Leopold Sédar Senghor- biografia

Nato il 9 ottobre del 1906 a Joal, in Senegal, è morto il 20 dicembre del 2001 a Verson, in Francia. È stato presidente del Senegal dal 1960 al 1980, poeta e saggista.
Appartenente ad una famiglia agiata, terminate le scuole medie a Dakar, si trasferisce a Parigi dove compie gli studi liceali per laurearsi alla Sorbona. Mentre insegna Lingua e Letteratura nel Liceo Descartes, a Tours, segue i corsi di linguistica negro-africana nell’Istituto di Etnologia di Parigi. Nominato professore nel 1938, è chiamato alle armi nel 1939 e fatto prigioniero nel giugno del 1940. Per due anni è internato in un campo di concentramento nazista e poi è messo in libertà nel gennaio del 1942 (è’ una cosa di cui si parla poco, ma in realtà furono molti, forse migliaia i prigionieri neri provenienti dalle colonie e rinchiusi dai nazisti nei campi di concentramento nazisti che spesso furono veri e propri campi di sterminio).
Una volta libero, si unisce alla Resistenza nel Fronte Nazionale Universitario. Dal 1944 sino all’indipendenza del Senegal, insegna Lingue e Civilizzazione Negro-Africane nella Scuola Nazionale Francese. E’ deputato socialista all'assemblea costituente francese nel 1945 e poi a quella nazionale nel 1946. Nel 1948 fonda il Fronte Democratico del Senegal e come candidato di questo partito viene rieletto con ampio margine nel 1951 e nel 1956 dall’Assemblea Nazionale. Membro dell’Assemblea Consultiva del Consiglio d’Europa, è delegato della Francia varie volte Conferenza della UNESCO e nell’Assemblea Generale della ONU. Ministro-Consigliere del governo della Repubblica Francese nel luglio del 1959, è eletto primo Presidente della Repubblica del Senegal, il 5 settembre del 1960. Rieletto Presidente della Repubblica nel 1963, 1968, 1973 e 1978, si ritira il 31 dicembre del 1980. È morto a 95 anni.
Come intellettuale e uomo di stato, ha sempre difeso un socialismo africano basato sulla realtà africana, aperto e democratico, che amava definire socialismo umanista. Ma oltre a questo, Leopold Sédar Senghor è stato lo scrittore del dialogo e della pace, oltrechè grande umanista, promotore della diversità culturale e sostenitore della Negritudine. Grazie a scrittori come lui e come il martinicano Aimé Césaire la poesia dei popoli delle colonie francofone ha trovato la sua la sua voce moderna insieme la gioia di raccontare la cultura del popolo nero. In lui l’Umanesimo socialista e i valori della Negritudine, la riforma strutturale dello di Stato e la poesia semplice e profonda convivono incredibilmente in modo naturale.
Per questo se è sempre bellissimo leggere le parole di Senghor, oggi per tutti noi è necessario. Per vedere nell’altro una ricchezza e imparare di nuovo a guardare il mondo con occhi nuovi.
Socialismo e Sinistra




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