Home Politica Politica - contributi Vendola, SEL e la Lega dei Socialisti

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Franco Bartolomei conosce bene il mio pensiero. Che su questo punto (ma credo solo su questo punto) non collima con il suo.

Io ritengo che non abbia senso continuare a stare nel PS+(i!) di Nencini e richiedere il congresso. Primo: perché il congresso non lo faranno probabilmente mai; secondo, perché nel caso recondito lo facciano lo vincerebbe il mini-ceto politico che sta intorno allo sceriffo di Durango è abile nella sovraffatturazioni delle tessere; terzo perché anche prendendo in mano la sigletta essa non è utilizzabile politicamente nel senso che ha ben poca forza attrattiva. Il vero PSI si è sciolto nell’autunno del 1994. Prendiamone atto ed andiamo avanti. I processi storici sono irreversibili.
Piuttosto insieme avevamo deciso che per valorizzare il contributo della migliore cultura socialista (depurata cioè dagli anni 80 e dal bosellismo) era opportuno creare un movimento-laboratorio politico che abbiamo voluto definire come “Lega dei Socialisti per la Sinistra” . Il convegno del 1 Febbraio aveva fatto registrare la volontà comune di tanti compagni, militanti ed intellettuali di area socialista iscritti al Psi o a SEL (ma la maggioranza aveva entrambe le tessere) di andare avanti portando il contributo organizzato dei socialisti all’interno del percorso costituente di SEL, inteso quale primo passo di una opera più vasta di ricostruzione della sinistra.
Quindi non si trattava di una sorta di “confluenza” di un pezzo di socialisti in SEL per il semplice fatto che SEL non è un soggetto politico già costituito bensì in fase di costituzione. Non a caso sia a livello nazionale che locale ha degli organismi provvisori. Il problema pertanto per questa area socialista era di partecipare con pari dignità politica a questo processo costituente non per rivendicare posti (certo poi si tratta anche di essere presenti negli organismi dirigenti) ma per portarvi idee e proposte. Tenendo presente che proprio la natura “provvisoria” di SEL impone ad essa di definire con più chiarezza il proprio profilo identitario e la sua strategia.
Vendola con la sua intervista alla “Repubblica” ha detto delle cose che vanno interpretate nel modo corretto. Non perché io ritengo che tutto ciò che dice Vendola sia da prendere per oro colato (non ho portato il cervello all’ammasso con Craxi e non lo farò con nessuno). Ma poiché ritengo che oggi Vendola sia il politico con la intelligenza più acuta in circolazione le sue prese di posizione non vanno banalizzate.
Nichi dice giustamente che i partiti (e si riferisce ai partiti degli ultimi 15 anni) non sono assolutamente in grado di poter riformare la politica. E’ inutile che mi dilunghi sulla critica a questo sistema politico: l’ho già fatto in diverse note.
Dicendo questo egli immagina probabilmente che la stessa SEL non debba divenire un partito come gli altri operanti, ma deve essere piuttosto il punto di avvio di una sinistra larga e democratica che non può assolutamente essere la sommatoria di ceti politici autoreferenti molto spesso sintesi di cinismo, arroganza e bassa qualità intellettuale.
Se è giusta questa mia interpretazione il percorso di SEL potrebbe divenire la fase costituente di qualcosa di più ampio ed aperto alla partecipazione di associazioni, laboratori politici, comuni cittadini. 
In tale quadro il ruolo della “Lega dei Socialisti può essere estremamente prezioso. Perché essa è di fatto un laboratorio politico aperto in cui non c’è spazio per quel ceto politico deleterio (siamo nati su Face BOOk del resto!), ed è quindi en esempio di democrazia partecipata. Ma non solo. A differenza di altre associazioni, siamo un laboratorio che ha precise coordinate identitarie e strategiche: dare una connotazione socialista (del socialsmo del XXI secolo) alla sinistra nascente.
Se sapremo tener ferma la nostra barra di navigazione credo che potremo svolgere opera molto utile.
Ci sono cose molto più importanti di un congresso di “zombie”

PEPPE GIUDICE
Commenti (16)
  • Gioacchino Assogna  - Al Congresso con fiducia
    Mi dispiace che si parli di Congresso del PSI senza avere la minima fiducia della capacità degli iscritti di riflettere e valutare il quadro politico nazionale e internazionale, le diverse proposte e gli obirttivi politici da confrontare.
    Ciò non significa sottovalutare le reali difficoltà di scontrarsi con una classe dirigente chiusa e pronta a conservare il proprio potere (piccolo e quasi ininfluente).
    Ho sempre rispetto per le persone quali essere pensanti e in particolare dei Socialisti che hanno in gran parte uno spirito libero.
    Personalmente credo che la lettera aperta fatta dalla compagna Locatelli prima delle Elezioni possa essere considerata una posizione molto diversa da quella di Nencini e suscettibile di posizioni più vicine a quelle critiche fatte dalla nostra Associazione.
    Peraltro non sembra che le altre formazioni politiche, compresa SEL dimostrino, eccetto la grande figura di Vendola, abbiano una capacità di elaborazione e di attrazione per un percorso già convi...
  • Lorenzo Esposito
    La compagna Locatelli è pienamente parte ( e pertanto responsabile ) della gestione del partito dopo il congresso di Montecatini.
    Non penso che sulla sua figura si possa costruire una base solida di rilancio.
    E lo dico con la stima di chi al Congresso l'ha fortemente sostenuta, ma che non ha condiviso la conclusione unitaria del Congresso stesso.
  • maria squarcione  - dei valori e dei limiti culturali
    siamo alle solite. i soliti socialisti che parlano dei valori (immutabili) del socialismo e non sono in grado di declinarne neanche uno. ma capacissimi a fare del politicismo di livello....meglio un congresso con un sano conflitto interno che questi eterni politicanti da laboratorio. qua non c'è nulla da sperimentare, ma tutto da attuare. comunque, ognuno si scelga il luogo che ritiene più adatto. come ho detto in varie occasioni, vendola è molto più avanti dei suoi militanti che ancora discutono se la caduta del muro di berlino sia stata una conquista dell'umanità o meno. sono i veri conservatori della sinistra. e francamente la storia gli ha già dato ampiamente torto. e invece ai socialisti ha dato ragione. non vedo proprio il motivo di insistere in una direzione sbagliata. a meno che questi signori transfughi di rifondazione non abbiano le capacità culturali e l'onestà intellettuale per una vera sintesi di cultura politica. ma per quanto li abbia frequentati mi pare che manchino ...
  • maria squarcione  - re: dei valori e dei limiti culturali
    ma per quanto li abbia frequentati mi pare che manchino sia dell'una che dell'altra. se poi invece vogliamo parlare di sano opportunismo da parte di questi socialisti da laboratorio, per carità...ma è un'altra questione. per quanto mi riguarda sel è il grimaldello usato da vendola per le sue battaglie interne. nessuno scandalo, ma si tratta di un apparato contro un altro apparato. vendola è ancora tutto dentro il sistema, anche se pone le domande giuste, nel modo giusto. non è poco. staremo a vedere se sarà in grado di assumere quel lessico (socialista) che così intensamente afferma di cercare. nel frattempo però organizzasse dei corsi di formazione per i suoi militanti sul riforismo e sulla storia. ne hanno davvero bisogno. [/quote]
  • drakan70
    i caratteri per ogni singolo commento sono limitati e non concedono di leggere interamente i vostri ultimi 2 post li riporterò su facebook dove si potrà aprire un confronto di dialogo?
    grazie
  • maria squarcione
    si, me ne sono accorta. per questo ho replicato la seconda parte della mia risposta. certo, non è granchè tecnicamente...
  • drakan70
    @Maria Squarcione
    In un sito strutturato con la piattaforma Joomla l'unico Plugin che consente il commento agli articoli è quello utilizzato.
    Mi si permetta inoltre di dire che un commento dovrebbe avere un numero di caratteri limitato, altrimenti è un'altro documento a replica/risposta al post.
    Grazie
  • Spirito Socialista
    Completamente d'accordo con la compagna Maria Squarcione, le parole di Vendola hanno tutt'altro spessore rispetto a quello utilizzato dalla sua base, ovviamente dopo le parole si aspettano i fatti, del resto lo stesso Giudice, di cui apprezzo notevolmente il proprio pensiero politico ed i suoi interventi sul sito SEL, è stato più volte attaccato da più fronti dai militanti SEL per il suo essere socialista e non post-comunista (basta leggere i post sul sito in questione).
    Ancora credo in un riformismo rivoluzionario, per un socialismo del XXI secolo, nel nome di Lombardi.
  • Giacomo
    Caro Beppe, chi decide di non chiamarsi più socialista non è un SOCIALISTA. Io sono orgoglioso di esserlo e continuerò ad esserlo sempre unicamente sotto una bandiera socialista.
    Giacomo Ragone.
  • peppegiudice
    caro Giacomo la storia del socialismo italiano fa parte del patrimonio collettivo della nostra democrazia e quindi non è brevettabile o privatizzabile da chicchessia, soprattutto dallo Sceriffo di Durango (Nencini) che con il socialismo non ha assolutamente nulla da spartire.
    Quindi permettimi di dirlo: chi afferma che è socialista solo chi è iscritto al partito di Nencini è una cazzata enorme. Che poi nel Psi vi siano socialisti autentici e degni della massima stima (come Franco Bartolomei) è un'altra storia(continua...)
  • peppegiudice
    Io ho militato per venti anni nel PSI e vengo da una famiglia socialista da tre generazioni. Una famiglia in cui c'è stata gente che ha combattuto i nazifascisti sulle montagne della Jugoslavia con il fucile in mano, che ha partecipato alla occupazione delle terre (mio nonno paterno segretario per molti anni della sezione del suo paese) è stato anche arrestato per questo. Quindi non sono un socialista fatto in laboratorio come qualcuno improvvidamente afferma, ma uno che insieme a molti altri ha combattuto battaglie socialiste e di sinistra senza chiedere assessorati e roba del genere.
  • peppegiudice
    Ho militato nel PSI fino all'autunno del 94 (di quell'anno è l'ultima tessera) quando il PSI si è sciolto. Da allora è una altra storia. Ho aderito alla Fed Laburista perchè in essa c'erano socialisti come Spini, Ruffolo, Epifani, Aniasi, Vittorelli molto più seri e socialisti di Boselli e Del Turco. Che poi il nostro progetto sia fallito è una altra storia. Del resto lo SDI non è pure fallito?
    Per quando riguarda il sito di SEL. E' vero ho scritto molto ed ho avuto molte risposte positive dai "comunisti cattivi" (tenete conto di quanta gente c'è in SEL che magari aveva 4 o 5 anni quando il PCI si è sciolto).
  • peppegiudice
    scusate se intervengo di nuovo. Io sono convinto che in quel che resta della sinistra vi sono residui di stalinismo, vi è l'incapacità di digerire il crollo del Muro di Berlino. Ma di gente del genere ce n'è molta che è iscritta allo stesso PD! I residui del togliattismo (versione italica dello stalinismo) si trovano per lo più nel PD e nella Fed della Sin. (penso a Diliberto e Grassi). Vendola e Bertinotti hanno invece condotto una forte battaglia culturale contro lo stalinismo che i suoi frutti l'ha data. Mettete a confronto il sito di SEL e quello di Aprile (che è vicino al PD) e vedrete che le posizioni arretrate le troverete più nel secondo.
  • Luigi Fasce  - i socialisti in SEL
    Nel PD no ovviamente no nel cataplasma identitario, sotto sotto neoliberista e moderatamente teocon.
    Nel PS(I) non più, non è bastato a farlo attuare politiche di sinistra socialdemocratiche in economia e a tutela di beni e servizi pubblici neppure averlo scritti nero su bianco nell'art.1 finalità dello statuto.
    Oramai si può scrivere tutto e il contrario di tutto ma l'identità del PS(I) attuale è sovrapponibile a quella neoliberista del PD. Blair è ancora nel cuore di Nencini così come in quello di Bersani. Inoltre dopo la grande pensata di Nencini di fare da mediatore tra PD e UDC il PS(I) anche abbandonato laicità e diritti individuali. Non resta che prendere atto che il PS(I) è della stessa pasta del PD che sia nella grande famiglia europea socialista e che come i pD ne sia fuori.
    Che resta mai, vogliamo provare a superare la scissione di Livorno, farlo diventare l'eventgo storico positivo tra socialisti e comunisti ? Non potendo più rimettere le lancette dell'orologio prima d...
  • Luigi Fasce  - segue brevemente
    del 21 dobbiamo provare a ricomporre la sinistra sotto l'insegna del riformismo socialista. Noi abbiamo già dato il nostro contributo significativo. Si tratta di stendere un documento preciso in tal senso e confrontarci all'interno prima del PSI (se mai riusciremo a far indire il congresso in tempi brevi) e poi nel congresso costitutivo di SEL.
  • antonio  - sinistra ecologia e libertà e il socialismo
    io non sono iscritto al psi e sono d'accordo con la posizione di beppe giudice.
    i problemi di sel sono il programma , nel senso che non c è un programma politico.
    sel non è una organizzazione comunista, ma non riesce ad avere una GRAMMATICA DELLA TRASFORMAZIONE, quindi per la cultura socialista ed ecologista ( che è diversa dai fondamentalisti verdi) la vita non è facile.
    ma la vita per i socilaisti di sinistra in generale non è facile in EUROPA, è neccesario
    una proposta di cambiamento di questa europa von un ritorno al modello sociale europeo.
    è importante avere un rapporto politico con la sinistra socialista francese e con socialdemocratici di sinistra tedeschi.
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