutamente d'accordo di costituire subito "La lega dei Socialisti" come dice Carlo per muoverci in anticipo e non farsi trovare screditati.
  • Luigi Fasce  - Orazi e Curiazi
    Mi pare che dobbiamo concentrarci sulla prima tappa del nostro percorso, la costituzione della Lega dei socialisti Federalista (mi piace l'aggiunta Federalista fatta da un compagno di cui non ricordo il nome) e dobbiamo assolutamente attuarla ai primi di maggio p.v.
    Questo perchè noto la divaricazione di alcuni compagni tra due posizione la prima quella di lasciare al suo destino il PSI nenciniano e l'altra di voler tentare di vincere il congresso.
    Personalmente sono per farlo questo tentativo se si vince, ed è possibile visto che non c'è più la base di questo partito che stava in piedi per i contributi economici di assessori vari che non ci sono nella stragrande maggioranza più. Nencini non basta a sfamare i bisogni di pagare le sedi provinciali dell'attuale PSI. Poi se non si vince, ma Lafontaine quando ha dato il benservito alla SPD non ha vinto il congresso - ma ha portato con se il collante idologico della socialdemocrazia tedesca, quello di Bad Godesberg che era stato abba...
  • franco
    Il 6 Maggio è stata convocata la Direzione Nazionale del Partito per la presentazione preliminare delle posizioni politiche e l'avvio delle procedure congressuali.
    Sarebbe opportuno che il coordinamento Nazionale della Sinistra Socialista tenesse una nuova riunione , come quella di sabato 10 Aprile,immediatamente a ridosso del 6 Maggio.
    Comunico intanto ai compagni la disponibilita' che ci è stata comunicata dal compagno DI MARCO,segretario della federazione dei Castelli Romani, a sottoscrivere la nostra mozione.
  • marco andreini
    C'è un gioco dalle mie parti che si chiama ciapanò
    è una sorta di tresette a chi fa meno , ho la sensazione a volte che ci stiamo innamorando di questo gioco .
    La lega va fatta ed è un percorso fuori dal partito , e consiglierei di farla senza avere un orizzonte unico , Sel , in quanto Vendola ha già compreso che così come è strutturata non funziona , quindi il nostro orizzonte deve andare dal labour , alla vecchia sinistra sindacale , ai socialisti attuali e storici intorno al mondo della Uil, al mondo di Turci e macaluso , all'ambientalismo non estremista financhè a sfiorare il pd nella corrente di Marino, io e parlo per me , non voglio entrare così come è in Sel, se la lega è intesa come il nostro paracadute non m i interessa , se ha quell'orizzonte sarà la piattaforma per grandi cose.
    Altra cosa il partito socialista , premesso che le battaglie non si fanno con la sicurezza della vittoria , i compagni del partito ,della direzione , del consiglio nazionale devono concentrarsi ...
  • peppegiudice
    se SEL mantiene strutture di movimento così come pare debba fare il percorso della Lega si incrocia inevitabilmente con SEL. Qui non si tratta di costruire un paracadute ma un laboratorio politico che ha lo scopo di far partecipare la cultura socialista (di quel socialismo che ha rifiutato le derive social-liberiste da Blair al PD)al processo di ricostruzione della sinistra. E ' ovvio che SEL è l'interlocutore privilegiato in tali passaggi. Anche la Lega deve mantenere una sua autonomia proprio perchè è un laboratorio e non un partito. Ma proprio perchè essa si colloca nettamente più a sinistra del PD non può non assumere un atteggiamento radicalmente critico verso il gruppo dirigente nazionale della UIL che si è venduto a Berlusconi.
  • peppegiudice
    In Puglia il 9,6% di SEL è il risultato dell'effetto trascinamento di Vendola ma in quel risultato c'è un evidente contributo socialista. Ma in Puglia (dove comunque il Ps è radicato) la grande maggioranza dei socialisti - dello stesso gruppo dirigente oltre che della base (con la unica eccezione di Di Gioia) si è apertamente schierato con Vendola durante le primarie. I 5 eletti del Ps si sono tutti iscritti a SEL. Questa è la grande differenza che c'è con il livello nazionale, dove il PS non esiste di fatto ed il gruppo dirigente è talvolta magari più a destra del PD!
  • luciano montauti
    Mi sembra dalle parole di Marco capire un certo distacco da SEL che non mi fà un gran piacere.
    Tutti sappiamo le difficoltà di noi socialisti che proviamo a lavorare a fianco dei compagni di SEL ma questo è dipeso soprattutto dal disinteresse attuale che il PS nazionale ha nei confronti di SEL.
    Del resto noi la dove ci operiamo lo facciamo personalmente senza però dimenticare che SEL adesso è un progetto e non ancora un partito.
  • luciano montauti
    Adesso pensiamo al congresso PSI senza però dimenticare che il fine principale è di costruire un nuovo soggetto politico di sinistra e socialista e per adesso all'orizzonte ne esiste uno solo che del resto è confermato in molti nostri documenti a cominciare da quello del 1 di Febbraio.
    Il tutto solo e naturalmente con chiari riferimenti al PSE.
  • peppegiudice
    Anche io come Luciano ritengo che il processo aperto da SEL sia l'interlocutore privilegiato di quell'area socialista di sinistra che intendiamo costruire. Non sono pensabili autosufficienze di appartenenza. Anche se , per assurdo, domani il segretario del PSI sarà Franco Bartolomei (glielo auguro con tutto il cuore ma credo non sia nell'ordine delle cose possibili)si porrà il problema di rapportarsi con un processo politico più vasto non certo con quello di chiamare a raccolta gli ex iscritti al PSI dispersi. E' molto riduttivo leggere la questione socialista in questi termini. Se abbiamo l'intenzione di costruire una forza chiaramente collocata a sinistra del PD (nei contenuti e nel suo orizzonte strategico) è inevitabile rapportarsi a Vendola ed a SEL.
  • ANDREINI.MARCO
    Perfettamente d'accordo con Beppe la lega dei socialisti e il nostro ruolo deve essere quello di creare un lABORATORIO CULTURALE E VI PREGO DI LEGGERE IL MIO PEZZO UN CONGRESSO GIA CHIUSO, SUL SITO, NESSUN RIPENSAMENTO SU SEL , MA VI PREGO DI ASCOLTARE vENDOLA AL LORO COMITATO CENTRALE SU RADIO RADICALE, SE LUI PRENDE LE DISTANZE PERCHè NOI DOVREMMO ACCELERARE, è QUESTA LA DOMANDA DA PORSI ORA , E COMUNQUE SONO CONVINTO E LO DICE PROPRIO VENDOLA CHE IL NOSTRO CONGRESSO è IMPORTANTE E CI DOBBIAMO DEDICARE NON DANDO A nENCINI E C IL DESTRO PER INDICARCI COME PRONTI A ANDARSENE , QUESTIONE DI OPPORTUNISMO E ANCHE DI CONVINZIONE CHE COME DICE VENDOLA SEL NON VA BENE E VA COSTRUITO UN NUOVO PROGETTO COSì COME STIAMO CERCANDO DI SCRIVERE SULLA MOZIONE DA PRESENTARE
  • federalismo59
    Mi sono collegato alla vostra discussione in quanto sono vicine alle vostre idee per la Lega socialista federalista, come scambio di riflessioni con Carlofelix.
    Permettetemi un pensiero personale.
    Penso che un congresso sia importante, come importante portare le vostre ragioni, pensieri e progetti futuri per una rinascita socialista, auspicata da Tanti........
    Sicuramnente non sarà facile ma perchè dovete lasciare ad altri il terreno?
    In ogni caso la Lega socialista Federalista, di cui ho interpretato un progetto importante sarà comunque pronta a muoversi?
  • peppegiudice
    io non credo che Vendola prenda le distanze da SEL. Credo piuttosto che egli la concepisca nel senso originario, come un "work in progress" e non come un partito definito e strutturato in forme rigide. Del resto mi ricordo che coloro che insistevano su "partito subito" erano piuttosto settori di Sinistra Democratica che non dell'mps i quali concepivano SEL come un passaggio ad un processo più ampio. Se questo è il quadro la Lega potrà dare un grosso contributo. La Lega deve restare un laboratorio e non certo una replica di quella operazione raffazzonata di Socialismo è Libertà di Formica . Nella Lega ci sono i socialisti che vogliono ricostruire la sinistra.
  • MATTEO SARACINO
    Carissimo Franco, se per il 6 maggio è convocata la Direzione del PSI non c'è molto tempo. Acquisisci quanti più consensi possibili fra i componenti della Dir.ne e del CN per la Mozione Congressuale Alternativa.Non so se c'è il tempo per quella data di organizzare un'altra riunione che sia anche preparatoria del lancio del LEGA SOCIALISTA - LABORATORIO della SINISTRA. Gran parte del ruolo e dei contenuti della Lega Socailista sono abbozzati... Non ci possiamo dividere ora su come si struttura SEL. Il rapporto con SEL è resta leale . Anch'io penso che rimane movimento..... per ora. Andiamo avanti con la doppia pista : Mozione/battaglia congressuale nel PSI varo della LEGA SOCIALISTA.
  • fabio mischi
    Siccome molti commenti si rifanno alle posizioni di Vendola su SEL, credo di fare cosa utile riportando al riguardo la sua posizione espressa in una recentissima intervista:"....Per cortesia, le «fabbriche» sono autonome dai partiti e anche da Sel. Ma e’ una sciocchezza pensare che io voglia liberarmi di Sel per fare il «partito delle fabbriche». Le fabbriche sono una lievitazione di cose nuove. Sel e’ una formazione che vuole essere la coscienza critica del centrosinistra. Dobbiamo renderla piu’ solida e piu’ organizzata con il congresso di ottobre per rendere piu’ autorevole il nostro discorso sull’alternativa al berlusconismo."
  • Manfredi Mangano
    concordo col compagno Andreini, proprio perchè ci piaceva e ci piace il progetto di Sinistra e Libertà, il nostro orizzonte non può e non deve essere sciogliere il PSI in Sinistra Ecologia e Libertà, ma deve diventare fare da lievito per un ripensamento complessivo della sinistra. I processi più vasti di cui parla il compagno Giudice tornano alla vocazione maggioritaria chiesta a suo tempo da Turci: SEL e PSI non possono essere la base di un partito socialdemocratico di massa, ma non potranno non esserne la spinta propulsiva, una volta che le contraddizioni nel PD si saranno chiarite e si sarà costruita una nuova cultura politica della sinistra.
  • Luca Fantò
    Alcune domande sulle idee per la mozione congressuale:
    E' utile insistere sulla responsabilità di Nencini sulla fine dei SeL? A me sembra facilmente smentibile dal comportamento dei compagni di SeL, anche in zone del Veneto.

    A noi in Veneto nessuno ha impedito di presentarci con SEL, siete certi che per presentare liste con SEL si sia trasgredito ad ordini del Partito?

    Siamo certi che SEL sia interessata ad una federazione con noi? È possibile impostare impostare un cardine della mozione su un assunto che non necessariamente è condiviso? Cosa accadrebbe se il Partito Socialista desse mandato di imbastire una federazione e poi SEL, che sembra più impegnata a corteggiare la federazione della sinistra che noi, non dovesse accettare?
  • Lionello Giospino  - sinistra e socialisti
    Interessante l'analisi sopra riportata ma non del tutto convincente e chiara trovo la proposta.
    I socialisti del ricostituito P.S.I. devono essere autonomi nel senso che devono presentare la loro lista la dove e' possibile.
    Bene ha fatto il P.S.I. a scegliere di presentare la sua lista la dove c'era piu' consenso ed invece avere candidati socialisti dentro la lista "Sinistra Ecologia Liberta'" in altre regioni.
    Per ora il Partito Socialista Italiano e' un piccolo partito e queste scelte tattiche sono certamente necessarie.

    L'idea di fare una "federazione" con Sinistra Ecologia Liberta' non e' da me condivisa perche' "Sinistra Ecologia Liberta'" e' un gruppo progressista piuttosto confuso. Ancora non sanno se esisteranno ancora nel 2013 o se Vendola prendera' la tessera del Partito Democratico.

    Io penso che i Socialisti del P.S.I. debbano certamente essere alleati con il Partito Democratico e bisogna anche auspicare che i democristiani (UDC) possano e...
  • fabio mischi
    Mi fa molto piacere che si continui , senza alcun dubbio,ad attribuire a chi che sia intenzioni e volontà che probabilmente sono le proprie.
    Ho riportato le precise parole di Vendola nel tentativo di contribuire al dibattito con concretezza. AD OGGI PER VENDOLA LE COSE SONO QUELLE DETTE MENO DI UNA SETTIMANA FA.Poi SEl il 2 giugno prossimo( si fa per dire) potrà anche sciogliersi definitivamente e Vendola diventare segretario del PD.
  • peppegiudice
    mi pare che qualcuno parli del Ps+i nenciniano come se fosse il PSI storico non dico di quello che aveva il 14,7% del 1958 ma anche di quello al suo minimo storico del 9,6% del 1976. Come se si avesse a che fare non con un ectoplasma in cui la metà dei consiglieri regionali è stata eletta in SEL ma con un partito rilevante. Ora come un partito che ha lo 0,5% possa essere autosufficiente qualcuno me lo deve spiegare. Del resto neanche SEL è autosufficiente politicamente. Infatti essa molto probabilmente resterà con una struttura di movimento (segue)
  • peppegiudice
    ... La situazione politica italiana è molto fluida. La scelta di Vendola di proporre la sua leadership all'intero centrosinistra tiene conto di tale fluidità. Oggi la scelta è tra chi ritiene che il centrosinistra debba avere una sinistra protagonista (questa è la scelta di Vendola) e chi vuole la sinistra affossata e subalterna (Bersani ed il PD). Credo che i socialisti fedeli ai propri valori non possano che stare con la prima ipotesi che esige la ricostruzione della sinistra (di cui SEL è il solo il primo passo) . Se uno poi crede che il ruolo dei socialisti è di stare tra il PD e l'UDC non ha nulla a che vedere con la sinistra ed il socialismo (a meno che non si intenda il ciarpame tardo-craxiano che ha distrutto il PSI - quello vero.
  • Luigi Fasce
    continuo il pensiero da dove l'ho interrotto
    ... abbandonato e per molti anni è andata avanti la linea neoliberista camuffata da "terza via".
    Quello che Lafontaine ha tenuto ben stretto è il collante ideologico di riferimento della socialdemocrazia. Ora noi abbiamo l'occasione unica di mettere a fuoco il nostro collante ideologico di riferimento da presentare nella mozioni per il congresso di luglio de PSI e se con questo si vince il congresso ottimo ! se si perde noi abbiamo una identità già pronta per il nostro movimento "Lega Socialista Federalista" con il quale ci confronteremo con il resto della sinistra ... mica con la destra.
    Al momento mi pare che la sinistra a noi più prossima sia SEL. Ma poi, è mai possibile che si identifichi SEL soltanto con Vendola ? Vi pare proprio il caso di dare tutto questo potere a un uomo solo ? Torniamo craxiani ?
    Berlusconiani ? Prima il collante ideologico, poi modello di società, progetto e programma e infine il leader funziona...
  • Luigi Fasce
    ...le. A ottobre ci sarà il congresso di SEL e verificheremo se sarà il partito di Nichi o sarà il partito della nuova sinistra che ha ricomposto la frattura del 21 a Livorno.
    Ci vediamo l'8 maggio a Roma.
    Buon dibattito.
  • Roby  - e basta con le vecchie ideologie passate
    o si sta con una sinistra unita, oppure significa non volere il miglioramento della gente.

    Io sosterrò Vendola perchè unico ad avere idee, voglio l'unità di tutte le sinistra senza più aggettivi, mi sono stancato di dire tu eri..io ero...io sono..tu sei stato...ecc. ecc., basta.
  • peppegiudice
    caro Roby noi tutti vogliamo una sinistra unita su basi serie.
    Ma la sinistra senza aggettivi non esiste. E' il socialismo che dà senso al concetto di sinistra in tutta Europa e non solo. Il socialismo non è una ideologia passata ma un progetto emancipatorio senza il quale la sinistra non è in grado di costruire nessun progetto di società alternativo a quello attuale. Vuoi sapere la verità: in Italia siamo costretti a parlare genericamente di sinistra perchè c'è qualcuno che nutre dei complessi di colpa non essendo riuscito a elaborare il lutto per la caduta del Muro di Berlino. Non è una cosa seria.
  • Franco Maltinti  - La cosa prima e vitale............

    Personalmente sono fra coloro che propendono per l'assoluta necessità, per questo paese e per la sinistra, della creazione di un nuovo soggetto politico ove i valori del socialismo
    ne siano l'ANIMA e la spina dorsale.
    Detto questo, a prescindere dalle differenze
    fra noi, LA PRIMA COSA DA FARE E SULLA QUALE ESSERE UNITI E COMPATTI E' QUELLA DI MANDARE A
    CASA COLORO CHE PROPONENDOSI NUOVAMENTE COME LA CURA IN REALTA' SONO IL MALE CHE STA UCCIDENDO IL SOCIALISMO ITALIANO.
    Franmalt. Livorno.

  • Gioacchino Assogna
    Sono del parere che bisogna partecipare al Congresso con il sostegno convinto delle nostre idee, mettendoci dentro anche le proposte economiche evidenziate nei nostri Convegni. Penso che il nostro orizzonte sia costruire un soggetto nuovo di Sinistra avente cultura di governo e aderente al PSE. Può essere SEL? Me lo auguro. C'è bisogno del coraggio di Vendola per essere il vero Leader non limitato al Mini-Arcobaleno come è oggi SEL senza i Socialisti. Abbiamo bisogno di creare una piattaforma programmatica unitaria per rendere l'alternativa al Centro-Destra realmente credibile.
  • peppegiudice
    senza la proditoria azione di Nencini forse SEL oggi sarebbe diversa. Ma lo stesso Vendola concepisce SEL come fatto provvisorio in vista di una più larga aggregazione della sinistra. Il fatto è che Nencini non crede al nuovo soggetto della sinistra. Lui vuole mantenere una piccola baracchella per contrattare qualcosa con il PD.
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