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IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
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del 30/7/2010

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PostHeaderIcon DOCUMENTO SPD VERDI DEL 12 DICEMBRE

I 12 PUNTI

SPD (Partito Socialdemocratico Tedesco) E VERDI

12 dicembre 2011

 

1. Il governo federale tedesco da mesi persegue, nell’ambito della crisi europea, ….

 

una strategia unidimensionale che destabilizza pesantemente i mercati finanziari europei e che, allo stesso tempo, ha condotto l’area dell’Euro al limite della recessione. L’OECD (Organizzazione economica di cooperazione e sviluppo,) nelle sue più recenti previsioni economiche, mette addirittura in guardia contro "conseguenze devastanti" (devastating outcomes). Perseverando in questa direzione il governo federale compromette il futuro dell’Europa sia politico che economico e danneggia il prestigio della Germania.

2. Il problema principale della strategia tedesca …

è una diagnosi totalmente unilaterale della crisi che dura ormai da più di quattro anni. Secondo il Cancelliere federale tedesco i problemi attuali dell’area dell’Euro sono da ricondurre solamente all’indebitamento incontrollato degli stati. Pertanto, anche la soluzione, per il Cancelliere, appare ben definita. La crisi può essere risolta solo nel caso in cui tutti gli stati si preoccuperanno di abbattere il proprio debito il più velocemente possibile. I futuri andamenti sfavorevoli devono essere impediti attraverso una riforma dei trattati europei in modo che la politica di bilancio poco affidabile di un paese membro venga sanzionata in maniera il più possibile coerente ed automatica.

4. I deficit risultati così alti e …

l’aumento ad essi correlato del debito non sono affatto caratteristiche dell’area dell’Euro. Situazioni simili o anche più marcate, si possono riscontrare nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Se si volesse spiegare una destabilizzazione così incisiva come specifica dell’area dell’Euro bisognerebbe attribuirla essenzialmente alle iniziative assunte dal governo federale tedesco, che sempre più ha fatto sì che venisse messa in dubbio la sicurezza del credito degli stati europei. Ma è esattamente questa affidabilità dei prestiti di stato in Europa e all’interno dell’Euro-zona che era considerata una categoria di investimento assolutamente sicura in tutte le regolazioni per banche e assicurazioni.

5. La mancanza di sicurezza dei mercati così innescata …

era così rilevante che, negli anni 2010 e 2011, l’imponente sforzo di risparmio intrapreso dai paesi con problemi non è stato affatto percepito. Nonostante una congiuntura di estrema debolezza, in Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo si è riuscito a portare il deficit del bilancio di stato, nell’anno 2011, fino al 6,8% al di sotto del livello dell’anno 2009.

6.E’ quindi molto ingenuo …

Ciò vale soprattutto per l’Italia. In seguito agli attuali piani, il deficit di questo paese nell’anno 2012 migliorerà di 2 punti percentuale. In contemporanea, secondo le previsioni dell’OECD, in Italia, nei prossimi anni, si arriverà ad una riduzione del

prodotto interno lordo. Se, in una tale situazione, vengono realizzati ulteriori risparmi nel settore pubblico, il grande pericolo sarà che la situazione congiunturale continuerà a peggiorare. Dal momento che ciò influisce in maniera negativa sul deficit e sullo stato del debito, c’è da aspettarsi che i problemi finanziari del paese continueranno ad aumentare. In ogni caso, sarebbe assolutamente ragionevole in Italia una tassa patrimoniale di rilevante importo, per legare il patrimonio privato molto elevato nel paese alla riduzione del debito dello stato. Ciò farebbe aumentare l’accettazione delle ulteriori misure di risparmio e dell’eventuale assistenza al credito.

credere che la situazione dei mercati finanziari, come anche lo sviluppo dell’economia reale, potrebbe trovare stabilità solo e definitivamente con misure di consolidamento nei paesi con problemi. Le misure per il consolidamento sono giuste e importanti. L’equilibrio delle dichiarazioni condiziona tuttavia in maniera decisiva il futuro della zona euro e l’efficacia della garanzia collettiva offerta all’interno di una unione monetaria. Puntare sul consolidamento in periodi incerti, dal punto di vista della congiuntura, è sempre come camminare sulla lama di un rasoio.

7. In una diagnosi obiettiva …..

Per cui, mettendo in discussione la caratteristica dei debiti sovrani, quale essenza del sistema finanziario, si mette in pericolo la stabilità stessa delle banche e delle assicurazioni. Quindi, dal momento che ciò comporta la diminuzione della erogazione del credito, vengono causati ulteriori reazioni negative sulla economia reale.

dei problemi dell’area dell’Euro appare chiaro che questi sono da ricondurre in gran parte allo sviluppo squilibrato dei mercati finanziari nel secolo scorso. Infatti l’aggravarsi della crisi economica non si spiega solo con il carente sforzo di risparmio dei paesi con problemi, ma soprattutto con la mancanza di garanzie di cui possano disporre banche, assicurazioni ed altri investitori, come conseguenza di scelte politiche errate e fonte di equivoci. Ciò ha portato ad un circolo vizioso in cui gli stati si trovano ad affrontare non solo problemi di liquidità, ma anche di solvibilità in relazione agli interessi in aumento per i debiti statali.

8. Se il governo federale in una tale situazione invoca e …

allarmante, ciò potrebbe mettere in pericolo anche il consolidamento del bilancio pubblico, come anche la stabilità politica. Dal momento che la responsabilità per un tale sviluppo verrebbe attribuita a buon diritto alla Germania, verrebbe danneggiata notevolmente l’immagine del nostro paese all’estero.

pretende sempre più misure di consolidamento e, in contemporanea, rifiuta categoricamente tutte le misure che potrebbero concorrere a calmierare i mercati finanziari. Vengono così minate la stabilità dell’unione monetaria europea e dell’intero sistema finanziario europeo. Allo stesso tempo il governo federale diventa responsabile del rischio di provocare una grave recessione nell’area dell’Euro. Nei paesi con problemi, con una disoccupazione giovanile comunque

9. Per la soluzione della grave crisi …

è necessario muoversi in maniera simile all’autunno 2008, quando si è proceduto con grande successo a stabilizzare il sistema bancario. Dapprima è stato stabilizzato il sistema e, solo in un secondo momento, sono stati effettuati tutti i passi necessari per cambiare le regole indispensabili ad impedire il futuro andamento sfavorevole.

10. Abbiamo bisogno ora di un programma europeo di costruzione….

… che abbia chiare priorità di investimenti nella economia reale. Abbiamo bisogno in Europa di una trasformazione sociale ed ecologica con l’istituzione di una nuova catena di creazione di valori nei mercati pilota del futuro.

Abbiamo bisogno di una iniziativa europea per combattere la disoccupazione giovanile. Abbiamo bisogno di una tassazione dei mercati finanziari. Coloro che hanno causato la crisi devono contribuire con proprie soluzioni. Se ciò non è possibile con l’Europa dei 27, l’Euro-gruppo deve fare da capofila.

11. Si pretende in egual misura la solidità e la solidarietà.

Quindi, fondamentalmente, gli sforzi del governo federale, di vincolare con un trattato maggiore disciplina fiscale sono da accogliere con favore. Soprattutto perché non è sufficiente la pura accettazione delle regole del bilancio pubblico e della stabilità dell’Unione Europea già in vigore nel trattato europeo. L’Unione monetaria deve diventare una vera unione politica con una comune politica fiscale e finanziaria e con obiettivi di sviluppo comuni per lo sviluppo economico, sociale e culturale dell’area monetaria. Tutto ciò deve andare di pari passo con la disponibilità a porre su una base comune il finanziamento statale degli stati membri. Solo in questo modo si potrà evitare il panico nei mercati finanziari e solo così può essere ricostruita la stabilità dei debiti sovrani dell’area dell’euro, che rappresenta un presupposto centrale per il funzionamento e la competitiva internazionale del sistema finanziario europeo.

12. Questa strada fa presupporre …

che noi potremmo fidarci dei nostri partner. Che la Grecia abbia falsificato le statistiche, è fuori discussione. Tutti i paesi in crisi hanno mostrato negli ultimi mesi che sono pronti ad attivarsi in modo impegnativo per assicurare il proprio contributo per la stabilità della unione monetaria. Nella storia dell’attuale Europa – ricostruita

dalle macerie della seconda guerra mondiale - c’è la possibilità solidale di un nuovo inizio.

La Germania oggi ha nelle proprie mani le chiavi del futuro della integrazione europea come anche il benessere di 330 milioni di cittadini dell’area dell’Euro.

Sarebbe fatale se l’Europa fallisse per le ristrettezze di vedute di un governo tedesco.

Al tempo fu evitata una incombente corsa alle banche, in quanto il governo ha garantito la sicurezza di tutti i depositi bancari. Oggi da questo dipende la ricostruzione della fiducia nei debiti sovrani dei paesi membri dell’area dell’Euro. La proposta comune del Consiglio dgli esperti del governo federale dell’istituzione di un fondo d’ammortamento comune europeo è la strada giusta verso la soluzione. Una veloce realizzazione di questo fondo di ammortamento – collegato ad una vera unione fiscale europea nella zona Euro - è l’ultima possibilità, per ricreare un clima di fiducia nel credito di stato dell’area dell’Euro.

Al fondo di ammortamento si collega una chiara scelta politica nei confronti della comune zona dell’Euro e ad una comune responsabilità con sforzi necessari di solidarietà dei paesi con più solidi bilanci statali.

Noi vogliamo estendere l’unione fiscale del governo federale fino all’unione solidale. Con la solidarietà tra gli stati dell’Euro possiamo garantire stabilità della valuta. A breve, deve essere utilizzato anche lo scudo di salvezza temporaneo, così come il meccanismo di stabilità permanente deve essere reso stabile. Il Meccanismo di Stabilità Europeo (ESM) potrebbe diventare il nucleo di un fondo di garanzia europeo. Senza un tale strumento la banca centrale europea viene costretta nel ruolo di dover impedire una incombente fusione nucleare del sistema finanziario.

Invece di una gestione politicamente responsabile e legittimata, retta e democratica, il consiglio di amministrazione della BCE si sostituirebbe al ruolo della politica. Questo aumenterebbe anche per i contribuenti tedeschi il rischio derivante

da un ulteriore acquisto dei prestiti degli stati in crisi da parte della BCE. Ciò deve essere evitato.

Grave mancanza è stata da parte del governo federale quella di avere quasi completamente nascosto alla opinione pubblica tedesca questi sforzi efficaci e molto dolorosi per i paesi coinvolti. Gli sforzi dei paesi con problemi appaiono ancora molto chiari soprattutto se si paragonano agli sviluppi del bilancio dello Stato nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Giappone, che, nella stessa fase, hanno fatto rilevare solo un leggero miglioramento; in Giappone il deficit è addirittura aumentato.

Sul lungo periodo la sicurezza principale dei prestiti degli stati è stata messa in discussione soprattutto dal governo federale e questo ha portato ad una incertezza in tutta la zona dell’Euro. Reagire alla sfida europea, unicamente con la pretesa di un programma di risparmio, è una delle più rilevanti cause del drammatico sviluppo della crisi.

Questo sviluppo per gli stati membri dell’unione monetaria è innanzitutto pericoloso, in quanto essi, diversamente dal Giappone, dal Regno Unito oppure dagli Stati Uniti, non possono contare sul sostegno della banca centrale, che in caso di

necessità è disposta, ed è nelle condizioni, di garantire il rimborso dei crediti in scadenza sempre al valore nominale e collegando la politica monetaria ad una politica fiscale comune basata sulla stabilità. Inoltre, è stata minata la fiducia nel sostegno al debito dell’area dell’Euro introdotto dal Fondo Salva-Stati (EFSF – European Financial Stability Facility), nel momento in cui è stato dato ai mercati il chiaro segnale che, per quanto riguarda i prestiti di Italia e Spagna, essi sarebbero stati presi in considerazione con un taglio del debito del 20% o più.

Con questa ottica unidimensionale viene da sé che il governo federale rifiuta tutte le forme comuni di garanzia così come gli acquisti di obbligazioni da parte della BCE, perché così verrebbe indebolito l’obbligo di consolidamento considerato assolutamente necessario.

3. Non c’è bisogno effettivamente di un’analisi particolarmente approfondita per ….

Così l’Irlanda e la Spagna, nel 2007, erano considerati validi modelli di finanza pubblica.

I loro bilanci di stato presentavano un debito rispettivamente del 29 e del 42%, molto al di sotto del limite del 60% previsto dal trattato di Maastricht. Il problema stava in una sfrenata concessione di crediti, che ha portato ad un gigantesca bolla immobiliare. In seguito a ciò in quei Paesi è stato necessario, non solo stabilizzare le banche, ma, nello stesso tempo, impegnare risorse pubbliche per fornire assistenza ai disoccupati.

constatare che l’attuale scossone dell’area dell’Euro è da ricondurre, non solo ad una elevata tendenza all’indebitamento degli stati, ma soprattutto, per gran parte, all’andamento sfavorevole dei mercati finanziari.

 

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