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La Sinistra Socialista
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IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
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del 30/7/2010

Home Politica Politica - contributi Connessione tra crisi dell'euro, crisi del sistema bancario mondiale , ed esaurimento del modello di crescita occidentale.

PostHeaderIcon Connessione tra crisi dell'euro, crisi del sistema bancario mondiale , ed esaurimento del modello di crescita occidentale.

Gli scritti ultimi, elaborati dopo la crisi dei debiti sovrani dell'eurozona, approfondiscono  gli aspetti negativi di una costruzione dell'Europa concentrata  esclusivamente sulla integrazione degli stati in un sistema monetario unico tarato sulle economie guida della comunita' ,  gestito da istituzioni monetarie e tecnostrutture finanziarie, indipendenti dalle istituzioni rappresentative comunitarie,  che agiscono in sintonia con le linee ispiratrici globali del modello neo-liberista consolidato a partire dalla riunificazione dei mercati mondiali seguita alla fine dell'esperienza del socialismo reale.

Un sistema di integrazione essenzialmente finanziario,sottratto a qualsiasi controllo  di natura politica delle istituzioni comunitarie , in cui l'unico  elemento cogente di coesione interna della comunita' e' rappresentato dal pressante condizionamento forzato che le regole rigide poste a presidio dei parametri di bilancio dei singoli stati , ai fini della compatibilita' dei rispettivi sistemi economici con l'appartenenza al sistema monetario comune, inducono forzosamente nelle rispettive  politiche economiche e fiscali ,i e nei  modelli sociali e produttivi ad esse conseguenti.

 

All'interno di questo tipo di Europa l'urgenza della riduzione dei debiti sovrani' e' divenuta quindi elemento essenziale ai fini della tenuta di un sistema monetario integrato che nescessita per vivere di una parametrazione obbligata dei valori macroeconomici e strutturali di tutti i paesi aderenti al paese guida del sistema,   rendendo strutturalmente  impossibili politiche anticicliche nelle  fasi recessive da parte dei paesi in situazione di esposizione di bilancio oltre i parametri.

Una europa costruita su tale fondamento rigorosamente monetarista viene a mostrare la reale natura rigorosamente neo-liberista del suo progetto costruttivo originario proprio nel momento in cui l'illusione della inarrestabilita' della crescita dei PIL degli stati conduce, in nome della salvaguardia generale del sistema, all'azzeramento di qualsiasi significativa possibilita' di intervento pubblico correttivo o incentivante di un sistema produttivo intossicato dalla finanziarizzazione dei processi di crescita.

La crisi finanziaria globale rende quindi'  ancor piu'necessario un nuovo nuovo progetto istituzionale della costruzione comunitaria Europea, capace di invertire la subalternità del momento delle decisioni politiche delle comunità nazionali agli indirizzi delle tecno strutture finanziarie sovranazionali (FMI, BCE, OCSE, BANCA MONDIALE, WTO), che vincolano le scelte dei governi attraverso l'intervento "correttivo" dei mercati, condizionati da concentrazioni finanziarie private ( c.d. Sistema Finanziario Ombra) superiori alla stessa capacità di spesa degli stati nazionali più sviluppati ( valore complessinvo dei contratti su derivati ad alta leva finanziaria pari a 500.000 miliardi di dollari- fonte SEC), i cui tempestivi movimenti speculativi rispondono ad imput diretti a forzare le scelte economiche e sociali dei paesi verso linee di indirizzo e scelte di sviluppo, anticipate e progettate negli organismi finanziari sovranazionali , compatibili con le logiche assolutamente liberiste del sistema finanziario globale

  • Si disvela ormai con chiarezza la reale natura del processo in atto, e con essa l'inganno di fondo per cui la riduzione drastica dei debiti pubblici abbia rilevanza centrale sulla ripresa economica del mondo sviluppato,mentre emerge il reale significato strutturale della operazione taglio sui deficit pubblici come esclusiva attuazione di una misura di esclusiva salvaguardia del sistema finanziario responsabile della crisi.
  • In effetti , al di la' delle interessate rappresentazioni di comodo, emerge la semplice constatazione che i nuovi processi di integrazione finanziaria mondiale servono esclusivamente a salvaguardare la tenuta del sistema Euro ad alti livelli di valutazione del suo prezzo di cambio, a proteggerlo dall'onda d'urto della crisi del debito del sistema bancario e finanziario e dalle ricadute recessive da essa indotte nei sistemi economici piu' sviluppati, ed a gestire lo smantellamento dei residui vincoli sociali che ancora persistono nei rapporti sociali e produttivi , finalizzato a sterilizzare i bilanci pubblici per predisporli a coprire ulteriormente per il futuro i rischi di insolvenze tuttora presenti nel sistemi bancario e finanziario globale, e solo in ultima e residuale soluzione per riattivare un processo di crescita economica compatibile con gli alti livelli di competitivita' raggiunti dai nuovi produtori mondiali emergenti.
  • Il  problema finanziario attuale e' quindi un aspetto collaterale del vero problema di struttura principale ,sottostante a tutta la questione della compatibilizzazione dei debiti sovrani ,' costituito dalla impossibilita' per le economie piu' avanzate dell'occidente di sostenere i livelli di crescita di cui necessiterebbero, e quindi di ritenere necessaria ad ogni costo la riattivazione di un modello in cui la leva finanziaria possa continuare a sostenere la crescita economica pur in presenza di una insufficenza tendenziale dello sviluppo produttivo possibile.
    • Il  problema finanziario rappresenta quindi solo l' effetto collaterale negativo della cura da cavallo di natura finanziaria che le clasi dirigenti economiche e finanziarie occidentali , sull'onda della riunificazione dei mercati seguita al crollo del mercato socialista mondiale hanno pensato di dare a partire dalla meta' degli anni '90 al vero problema principale della limitatezza tendenziale della crescita del mondo sviluppato, per cui risulta perfettamente logico che in perfetta continuita' con se stesso il sistema finanziario e monetario globale  punti a comprimere i debiti pubblici per garantire in ogni caso protezione alle insolvenze  ed alle esposizioni senza ritorno del sistema bancario , per il semplice e logico motivo che le banche erano state le protagoniste dirette dello sviluppo drogato dell'occidente degli ultimi 15 anni, ed allo stato le classi dirigenti non pensano di orientare il mondo sviluppato su differenti linee di indirizzo generale .
  • le forzature compiute dalle istituzioni finanziarie, protagoniste dei mercati, nei confronti dei sistemi economici ed aziendali dei paesi sviluppati ad alta esposizione di bilancio ,sono infatti esplicitamente finalizzate a far accettare alle forze sociali il prezzo di un riequilibrio difficilissimo tra la situazione del deficit degli stati e le stringenti esigenze di produttività dei rispettivi sistemi economici rispetto alle strettoie della concorrenza mondiale, tra gli eccessi di liquidità privata esistenti nei mercati finanziari, costituzionalmente in grado di produrre a ripetizione bolle di sovrainvestimento speculativo sui piu' diversi oggetti dei mercati finanziari mondiali, e la ridottissima possibilità di nuova emissione monetaria da parte delle banche centrali, all'interno di un quadro pericolosissimo di indebitamento massiccio che grava su tutto il sistema bancario-assicurativo e finanziario mondiale, da tenere per quanto possibile sotto controllo.

  • La riflessione sui vizi costitutivi del sistema euro conduce quindi direttamente , come corollario logico, ad una analisi sulla reale natura del ruolo attivo e consapevole svolto dalla pressione speculativa dei mercati finanziari mondali nei confronti delle economie europee, che ancora conservano nel loro tessuto produttivo e normativo consistenti aspetti di garanzia sul terreno sociale del Welfare e nel mercato del lavoro.Una pressione esercitata da mercati mondiali condizionati in modo determinante da un numero ristrretto e coordinato di concentrazioni finanziarie enormi , rispetto a cui le istituzioni finanziarie comunitarie che detengono le chiavi decisionali per il controllo ed il governo del sistema euro  non  agiscono come  fattore di resistenza ma come soggetto attivo convergente nel perseguire lo smantellamento dei residui vincoli sociali che ancora persistono nei rapporti sociali e produttivi , quale condizione necessaria per tentare di riattivare , sulla base dei medesimi rapporti di ripartizione sociale della ricchezza prodotta, e sulla base di una riproduzione sostanziale dello stesso modello finanziario responsabile della crisi ,un processo di crescita economica compatibile con gli alti livelli di competitivita' raggiunti dai nuovi produtori mondiali emergenti.
  • Un processo di crescita  che in ogni caso, in ragione di questi  elementi strutturali condizionanti  sara' sempre piu' condizionato per i paesi piu' sviluppati dalla necessitra' di comprimere  in prima istanza le variabili  e le rigidita' che hanno come destinatarie le classi subalterne , costituite dalle quote di reddito destinate al lavoro dipendente e dalle  rigidita' esistenti a tutela del mercato del lavoro , e  limitare al minimo le quote di  reddito complessivo prodotto  destinate al Welfare.
  • Si e' quindi in presenza di un miope e pericolosissimo tentativo di risposta rigorosamente neo-liberista, altrettanto sistemica,  di cui la odierna crisi  monetaria dell'eurozona, la  iniziale crisi del sistema finanziario e bancario mondiale, l'esaurimento dei modelli di crescita occidentali che aprono la via alla Staglazione come scenario abituale dell'oggi,  costituisco aspetti strutturalmente connessi  e  logicamente conseguenti nel processo causale.
  • Una nuova ultima grande offensiva neo-liberista per tentare di riattivare uno sviluppo sulla stessa lunghezza d'onda di quello naufragato nel 2008, portata avanti per paradosso quasi piu' a livello europeo che nord americano , che cerca di contrapporsi alla crisi di sistema del modello di crescita perseguito a partire dagli anni '80 attraverso la progressiva trasformazione dell' investimento finanziario in elemento strutturalmente costitutivo della domanda, destinato ad integrare la restrizione tendenziale della base produttiva reale, in cui le ragioni della tenuta dell'euro si sposano compiutamente alle ragioni della definitiva e totale liberalizzazione e privatizzazione dei rapporti economici e sociali nelle economie sviluppate in piena aderenza ad una logica di mercato che vuole diventare logica sociale e norma costituzionalmente fondante.

    .Questo modello di sviluppo , vittima degli stessi squilibri finanziari che ne hanno costituito un elemento costitutivo, , si dimostra infatti ormai non piu' in condizione di garantire quei livelli di crescita necessari al mantenimento dell'equilibrio sociale su cui l'occidente democratico ha costruito il suo modello di societa', e pone a tutta la Sinistra , con urgenza, la grande questione della trasformazione strutturale di un sistema di rapporti economici finanziari e sociali che distrugge la  ricchezza sociale ed espropria il valore del lavoro e della vita degli individui .

Questa nuova consapevolezza diffusa dei limiti di un sistema economico integrato a livello sovranazionale, in cui l'elemento finanziario agisce ormai in contrasto con gli interessi, reali e concreti, delle comunità dei produttori, dei lavoratori e degli stessi imprenditori, può  infatticostituire la base sociale di un nuovo grande patto democratico, nei popoli e tra i popoli, verso un nuovo modello di rapporti economici e sociali, in cui l'economia reale, la qualità concreta dei rapporti interpersonali, sociali, e produttivi, i parametri di valutazione della ricchezza sociale effettivamente goduta dai cittadini, la riqualificazione dei consumi all'interno di un più generale processo di maturazione culturale delle società sviluppate, e sopratutto la centralita' dei meccanismi e dei sistemi redistributivi della ricchezza socialmente prodotta, anche come protezione sistemica al calo tendenziale dei tassi quantitativi della crescita, possono tornare ad essere le pietre angolari di un progetto di rinascita democratica della società.

Per la Sinistra la soluzione alla crisi del sistema non deve quindi essere la concentrazione delle politiche economiche sulla sterilizzazione del debito sovrano , che porterebbe alla impossibilita di  realizzare qualsiasi possibile intervento pubblico sui rapporti economici in grado di riprogrammare le scelte complessive di modello,  ma la individuazione di un nuovo modello di sviluppo fondato su diversi criteri valutativi della crescita economica , che salvi l'equilibrio sociale attraverso il mantenimento di alti livelli redistributivi della ricchezza sociale diversamente prodotta, e valutata in base a differenti parametri di riferimento sociale a fronte di una restrizione tendenziale dei tradizionali parametri quantitativi della crescita.

  • FRANCO BARTOLOMEI segreteria nazionale del PSI e segretario della Lega dei Socialisti
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