I FIORETTI DI SAN MARIO

La montiana Età dell’oro ci regala l’ennesimo miracolo.
Ieri sera, in diretta tivù, ha fatto la sua ricomparsa madame Equità… e nemmeno a ”Chi l’ha visto”: a “Ballarò”! Ad annunciarla è stato un sottosegretario alquanto spocchioso, tal Polillo, segnalatosi per una perigliosa arrampicata sugli specchi del diritto (quesito) che, anziché destare corale ammirazione, è riuscita, in un sol colpo, ad indispettire Di Pietro, Angeletti e Massimo Giannini di Repubblica (a proposito del vicedirettore: ultimamente l’abbiamo criticato, da Floris ci è piaciuto).
Spesso ai testimoni capita purtroppo di confondersi, di scambiare Tizio per Caio: quindi, dato che persino i “tecnici” sono esseri umani (Crozza non ha ancora esibito prove definitive in senso contrario), occorre accertare, documenti alla mano, se la scomparsa abbia effettivamente fatto ritorno a casa o se, all’opposto, la segnalazione sia frutto di un abbaglio. Non avendo a disposizione il testo del maxiemendamento, dovremo per il momento accontentarci di sfogliare i resoconti giornalistici, scusandoci in anticipo con chi, molto giustamente, usa rimproverarci frettolosità e approssimazione.
Secondo la Repubblica online, le principali novità apportate alla manovra riguardano l’IMU, le pensioni, le rendite catastali, i depositi bancari, l’imposta sui capitali scudati e i beni detenuti all’estero dai cittadini italiani.
Per quanto concerne la tassa sulla casa, si aumenta la detrazione da 200 fino ad un massimo di 400 euro (600, correggono il Corsera e LeggiOggi.it), onde favorire le famiglie con numerosa prole; non sono state prese in considerazione dal Governo, invece, la proposte di introdurre la progressività impositiva e di addossare qualche sacrificio a Santa Romana Chiesa[1]. Per i… tecnicattolici è cosa buona e giusta – rectius: equa - che la penitenza seguitino a farla solamente i fedeli.
Capitolo pensioni: gli assegni fino a 1.400 euro saranno indicizzati al 100%... ma solo per un anno! Nel 2013 si torna al passato prossimo, e chi riceve più di 935-940 euro al mese dovrà arrangiarsi. Praticamente, un’equa presa in giro. E pro futuro? Chi sopravvivrà, vedrà; ma c’è poco da stare allegri, dal momento che in Italia non v’è nulla di più definitivo del provvisorio (e il blocco degli stipendi pubblici, già prorogato, sta lì a testimoniarlo). In compenso, chi gode di una “pensione d’oro” subirà un prelievo del 15%, ma solo per la quota eccedente i 200 mila euro: la mercedes nuova, per fortuna, non è in pericolo, e manco la Ferrari , visto che la tassa di lusso si sposterà, a quanto pare, sulle… sigarette. Brutto (e costoso) vizio, il fumo! Da ultimo, sono previste “penalizzazioni più soft” (Repubblica) per chi va in pensione con uno o due anni di anticipo rispetto alla soglia dei 62, mentre a chi spegnerà 64 candeline entro il 31 dicembre 2012 sarà consentito di ritirarsi, purché abbia raggiunto, a quella data, un’età contributiva di 35 anni. Una concessione eccezionale - nel nome dell’equità, s’intende.
Veniamo alle rendite catastali. Aveva suscitato sommessi malumori la scelta, contenuta nel decreto “Salva (?) Italia”, di aumentare il moltiplicatore della rendita del 60% per i beni dei comuni mortali (abitazioni, garage, tettoie coperte e magazzini), del 40% per laboratori, locali per attività sportive e stabilimenti balneari senza fini di lucro, del 30% per uffici e studi privati (medici, avvocati e notari sono cittadini un po’ più uguali degli altri, si sa), del 21% per negozi e botteghe, e – dulcis in fundo – del 10% appena per opifici, alberghi, case di cura private, fabbricati ad uso agricolo o commerciale ed istituti di credito, cambio e assicurazione (la precisazione, tra parentesi, “con fine di lucro” assurge a vette sublimi di comicità involontaria). Qualcuno, malignamente, aveva ipotizzato che i tanti banchieri nel governo intendessero beneficare, oltre all’imprenditoria, anche Banca Intesa, Unicredit ecc. Grazie a Dio, il sospetto è infondato: si è trattato certamente di una svista, che il maxiemendamento avrebbe già corretto (ce lo dice Repubblica, il Corriere tace sul punto), sostituendo il numero “ 10” con “ 30” . Attualmente, dunque, il moltiplicatore catastale è pari a 160 per le abitazioni e i box auto, a 80 per banche, studi, stabilimenti industriali e case di cura private, a 55 per la bottega sotto casa e a 140 per scuole, prigioni, uffici pubblici e ospedali senza fini di lucro. Detto che per quest’ultima categoria l’aumento risale all’era Prodi (l. 286/2006), meraviglia un po’ il trattamento di favore riservato agli ospedali privati rispetto a quelli pubblici – ma un giustificato motivo, confidiamo, ci sarà senz’altro. Quanto alle banche, sotto l’albero, per loro, non c’è solo carbone: Eugenio Scalfari ha commentato con entusiasmo la decisione della BCE di prestare denaro agli istituti dell’Eurozona al minitasso dell’1%; l’allentamento del credito permetterà infatti “alle banche di riprendere in grande stile l'erogazione dei prestiti alla clientela lucrando una forte differenza tra il costo dello sconto all'un per cento e il tasso di interesse parametrato sullo spread” – che, a questo punto, dubitiamo sia destinato a calare nel breve-medio periodo. Apologia dell’usura bancaria? No: l’articolo s’intitola, più sobriamente, “I due Mario l’Europa l’hanno salvata”. Ss. Mario e Mario taumaturghi, dunque – e il catechismo ci costa pure un euro al giorno.
Depositi bancari: viene… scoperchiato il tetto dei 1.200 euro annui che rendeva l’imposta di bollo sulle (comunicazioni obbligatorie relative alle) attività finanziarie regressiva ed oscena. A seguito della modifica, anche chi possiede titoli per 2 o 3 milioni di euro pagherà l’un per i mille, al pari dei poveri cristi (nel 2013 il prelievo salirà allo 0,15%). Il passaggio da regressività a proporzionalità del tributo rende il vecchio articolo 19 un po’ più ragionevole, ma a casa nostra equità (fiscale) fa ancora rima con progressività.
Lo scudo fiscale donato da Berlusconi ai contribuenti disonesti regge bene i colpi, specialmente quelli maldestri: dall’uno e mezzo per cento una tantum inizialmente previsto dal decreto si starebbe andando verso l’apposizione di un’aliquota “strutturale” dell’1%[2] che, dal 2014 in poi, si ridurrà allo 0,4%. Briciole di equità, insomma.
Una piacevole novità è invece in arrivo per i proprietari di immobili all’estero: l’IMU non conosce confini, e i cottage in terra straniera diventeranno seconde case a tutti gli effetti. Un fulgido esempio di… equità internazionale? Sicuramente, anche se, considerato il rischio di doppie imposizioni, rendere efficace la misura non sarà semplicissimo; d’altro canto, è ben noto che le uniche difficoltà tecniche capaci di spaventare l’esecutivo “tecnico” sono quelle legate all’introduzione di una patrimoniale, che difatti continua a spiccare per la sua assenza.
Restano tranquilli gli altri fronti: in Parlamento si tace pudicamente del rinvio a data da destinarsi dei tagli alle indennità (facilmente ottenibili, a detta di Boeri e Giannini, mediante la riduzione dei fondi a disposizione delle due Camere), e neppure l’asta sulle frequenze radiotelevisive sembra essere all’ordine del giorno di ministri e senatori; gli ottantenni dovranno rassegnarsi ad aprire un conto corrente, mentre ai consiglieri circoscrizionali e delle Comunità montane viene restituito il modesto gettone di presenza, e l’IVA si inerpica verso il cielo dell’inflazione. Di lotta agli evasori si parlerà nei prossimi mesi.
Essendo il voto previsto per venerdì, la situazione è relativamente fluida, e potrebbe ancora mutare – non di molto, però. Notizie dell’ultima ora danno per altamente probabile il riconoscimento anche nel 2013 della piena indicizzazione agli assegni pensionistici sotto i 1.400 euro: ci auguriamo, ed auguriamo a milioni d’italiani, che non sia solamente una voce. L’ingiustizia tuttavia permane: l’anziano con 1.500 euro al mese (e magari il figlio disoccupato/precario a carico) e quello che ne piglia dieci volte tanti sono entrambi considerati, da questo esecutivo, pensionati “d’argento”, e trattati alla stessa maniera. Talvolta, l’uguaglianza apparente cela spaventose diseguaglianze reali – diseguaglianze che, nel caso italiano, sono destinate a crescere.
Anche oggi, davanti a un Senato imbizzarrito (ma l’IDV già strizza l’occhio al Governo), un Mario Monti “marmoreo[3]” ha ripetuto la parola equità. Non basta, però, evocare un fantasma perché questo si materializzi.
Siamo di fronte a una manovra di classe (espressione sfuggita iersera a Di Pietro ed Angeletti, che pure non sono due bolscevichi), la prima di una lunga serie, e le minime concessioni – i “fioretti” - che l’esecutivo si appresta a fare fra oggi e domani non modificheranno i termini della questione: al massimo, forniranno a forze politiche imputridite la scusa per votare, senza vergogna, la condanna definitiva di Stato sociale e ceti subalterni.
Non è vero – come Monti ribadisce quotidianamente, per terrorizzarci – che respingere le sue misure equivalga a salire sul traghetto per Patrasso: a bordo ci siamo già, e la nave sta per salpare, con lui in plancia, assieme all’altro SuperMario. La rotta l’ha tracciata il Nettuno che comanda ai mercati, e scatena, con clic del mouse, devastanti tempeste speculative.
Avremo presto due uniche alternative: rimpiangere la deboscia di Berlusconi o prendere in prestito un suo vecchio slogan, e scendere risolutamente in campo.
Norberto Fragiacomo
Segretario Lega dei Socialisti Nordest
Tel.: 3474227147
[1] La norma vigente esenta dal pagamento del tributo le attività che non abbiano natura esclusivamente commerciale: in sintesi, basta mettere una cappelletta (o una madonnina) in albergo e chiamare quest’ultimo casa di accoglienza per non dover versare un centesimo.
[2] Questo il dato di partenza; sembra quasi certo l’innalzamento dell’aliquota, per il 2013, all’1,35%.
[3] Cfr. la Repubblica.




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