Il documento dei compagni di SocialismoeSinistra al Consiglio Nazionale del PSI del 5 dicembre 2009

Nella riunione del Consiglio Nazionale del Partito Socialista Italiano di ieri 5/12/2009 i compagni firmatari del seguente documento hanno votato contro la decisione del Consiglio Nazionale di recepire in toto la relazione del Segretario ed il Documento conclusivo della Direzione Nazionale del 2/12/2009, senza recepire, in particolare, alcuno degli emendamenti, gia proposti in quella sede dai compagni BARTOLOMEI e D'ALFONSO, relativi alla necessita' che il Partito dichiarasse in modo esplicito la propria disponibilita' a riprendere la realizzazione del progetto costituente di SINISTRA e LIBERTA' qualora il 19 dicembre gli altri partecipanti del progetto dessero vita ad una loro struttura organizzata senza utilizzare le insegne ed i simboli di SeL, di eclusiva comune appartenenza di tutte le forze costituenti il progetto originario.
La votazuione nel Cn sulla relazione del Segretario e sul Documento della Direzione si è quindi conclusa con il voto contrario dei compagni: Bartolomei, Andreini, Ricciuti, Antonioni, Nucera,Camagni, Germoni e Fasce, con l'astensione di 3 compagni, e con il voto favorevole di una quarantina di componenti dell'organo, alla cui riunione ha peraltro partecipato un ridottissimo numero di Compagni rispetto ai 400 teoricamente previsti.
La indicazione dei voti favorevoli alla relazione del Segretario è necessariamente approssimativa perchè la presidenza ha continuato nella scorretta abitudine, gia seguita nel precedente Consiglio di Luglio scorso di contare "stranamente " solamente i voti Contrari (8) e le Astensioni (3), e non i voti Favorevoli.
Prima del voto sulla relazione di Nencini i compagni sopra indicati hanno presentato un documento ( di seguito riportato) in cui chiedevano la partecipazione all'assemblea di SeL del 19/12/2009 dei Socialisti facenti parte dei coordinamenti territoriali di SeL come garanzia di continuazione del processo COSTITUENTE di SINISTRA e LIBERTA'.
Questo documento, di estrema rilevanza politica per il suo significato rispetto alla salvaguardia del progetto costituente, ha ottenuto 9 voti favorevoli ( gli stessi 8 contrari al documento della direzione sed alla relazione di Nencini ed un altro compagno)con 4 astensioni, ed un numero di voti contrari pari piu o meno ai voti favorevoli alla relazione del Segretario espressi nell'altra votazione.
ECCO IL TESTO DEL DOCUMENTO PRESENTATO; DEL QUALE IL SITO UFFICIALE DEL PARTITO NON CONTIENE ALCUNA MENZIONE.
I seguenti compagni firmatari del documento, i quali, come a qualcuno sarà noto, avevano richiesto alla Segreteria la convocazione del Consiglio Nazionale del Partito, intendono esprimere un sincero apprezzamento nei confronti del Presidente del Consiglio Nazionale, che in maniera assolutamente autonoma e decisa ha convocato il Consiglio Nazionale con il preciso ordine del giorno di discutere sulla situazione politica.
Non abbiamo nessuna voglia di polemizzare, ma riteniamo che questo consiglio avrebbe comunque dovuto essere convocato prima perché, in assenza della convocazione di un congresso, rappresenta per statuto l'unico organo del partito legittimato a scegliere la sua linea di indirizzo politico.
Avendo il precedente consiglio di Luglio scelto di avviare il Partito verso la realizzazione del progetto costituente di Sinistra e Libertà, a nostro avviso, ma crediamo anche di molti altri componenti del consiglio che hanno legittimamente posizioni diverse, dopo Bagnoli e dopo il congresso dei Verdi sarebbe stato necessario e logico discutere in questo organismo gli eventuali aggiornamenti di linea politica, non delegando questo compito ad interventi individuali, a volte estemporanei, dei componenti della Segreteria, che hanno letteralmente sbandato la base del partito, creando non pochi problemi nei territori, e creando in conseguenza di questo sbandamento danni anche sul piano organizzativo.
La situazione che si sta delineando in molte regioni, con riferimento particolare a quella creata dal voto del consiglio regionale Lombardo per l’introduzione dello sbarramento nella legge elettorale, ed al voto sulla riforma “Calderoli” delle autonomie locali, tende sempre più ad omogeneizzare i sistemi elettorali regionali e locali a quella Nazionale, cancellando di fatto, anche grazie all’essenziale aiuto interessato del Partito Democratico, la possibilità di una presenza autonoma dei piccoli Partiti perfino nelle realtà territoriali locali.
ALLA LUCE DI QUESTE CONSIDERAZIONI RISULTA ANIMATO DA PURO VELLEITARISMO E VOTATO AL FALLIMENTO TOTALE OGNI TENTATIVO DI PRESENTARE LISTE AUTONOME LOCALI.
Appare assolutamente evidente infatti che senza deputati italiani, europei e consiglieri regionali, il partito di fatto verrebbe cancellato definitivamente dal sistema politico del nostro paese.
In questa ottica DIVENTA ANCORA PIU’ INDISPENSABILE per la salvaguardia del ruolo dei Socialisti la realizzazione del progetto di SINISTRA E LIBERTA'.
All’interno dell’alleanza diviene quindi fondamentale il compito ed il ruolo dei compagni presenti nei coordinamenti territoriali di SeL che il partito non può e non deve abbandonare a se stessi, tanto più in quelle regioni dove stiamo per andare alle elezioni con liste di Sinistra e Libertà.
Lo stesso Documento della Direzione Nazionale, del resto, prende atto che nei territori si è mantenuta in piedi l'alleanza nonostante il partito avesse sospeso ogni attività unitaria a livello nazionale, in conseguenza della decisione degli altri partecipanti al progetto di voler creare in tempi immediati un partito in contrasto con i deliberati unitari assunti a Bagnoli.
In ragione di tali impegni il partito si era impegnato a partecipare ad un percorso che aveva come prima tappa la costituzione dei coordinamenti territoriali di SeL, e come successiva tappa l' assemblea programmatica di dicembre, che avrebbe dovuto preparare l'alleanza alle elezioni regionali. Il congresso dei verdi, tenutosi ad ottobre, ha creato tensioni e ha portato Vendola e Fava, sbagliando completamente l'obiettivo, ad accelerare un percorso già delineato che non aveva affatto bisogno di velocità, ma esclusivamente di ulteriori approfondimenti programmatici.
Sarebbe però ora, da parte del partito, una scelta miope, non capire e non valorizzare, come la nostra ferma reazione e la successiva presa di posizione di Sinistra Democratica, abbiano riportato al centro del dibattito di Sinistra e Libertà la politica e non solo le scelte organizzative, rendendo plausibile la positiva eventualità che il 19 dicembre non nasca nessun nuovo partito che illegittimamente si appropri delle insegne comuni di SeL.
Se questa nostra analisi è vera, o veritiera, crediamo che sarebbe un errore imperdonabile, di cui si assumerebbe tutta la responsabilità l'attuale gruppo dirigente del partito, non permettere che vi sia una nostra presenza all'interno di quell'assemblea, anche quale elemento di garanzia delle liste comuni in fase di preparazione nella maggior parte delle regioni.
Una presenza che può anche non essere finalizzata a legittimare le scelte dell'assemblea stessa, ma che consenta al partito di mantenere aperta e viva l'esperienza di un progetto politico che anche noi abbiamo fortemente voluto, e questa presenza con questo compito e con questo mandato può essere data a quei compagni che dai territori hanno tenuto viva alleanza, pur difendendo a oltranza e senza timori le idee e i valori della nostra storia.
Non dobbiamo commettere nuovamente l'errore già commesso al tempo dell'ulivo, quando pur essendo tra i fondatori ce ne andammo sdegnati.
Oggi noi siamo fondatori di Sinistra e Libertà e dobbiamo essere fieri e orgogliosi fin ad oggi di aver realizzato un vero progetto politico, che può essere in grado, se dispiegato, di creare una forza riformista, ambientalista, socialista, di rinnovamento di tutta la sinistra, che ricostruendo una alleanza anche con il Partito Democratico sia capace, come lo fu l'ulivo e non l'unione, di creare una vera alternativa al centro destra.
Hanno sottoscritto il presente documento i seguenti compagni del Consiglio Nazionale del PARTITO SOCIALISTA:
MARCO ANDREINI fed. La Spezia
ENRICO ANTONIONI fed . Castelli Romani
FRANCO BARTOLOMEI fed. Roma (Direzione Nazionale)
PIER LUIGI CAMAGNI fed. Milano
LUIGI FASCE fed. Genova
ANNA GERMONI fed. Macerata
MASSIMO GIORGI fed. Frosinone
CARMELO GIUSEPPE NUCERA fed Reggio Calabria
ENRICO RICCIUTO fed. Napoli (Direzione Nazionale)
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|94.82.108.xxx |2009-12-07 14:07:54 AnonimoAdesso ,cari compagni ,possiamo tranquillamente dire che quello che pochi giorni fà WILKIPEDIA ha scritto di SOCIALISMOeSINISTRA è proprio vero!
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|151.57.66.xxx |2009-12-08 19:24:36 LeleSenza un minimo di socialismo la civiltà va verso conflitti e barbarie!
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|94.82.108.xxx |2009-12-09 15:22:22 AnonimoIl 19 Dicembre bisogna partecipare all'assemblea di SeL per riaffermare la volonta' dei Socialisti di non abbandonare il progetto , anche se per farlo crescere occorre superare un insieme di forzature che nelle ultime settimane hanno creato difficolta' nei rapporti unitari tra le forze politiche interessate alla costruzuione di SeL.
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|87.21.224.xxx |2009-12-10 13:31:49 Gioacchino Assogna - Lo strapuntino per qualcunoPenso che la scelta di Nencini sia molto negativa, perchè persiste su una scelta per avere qualche posticino, piuttosto che far parte della costruzione di una forza della Sinistra Italiana che abbia Cultura di Governo.
Credere ancora nel piccolo Partito dello "zero virgola" per difendere i principi e i valori Socialisti è profondamente sbagliato e rischiamo di perdere questo ancoraggio di SeL per costruire quel nuovo soggetto Politico, che possa condizionare "da Sinistra" il PD, che anche in questi giorni dimostra l'ambiguità nei rapporti del Socialismo Europeo e della Laicità dello Stato (basti pensare al voto sul ripristino dei fondi alla Scuola Privata e alle posizioni sul Cricifisso).
Dobbiamo continuare la battaglia con la presenza sia nel PSI e sia in SeL, anche per evitare che facciano scelte che rendano ancora più difficile la ripresa di rapporti e di accordi con i Socialisti.




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