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La Sinistra Socialista
e la Lega dei Socialisti

IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
SocialismoeSinistra
del 30/7/2010

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La rivista “Le nuove ragioni del Socialismo" è diretta da Macaluso e, come sappiamo, Macaluso ha un ottimo rapporto con Turci il quale, con Besostri, Giudice e anche con il mio incoraggiamento, ha firmato una dichiarazione di intenti in cui si dice tra l’altro:

“Nello scenario politico nazionale, auspichiamo che la candidatura di Nichi Vendola alle primarie di coalizione possa divenire l’occasione per avviare un processo di rimescolamento complessivo all’interno della sinistra, in un contesto di scomposizioni e successive ricomposizioni delle forze che dovranno costituire l’asse portante della coalizione di centro-sinistra, in un quadro che garantisca, finalmente, la chiarezza sia delle rispettive posizioni politiche e programmatiche, sia dei riferimenti politici sovranazionali.

A queste primarie il nostro network potrebbe anche contribuire con un proprio documento programmatico.”

Nell’ultimo numero di tale rivista però appaiono delle critiche a dir poco “corrosive” verso Nichi Vendola e le primarie, riportate anche dal Corriere di oggi 6/01/’11

Citiamo le più significative: “Non si capisce perché i compagni di SEL non dedichino le loro energie alla creazione di un partito di sinistra alleato con il Partito Democratico e a lavorare per costruire in Italia una grande forza legata alla sinistra europea”

Ma il pezzo “forte” che segue è questo: “Il tentativo di Vendola di candidarsi come leader del centrosinistra è velleitario e provoca solo conflitti a sinistra. Se le elezioni, come pare, saranno a primavera, occorre mettere insieme le forze in grado di presentare un governo possibile e autorevole. Altrimenti vincerà la destra.”

Ora, confrontando le posizioni del "manifesto" del network e quelle di tale editoriale, vediamo palesemente che la contraddizione è lampante. Infatti, come dicevano i latini “inter duas tertium non datur” e cioè: o si vuole Vendola candidato alle primarie del centrosinistra oppure non lo si vuole.

Ecco dunque che viene spontanea la domanda: cosa vuole il network e coloro che ne fanno parte attiva?

La supposizione che tali prese di posizione giungano dopo la proposta Latorre con la quale si invitava Vendola a “rifondare” la sinistra e in particolare il PD, in questi termini specifici: “«I nuovi soci co-fondatori del partito potrebbero essere Sel e le espressioni di quei movimenti, anche cattolici, che stanno emergendo in nome di una domanda di giustizia e di cambiamento», è molto forte. Specialmente considerando che la risposta che lo stesso Vendola ha dato con garbo ma con estrema decisione è molto chiara e dice in buona sostanza che le “primarie” sono da anteporsi a qualsiasi tentativo, pur interessante e ragionevole, di “rifondare” gli assetti del PD e della sinistra. Egli osserva infatti che: «Le primarie non sono un capriccio o una invenzione mia, sono una esigenza di rivitalizzazione del centrosinistra. Sono una spinta insopprimibile del popolo. Con le primarie si determina il contrario dello stato depressivo che talvolta cattura il centrosinistra, è una vera spinta di vita, immettono un alito profumato nel centrosinistra che dice parole che sono in sintonia con la società.”

Insomma pare proprio che il cosiddetto “alito profumato” per vari esponenti del PD sia diventato piuttosto una “minaccia di alitosi” incombente e piuttosto “mefitica”.

Per noi che vogliamo costruire con Le leghe dei Socialisti un laboratorio aperto a tutta la sinistra, con lo scopo di ravvivare i valori del socialismo europeo in maniera del tutto trasversale allo schieramento dei partiti che attualmente vogliono ancora appartenervi in maniera non ambigua, ma coerente con quello che accade in tutto il resto d’Europa, un grande progetto viene sempre al di sopra di ogni forma di posizione “carismatica individuale”.

Abbiamo sottoscritto il punto 8 del nostro manifesto fondativo perché “riteniamo che ci siano forze nei Partiti della sinistra – ad incominciare da SEL e dalle posizioni di Vendola – con le quali, nelle rispettive autonomie organizzative, intendiamo collaborare e con le quali verificare il comune intento del rinnovamento della politica, degli schieramenti, dello sviluppo di una società socialista.” Quindi rivendichiamo sia l’importanza di SEL che di Vendola nella costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra italiana, sulla base dei valori socialisti europei, ma anche una necessaria autonomia di “analisi critica” sia rispetto ai partiti sia nei confronti di chi li guida, e ciò proprio in nome di precisi valori che non riteniamo siano da consegnare al passato, ma piuttosto da inverare nel presente e nel futuro.

La proposta Latorre quindi per noi è interessante, ma non tanto per la ricomposizione al fine di “fagocitare” Vendola nell’ennesima riedizione del “centralismo democratico” che ancora vige nel PD, magari aggiungendolo ad altri personaggi che forse si illudevano da altri punti di vista di fare lo stesso, come Follini, quanto piuttosto per una complessiva scomposizione e ricomposizione di TUTTA LA SINISTRA (compreso naturalmente il PD e ovviamente lo stesso PSI) su basi nuove, partecipative, condivise e naturalmente su valori che per noi sono quelli che ovunque, nel mondo, dal Sudamerica all’Europa, risultano vincenti: i valori socialisti.

Quindi, se da una parte auspichiamo che Vendola si integri in un progetto condiviso di tale natura e non sia preda, anche attraverso il rischio dei “gorghi mediatici”, di “sindromi carismatiche” che possano illuderci che un grande leader quale egli indubbiamente è, possa, in se stesso e da solo, rappresentare una vera alternativa politica in questo paese, rivendichiamo allo stesso tempo la necessità di costruire, in tempi rapidi, una nuova e più efficace struttura politica a sinistra che abbia al contempo fondamenta più solide e consensi crescenti.

Per fare ciò occorre contemporaneamente una forte elaborazione di valori culturali attuali e credibili, e non di meno servono iniziative concrete che facciano presa sull’opinione pubblica, non tanto in funzione strumentale di sostegno esclusivo ad una candidatura, ma come elemento propulsivo permanente di una nuova e migliore politica che sia radicata tra la gente.

Fu questo che mi portò a proporre che le “Fabbriche di Nichi” fossero ridenominate “Fabbriche di democrazia” e fu la stessa ragione che mi portò a criticare il fatto che dovessero essere prevalentemente una “struttura di sostegno alla candidatura di un leader”.

Tempo fa ripresi uno dei miei scritti che, indipendentemente dai risultati e dall’apprezzamento che ebbe, ritengo sia tuttora uno dei miei migliori; mi costò la rinuncia alla direzione del sito della Lega dei Socialisti di Livorno ma, alla luce del confronto tra le citazioni iniziali, che appare sicuramente molto più duro e stridente rispetto a ciò che io ho mai scritto su Vendola, ebbene, quel mio scritto non solo voglio ora rivendicarlo, ma farlo anche con un certo orgoglio, riproponendo un suo passaggio significativo per l’ennesima volta. Perché? Perché pare proprio che il tempo mi stia dando rapidamente e inesorabilmente ragione:

 “Da 15 anni la progettualità politica in Italia, con il tramonto delle ideologie e dei "muri speculari" E' FINITA. Ad essa è subentrato il leaderismo, in base al quale NON SI CONSIDERA PIU' UNA PROSPETTIVA DI VALORI, MA SOLO LA CREDIBILITA' DI UNA PERSONA (da santificare o demonizzare a seconda dei punti di vista), CHE VA SEGUITA E INCORAGGIATA NELLA CONQUISTA DEL POTERE, A TUTTI I COSTI. Ebbene, la politica del "principe" non paga, sia che possa essere rappresentata da un singolo, sia che possa essere assimiliata all'operato di un partito, o anche a quello di una semplice componente politica in fieri. Per attuare una concreta alternativa ci vuole un progetto convincente e condiviso, non solo in ambito nazionale, ma ormai sul piano europeo e globale.Oggi questo progetto, che piacca o no qui in Italia, si chiama Socialismo.”

Così è..anche se “non vi pare”

C.F.

Commenti (13)
  • giovanni
    ciao Carlo

    sia lo 'stile' ma soprattutto il contenuto è totalmente condivisibile.

    in questo momento che il PD è totalmente in crisi
    serve una ' soggettività politica socialista e di sinistra'.

    e questa soggettività politica ha in Nichi Vendola
    un riferimento sicuro limpido e trasparente anche se ANCORA debole a livello programmatico ( rimando all' intervento di Franco Astengo per un programma di politica Economica sito LDS Lombardia ).

    In questo momento in cui il PD viene definito un cartello elettorale da militanti iscritti al PD, in questo momento he è diviso culturalmente tra un partito di DESTRA ( che si colloca a destra di Fini ) e un partito di sinistra e socialista ( vedi Cofferati, Vita ed altri) definire velleitario Vendola in questo momento significa ...aver battuto violentemente ..la testa...

    ma poi tutto passa e i compagni recuperata la salute saranno dei nostri
  • L.Montauti
    Ripeto ancora una volta che personalmente sono abituato a prendere in seria considerazione soltanto documenti politici dove è evidente il simbolo e la firma dei suoi responsabili oppure di fatti e non parole (esempio la formazione di FLI ec...c..)e che quindi tutto il resto è ordinaria amministrazione come il bla bla di un qualsiai politico o giornalista perchè per me sono parole,solo PAROLE e non cambiamenti traumatici o significativi seri da prendere in considerazione.
    Rimango per questo ben ancorato alle decisioni prese il 27/06/2010 data della nostra approvazione al documento fondativo della LdS,anche perchè i fatti importanti accaduti rafforzano quella nostra scelta.Non sto qui ad elencarli ,ma se qualcuno li richiedesse,sono pronto a ricordarveli.
  • giovanni
    a mio modo di vedere nonostante la storia del movimento operaio sia una miniera di idee e di documenti e qualche intervento storico ed analitico sia stato sviluppato anche in questo sito non riusciamo ad elaborare una GRAMMATICA e un LINGUAGGIO comune.

    la Legga dei Socialisti a mio avviso , parere assolutamente personale, dovrebbe elaborare una sua soggettività politica AUTONOMA con un programma politico e una sua struttura organizzata.

    Sempre a mio avviso la LDS dovrebbe essere schierata senza se e senza ma per le primarie e per Nichi Vendola.

    Molto diverso e più complesso il discorso del net work socialista e dei compagni della rivista Le ragioni del socialismo che direttamente possono non far parte della LDS,
    questo lo devono decidere loro.

    il compagno Carlo ha solo messo in evidenza una GRANDE contraddizione tra un editoriale di una
    rivista e un documento di alcuni compagni
    'vicini' alla rivista.

    essendo una contraddizione alquanto consistente
    un compagno socialista che v...
  • giovanni

    essendo una contraddizione alquanto consistente
    un compagno socialista che viene dalla seconda internazionale ( e non dalla terza internazionale ) ha con i giusti termini sollevato il problema.
  • Anonimo
    Ringrazio per l'attenzione, e convengo che il nostro appoggio a Vendola non è mai venuto meno, coerentemente con quanto abbiamo esplicitato nell'articolo 8 del nostro manifesto fondativo.
    Nel medesimo però, come ho anche fatto notare, rivendichiamo la nostra "autonomia critica", proprio con la finalità di offrire non uno sterile ed apologetico sostegno in senso acritico, ma un convinto e consapevole contributo all'elaborazione di un contenuto programmatico che riteniamo essere indispensabile allo stesso Vendola. Siamo dunque favorevoli alle "primarie delle idee", in cui riteniamo che lo stesso Vendola possa emergere come protagonista
    C.F.
  • Anonimo
    E naturalmente proseguiamo con coerenza e spirito unitario questo cammino che è lo stesso che abbiamo iniziato il primo febbraio ponendo le basi del progetto delle leghe dei socialisti e verso il quale lo stesso Vendola indirizzò un bel messaggio.
    In effetti io continuo ad ispirarmi ai principi della Seconda Internazionale di stampo riformista, parlamentarista, democratica e soprattutto antimilitarista. Anche se credo che su tali basi, oggi, si dovrebbere aggiungere uno sforzo per globalizzare tali intenti su una base anche fortemente ecologista, non si salva nessuno infatti se non ci concentriamo tutti per salvare la terra. Questa interconnessione dovrebbe essere la base per una ulteriore Quarta Internazionale, che però non rinneghi i principi della Seconda
    C.F.
  • Gatti
    :) Riporto l'ultimo paragrafo dell'editoriale di E.Macaluso su "Le ragioni del socialismo" del n 84 dicembre 2010.
    "ora, a mio avviso, la crisi, così come si manifesta, ha messo in evidenza, nel PD, l'impossibilità di esprimere una politica di sinistra e di centrosinistra, così come storicamente l'hanno espressa i partiti socialisti e socialdemocratici europei. Il tentativo di amalgamare le due "anomalie" italiane: i cattolici democratici e il riformismo laico e socialista
  • Gatti
    segue. anche quello che si esprimeva nel PCI, non funziona. Tuttavia, cercare oggi, per questo problema una soluzione radicale sarebbe un suicidio. La crisi del Pd si configurerebbe non solo come un regalo a Berlusconi, ma come una remora al domani della sinistra. Chi ha senso di responsabilità e pensa alla sinistra nella sua accezione più larga (anche i cattolici che quella storia non rifiutano) oggi sa che il Pd è la forza da cui può scaturire un processo politico che coinvolga tutta la sinistra di governo. E la nostra rivista è stata ed è la rivista della sinistra di governo.
  • delfo
    Questa cosa,che il PD non avrebbe potuto coniugare le istanze dei cattolici democratici,con quelle dei laici progressisti,e' apparsa evidente fin dai primi vagiti della neonata formaziome.Macaluso,espresse forti dubbi gia' qualche anno fa.Bisogna vedere che strada prendera' il partito democratico stesso,quando la conflittualita'fra i militanti che provengono dalle diverse storie,arrivera' al suo apice.Non si tratta solo di politiche sul lavoro,sotto i riflettori,oggi, per il caso Mirafiori.Si parla soprattutto del "biologico",del nucleare,della situazione dei giovani,delle coppie di fatto,e del modus familiae,ormai lontano dallo "status" di qualche lustro fa.Io,piu' che enfatizzare il buon carisma di Vendola,indubbiamente leader indiscusso,al di la' delle appartenenze,lavorerei su un patto federativo,tendente ad unificare tutte le istanze del centrosinistra,sinistra radicale inclusa,che non ricalchi pero' la pessima esperienza dell'armata Brancaleone Ulivista.Quando ...
  • Anonimo
    Come ho più volte ribadito nei miei numerosi interventi anche in FB, la scomposizione e la ricomposizione della sinistra italiana sulla base di valori socialisti europei, va fatto NON CONTRO MA CON IL PD. So che in esso vi è una componente di cattolici che tempo fa dichiarò di "non voler morire socialdemocratica", ma credo inoltre che la maggior parte di essa sia già stata "traghettata" altrove.
    continua
    C.F.
  • Anonimo
    E quindi ritengo maturi i temi per una sorta di "rifondazione" del PD assieme ad altre componenti della sinistra, per creare finalmente un grande soggetto politico ispirato ai valori del socialismo europeo e posizionato stabilmente nel PSE, di cui ritengo che Vendola possa essere uno dei grandi protagonisti. Naturalmente dipenderà soprattutto da lui il volerlo essere concretamente..
    fine
    C.F.
  • giovanni
    quando cerchiamo di elaborare qualcosa noi in questo sito lo facciamo PER UNA CULTURA DI GOVERNO
    per una politica marxista e keynesiana per la piena occupazione e la buona occupazione.

    se la cultura di governo e quella Prodi Padoa Schioppa noi qui dovremmo avere un altra cultura di governo.

    anche il PD ha una cultura di governo MA NON HA UNA POLITICA di governo della sinistra.

    dopo la questione fiat e il PD che deve fare le sue scelte solo ....lui.

  • Anonimo
    Il PD è nato con una grande speranza di modernizazione della politica dal "basso", mediante la partecipazione e la mobilitazione diretta dei cittadii chiamati, con le primarie, e scelgiere chi dovesse rappresentarli.
    Strada facendo, però, è finito ostaggio di vecchie logiche da "centralismo democratico" e dei soliti leaders di sempre che hanno costituito al suo interno i loro feudi inattaccabili. Portando così il PD ad ingessarsi in una sorta di "consociativismo" ed "immobilismo" politico sostanziale.
    Si possono liberare le sue "energie sane", "sparigliandolo", liberandolo cioè dalle sua pastoie burocratiche e dai verticismi, attraverso una sua scomposizione e ricomposizione su basi più ampie di cui Vendola può essere protagonista.
    C.F.
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