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La Sinistra Socialista
e la Lega dei Socialisti

IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
SocialismoeSinistra
del 30/7/2010

Home Immigrazione Immigrazione - contributi Quando la canaglia impera .....

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"la patria dei galantuomini è la galera” motteggiavano così alla fine dell’ottocento i primi socialisti rinchiusi nelle carceri colpevoli soltanto di incarnare il desiderio di una moltitudine di reietti, per un mondo più giusto e una condizione sociale migliore per se ed i propri cari.

 


 

A distanza di tanti anni, altre migliaia d’individui, centinaia di migliaia, stretti nella loro condizione di “dannati della terra”sfuggono dalle loro individuali galere per finire in altre galere.

Una moltitudine di persone chiamata nei modi più disparati, dal politicamente corretto popolo dei migranti, al comune immigrati, al canagliesco clandestini.

E sono svariate le galere che il loro personalissimo destino gli riserva.

Le galere materiali, di antichissima memoria, dove a volte s’imbarcano per la loro fuga. La galera dei Centri di detenzione (non più) Temporanea, dove una volta sbarcati vengono rinchiusi.

La maggior parte di loro, però sono ristretti nelle galere immateriali del pregiudizio, delle campagne mediatiche e propagandistiche.

In tal modo la “canaille”, proprio come una turba di cani sregolata in gara ad abbaiare, ha costruito il consenso su cui specula. Dipingendo, di volta in volta, il lavoratore straniero in colui il quale ha importato la criminalità diffusa (nel paese delle mafie!), il rapitore di bambini, il parassita del nostro sistema di assistenza sociale, il ladro del lavoro.

Se questi latrati canaglieschi fossero echeggiati soltanto nella parte oscura del nostro corpo sociale, gli effetti prodotti, limitati ed estremi, si sarebbero rimarginati da soli.

Purtroppo, questo rumore assordante ha coperto la ragione di molti, ridisegnando la realtà piegandola alla paura iniettata quotidianamente nei vasi sanguigni degli italiani.

Raggiunto questo risultato, al riparo “della volontà degli elettori” coloro che abbaiano, hanno dato alla stura a leggi che imbarazzano il nostro dettato costituzionale.

Un corpo di leggi che in piccolissima misura, ed ancora meno validamente, rappresentano l’invocato argine agli ingressi irregolari nel nostro Paese.

In realtà queste norme inaspriscono e si abbattono sulle condizioni di vita degli oltre 4 milioni di cittadini stranieri che regolarmente lavorano e soggiornano in Italia.

Quattro milioni di cittadini che hanno meno diritti, che muoiono o si infortunano sul lavoro il 25% in più dei lavoratori italiani, cittadini che pur versando i contributi probabilmente non avranno mai diritto ad una pensione , che pagano l’affitto di una casa maggiorato “in quanto stranieri”, insomma i lavoratori più deboli e ricattabili.

Nonostante tale condizione, questo governo patrigno ha ritenuto giusto, nel frattempo che ideava lo scudo fiscale per i nostri evasori, introdurre nuove gabelle per i cittadini stranieri, 200€ da versare per ogni richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno o per la richiesta della cittadinanza.

Il palese carattere vessatorio di tali norme si coniuga spesso con la strutturale inefficienza degli organi preposti a governare il fenomeno migratorio.

Ci riferiamo alla famosa e da poco conclusa (1° ottobre) sanatoria per colf e badanti, della quale davvero in pochi hanno rimarcato che traeva origine essenzialmente dalla paralisi del nostro sistema burocratico.

Come è noto, l’ingresso regolare in Italia è possibile solo tramite le quote stabilite dal cosiddetto Decreto flussi. Ad oggi, le richieste pervenute per gli anni 2007 e 2008 (circa 660 mila)risultano in gran parte inevase. Le quote relative all’anno 2008 giacenti nelle Prefetture devono ancora iniziare il loro iter. A voler fare un paragone calzante, ipotizzate che dal 2008 il ministero dell’Interno non rilasci o rinnovi i passaporti ai cittadini italiani. Forse non si accenderebbero sommosse, ma, in un Paese dove normalmente chi governa è chiamato a rispondere delle proprie responsabilità , l’attuale Ministro dell’Interno se non dimettersi, almeno molte giustificazioni dovrebbe addurre. Nel caso delle pratiche Decreto flussi si aggiunge l’aggravante che tale inerzia alimenta oggettivamente il fenomeno dell’irregolarità della presenza dei cittadini stranieri.

Invece assistiamo a strombazzanti conferenze stampa sulla diminuzione degli sbarchi di profughi, in virtù del fatto che si dato ordine alle corvette della Marina, in barba ai trattati internazionali, di non soccorrerli in mare. Insomma, alimentare i problemi e continuare ad abbaiare.

E le centinaia di migliaia di domande d’ingresso giacenti nelle prefetture? Diventano un ulteriore splendida occasione per spremere le famiglie italiane ed i cittadini stranieri. Si promulga una sanatoria , avendo cura di chiamarla emersione, si mettono a bilancio la previsione di ulteriori entrate per 800 milioni di euro, imponendo il pagamento di 500 € per poter ottenere la regolarizzazione degli stessi lavoratori per i quali a suo tempo si era richiesto l’ingresso con il decreto flussi. In parole povere, l’applicazione concreta del principio perverso di far ricadere sulle spalle dei cittadini il costo della propria inefficienza.

La sanatoria si è chiusa con circa 290 mila domande presentate, forse non in linea con le attese, sicuramente un numero inferiore dei cittadini stranieri che sono e che continueranno ad essere irregolari.

Questo è il quadro attuale che una forza come Sinistra e Libertà, e più in piccolo la nostra Associazione Socialismo e Sinistra, devono contribuire a sovvertire, partendo dal postulato che questa partita si gioca sul piano di una battaglia politica e culturale da condurre sulla prassi quotidiana.

Un confronto da iniziare in primis proprio all’interno delle nostre file e quelle a noi vicine. Troppo spesso il tema dell’immigrazione o è considerato scomodo, innanzitutto dal punto di vista elettorale, o è una splendida occasione per radicalizzare i propri atteggiamenti. Procedendo così in un fronte di posizioni che fluttuano dal “tana liberi tutti” strillato da qualcuno , a chi prova ad inseguire il centrodestra sulle loro sdrucciolevoli proposte.

Il primo compito che ci aspetta è quello di riportare dentro i confini reali questo tema. Oggi il fenomeno dell’ immigrazione non è rappresentato (o lo è solo in parte) dagli sbarchi a Lampedusa né dal rigurgito razzista organizzato da alcune frange estremiste.

La rappresentazione reale sono i quattro milioni di cittadini di origine non italiana che convivono insieme a noi i problemi di questa società. La risposta politica del centrodestra nei confronti di questa realtà consiste nel considerarla un corpo avulso ed estraneo alla nostra Nazione. Possiamo sconfiggere questo disegno, solo se al contrario riusciamo ad agganciare e saldare gli interessi ed i bisogni di questa parte della cittadinanza con le rivendicazioni dell’intera comunità.

Disarticolare nella realtà quotidiana il cerchio mediatico perverso proposto dalla destra,significa innanzitutto rilanciare la rivendicazione politica sui servizi assistenziali essenziali (nidi,scuola,sanità) sul lavoro e la riforma del welfare. Insomma mettere in pratica il programma di azione politica che come Sinistra e Libertà ci siamo impegnati a realizzare.

Nell’ambito della nostra Associazione Socialismo e Sinistra, nel nostro piccolo, ci impegniamo a realizzare, attraverso il sito web, un contributo d’informazione e passateci il termine un po’ vetusto, di controinformazione aprendo una pagina stabile di servizio rivolta alle problematiche tecnico giuridiche concernenti i temi dell’immigrazione. Iniziamo, da oggi, con una breve scheda sul cosiddetto pacchetto sicurezza.

Una voce, la nostra, fra le tante che bisogna alzare per coprire l’abbaiare della canea.

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