Sull'attualità del 25 Aprile

Cari compagni,
è stato difficile il cammino che negli anni della dittatura fascista ha portato gli italiani a prendere consapevolezza della propria condizione di oppressi. Un cammino lungo, iniziato da pochi consapevoli sin dall’inizio e divenuti poi molti. Moltissimi che sulle montagne, nelle case e per le strade hanno combattuto la Resistenza all’infamia nazi-fascista.
Quei molti hanno intessuto la trama della Repubblica. Col loro sacrificio la maggioranza degli italiani, durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale, ha posto le basi di una società libera, democratica, pluralista.
Erano socialisti, comunisti, repubblicani, liberali, monarchici, cattolici, atei, ebrei ma anche uomini senza connotazione ideologica. Erano partigiani gli uomini e le donne che sparavano sui fascisti e sui loro protettori nazisti, ma erano partigiani anche coloro che avanzavano del pane per sfamare chi si nascondeva nelle loro cantine, erano partigiani anche quegli operai che boicottavano le fabbriche del regime, erano partigiani anche quei bambini che portavano i messaggi o le munizioni a chi tramava per la nostra libertà(che meraviglia la consapevolezza di uomini di 13 anni!).
Per la nostra libertà. Per questo è impensabile concordare con chi, anche in buona fede, sostiene l’anacronismo della Resistenza, della lotta partigiana per la Liberazione dell’Italia.
Certo gli uomini passano. Giacomo Matteotti, Giovanni Amendola, Antonio Gramsci, Filippo Turati, Claudio Treves, Bruno Buozzi e poi Nenni, Saragat, De Gasperi…solo alcuni, solo alcuni tra la moltitudine la cui memoria non si perderà finchè questa Italia, democratica e antifascista continuerà ad esistere.
Domani in piazza a Vicenza, come a Roma, come a Napoli o Palermo in piazza non potranno che scendere gli antifascisti. Poiché antifascismo è democrazia, libertà di pensiero ed espressione. Antifascismo è elezioni, è dialettica anche furibonda, è Parlamento di donne e uomini retti e consapevoli del proprio ruolo (e ce ne sono ancora nonostante l’abominevole legge elettorale!), è un Presidente della Repubblica che vigila ed una magistratura che agisce, è giornalismo libero, attivo, è scuola pubblica in cui la libertà di insegnamento viene garantita.
Questo è molto di più non è fascismo e quindi è 25 Aprile.
Buon 25 aprile!
Luca Fantò
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|151.32.171.xxx |2010-01-08 15:28:34 Marco ZanierLa democrazia che pone alla base della sua carta costituzionale il lavoro e la pari dignità sociale di tutti i suoi cittadini nasce in Italia dalla sconfitta della dittatura fascista che aveva negato le libertà fondamentali dell’uomo, il libero confronto democratico e le organizzazioni di difesa dei lavoratori. Per questo, mentre stiamo organizzando il Convegno del 1° Febbraio sulla difesa della democrazia e dei diritti dei lavoratori, abbiamo pubblicato sulla nostra Rivista telematica il discorso del Presidente della Repubblica Sandro Pertini sulle radici antifasciste della moderna democrazia.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 19 Ottobre 2009 20:35)




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