Tutti gli altri compagni sono invitati ad inviare i loro contributi.
Documento fondativo della Lega dei Socialisti

Questo è il testo aggiornato e definitivo del Manifesto fondativo della Lega dei Socialisti, rielaborato sulla base dei suggerimenti e dei contributi dei Compagni pervenuti fino ad oggi.
Si è cercato di conservare l’omogeneità del testo rielaborando i suggerimenti in modo coerente con il testo iniziale.
Manifesto della Lega dei Socialisti
Per una società di liberi ed eguali
Roma 27 giugno
1- L’assenza in questi anni di una presenza e di una cultura socialista è una componente rilevante del degrado del nostro paese. Solo da noi, anche tenendo conto delle difficoltà oggettive che hanno coinvolto il socialismo europeo, si è sostenuto la necessità del superamento dei valori e di una esperienza quale quello del movimento socialista, determinando una anomalia nella nostra vita politica. In realtà anche questa pretesa rappresenta una evidenza del declino di questo paese. E’ tempo che questa anomalia venga superata iniziando dalla riproposizione dei principi fondanti dell’eguaglianza, della libertà, della democrazia. Solo l’offuscamento della ragione può considerare come superati questi principi. E’ tempo che si costruisca anche nel nostro paese una grande forza socialista capace di rappresentare tutte le storie, i sogni e i problemi delle persone che si riconoscono negli ideali socialisti. Vogliamo indicare e dare soluzioni ai problemi individuali e collettivi della società e offrire risposte concrete alla domanda di lavoro, di dignità, di giustizia, intendiamo manifestare la nostra capacità di elaborare le riforma che portino verso una globale e nuova qualità della vita sociale e pubblica. Questa è, peraltro, l’esigenza che emerge anche dalla necessità di superare la gravissima crisi economia e finanziaria in atto a livello internazionale. Questo è il compito di ogni socialista, questo è l’impegno della Lega dei Socialisti.
2 – Questa drammatica crisi economica e sociale, che ha colpito pressoché tutti i paesi, conclude e sanziona l’esperienza liberista avviata negli anni settanta. Con quella politica s’intendeva non solo sostituire l’impronta keynesiana del dopoguerra ma, anche e in primo luogo, eliminare quel welfare che era uno dei lasciti del movimento socialista. Non è un caso che con una incredibile inversione della realtà (oltre a tutto dopo le rilevantissime risorse pubbliche impegnate per il salvataggio del sistema finanziario) si accusa ora questo movimento di essere la causa della crisi e di bilanci pubblici negativi non più sostenibili.
Gli interessi liberisti diffusi sotto varie spoglie, non intendono certo, meditare responsabilmente sui disastri prodotti, ma, giocando anche sulle debolezze del movimento socialista e della sinistra in genere, intendono caricare sulle risorse pubbliche collettive le perdite e gli errori accumulati lasciando sostanzialmente inalterate le cause e i meccanismi del sistema, arrivando alla sfacciataggine e alla disonestà intellettuale di attribuire alla sinistra la responsabilità di quegli stessi fallimenti e dei conseguenti oneri sui bilanci pubblici.
Noi pensiamo che non sia sufficiente contrastare questa offensiva liberista, occorre sconfiggerla e recuperare valori e comportamenti conseguenti. Questo deve essere uno dei compiti della Lega dei Socialisti.
3- In questi anni numerosi e gravi errori sono stati compiuti dalla sinistra, in primo luogo la debolezza dell’aggiornamento dell’analisi politica a vantaggio di una acquiescenza alla moda liberista. Errata è stata la posizione di considerare superato il movimento e i valori espressi dal movimento socialista, dimenticare le analisi sul funzionamento del sistema capitalistico, scoprire il cittadino consumatore come indistinta figura finale di un processo produttivo finalizzato al consumo. Noi crediamo che sia necessario superare questa lunga fase di annebbiamento, nel corso della quale anche la cultura laica ha dovuto affrontare ostacoli e oblii, chiamando in primo luogo tutti i socialisti ad operare per rinnovare analisi, responsabilità, comportamenti. La Lega dei Socialisti si propone di operare in questa direzione tenendo presente la priorità dei valori dell’eguaglianza e della libertà come bussola della decisioni politiche, potenziando nella elaborazioni e attuazione delle riforme il ruolo socialista. A questi fini occorre produrre un processo di ricostruzione della sinistra italiana, che porti l’insieme delle forze di progresso a recuperare una visione strutturale dei processi di riforma sociale ed economica necessari per uscire dal disastro in cui la crisi del modello liberista ha gettato l’intero occidente sviluppato e che nel nostro Paese si presenta in termini aggravati dai precedenti limiti qualitativi e quantitativi dello specifico sistema economico, industriale, sociale e culturale.
4- Noi non temiamo il mercato ma a condizione che non sia uno strumento per accrescere le disuguaglianze economiche e le dislocazioni dei poteri, per una mercificazione di ogni cosa, di ogni persona, per contrastare l’estensione della democrazia. Noi sappiamo che possiamo guidare il mercato nelle direzioni che siano allo steso tempo di sviluppo civile, sociale ed ambientale. E guidare il mercato vuol dire saper mettere in opera gli strumenti opportuni, significa disporre e alimentare quella cultura dei comportamenti e dei valori pubblici, a partire dai valori della legalità, che l’individualismo liberista tende a distruggere come condizione per alimentare e giustificare se stesso, in realtà alimentando un inaccettabile darwinismo sociale, vendendo la truffa della flessibilità teorica del lavoro mentre in realtà si tratta del dramma della precarietà. Ma noi oggi sappiamo che il patrimonio dell’economia della conoscenza consente di progettare e realizzare riforme e condizioni di sviluppo tali da incidere in maniera radicale sulla qualità e quantità del lavoro alienante. Ma sappiamo anche che una nuova qualità della domanda deve prevedere lo spostamento delle risorse verso la fruizione di beni culturali, ambientali, verso forme di partecipazione e di coinvolgimento. Per noi la società più ricca è quella diversamente ricca proprio perché ha ampliato la domanda non dello sperpero, ma di quella culturale del singolo e della società. Come Lega dei Socialisti, intendiamo aprire queste prospettive, affrontare questi percorsi e porre sul terreno delle scelte politiche le alternative possibili. La programmazione deve diventare il centro del processo di trasformazione economica e sociale. La centralità del lavoro e le politiche di piena occupazione ne devono costituire la priorità; la sostenibilità ambientale, economica e sociale i connotati verificati. Ma nel nostro Paese dobbiamo anche mettere nel nostro Progetto la necessità di superare la storia di questi decenni che ci hanno portato in fondo alle classifiche internazionali in materia di competitività, costo del lavoro, produttività, cattiva distribuzione della ricchezza prodotta, istruzione, ricerca, rispetto dei beni culturali e ambientali.
5- Noi temiamo maggiormente la strisciante operazione di azzeramento del welfare, l’offensiva contro la nostra Costituzione, la concezione delle istituzioni pubbliche come strumenti privati, l’annebbiamento dei costumi e dei comportamenti pubblici. Questa è l’antitesi di una società socialista, questo è il mondo che non vogliamo. Nella situazione particolare del nostro paese temiamo anche che la crisi economica che sancisce la crisi dell’egemonia culturale liberista induca una accelerazione e colpi di coda a favore di trasformazioni di ordine istituzionale per eliminare ostacoli alla propria restaurazione. L’appoggio del nostro Governo all’operazione Pomigliano d’Arco rappresenta una convergenza tra posizioni arretrate, unite nell’intento di abbattere ogni visione progressista dello sviluppo, una alleanza che potrebbe ritrovarsi ulteriormente anche su altri fronti, ad incominciare dall’art. 41 della Costituzione. Una alleanza che richiede, dunque, una azione unitaria e forte di tutte le opposizioni: il nostro modello di sviluppo non è e non può essere questo.
6 - L’Appello della Lega si rivolge a tutte le organizzazione e a tutti gli individui che, indipendentemente dalla loro attuale collocazione, si possono ritrovare nel Progetto generale, con l’intento di esserne autori attivi. Non si tratta di ritornare al dibattito di un secolo fà e alle divisioni di allora che vanno considerate come superate. Da quei momenti si è maturato in termini generali il valore essenziale della qualità degli strumenti democratici necessari per condizionare e modificare le logiche negative del sistema capitalistico. Si tratta di acquisizioni importanti perché riconoscono la necessità della coerenza tra la qualità degli strumenti e la qualità dei fini. Nel frattempo l’economia della conoscenza ha elaborato capacità innovative nei contenuti e nei processi economici e sociali che se orientate da una cultura progressista possono concorrere in termini essenziali a modificare le condizioni e i tempi del lavoro alienate, ad eliminare gli impatti negativi per uno sviluppo socialmente, ambientalmente ed economicamente sostenibile. La Lega dei socialisti intende collocarsi su questo versante della qualità dello sviluppo, sostenendo il ruolo e le funzioni delle strutture pubbliche sia di ricerca che di programmazione, promuovendo e attuando elaborazioni, dibattiti e proposte. Solo un impegno di questa natura politica potrà consentire di cogliere le opportunità di cambiamenti in positivo dello sviluppo del nostro paese e delle relazioni internazionali.
7 -Come già accennato, la gravità della situazione economica e del lavoro tende a mettere in secondo piano la crisi di un complesso di funzioni pubbliche che devono essere, invece rafforzate e rilanciate, dalla scuola la cui ultima riforma risale alla metà degli anni sessanta, alla giustizia, al sistema dell’informazione per le quali la destra sta attuando una strategia di controriforme, con effetti assolutamente negativi di ordine sia sociale sia economico, nonché di perdita sostanziale di democrazia. Esiste poi l’importanza della costruzione di una Europa politica. La recente crisi ne ha evidenziato la necessità ma anche i ritardi. Solo ora ci si accorge della pretesa liberista di affidare ai mercati i processi di riequilibrio tra le varie regioni, della debolezza nei confronti dei crescenti poteri finanziari. La creazione di una moneta unica senza il sostegno di forti coordinamenti politici ed economici rischia seriamente di rendere precario il modello europeo, fino alla impossibilità di reggere di fronte alle crescenti turbolenza finanziarie. Anche il PSE non può essere escluso da questa analisi critica di grave insufficienza. Tuttavia solo intervenendo agli opportuni livelli e con la necessaria chiarezza di propositi si può fare del movimento socialista a livello europeo un necessario attore positivo di crescita democratica degli equilibri internazionali, di progressiva eliminazione delle discriminazioni, dei focolai di guerra, delle ricorrenti e inaccettabili lotte razziali e fratricide, delle ingiustizie e prevaricazioni politiche, sociali e culturali.
8 – Raccogliere e orientare in termini generali l’impegno di tanti, elaborare e avanzare risposte, ascoltare e partecipare ai processi, alle analisi, significa porre le condizioni per una cambiamento della qualità civile del nostro convivere nella direzione finalmente di una società socialista.
Noi siamo convinti che un mondo migliore non solo è possibile ma è anche alla portata delle nostre capacità se sapremo unirci e collaborare. La Lega non intende essere l’ennesima espressione partitica, non perchè si ritiene inessenziale assumere responsabilità di Governo, ma perché queste devono essere precedute da una ricostruzione dei rapporti, degli ideali, dei valori e dei comportamenti. Un nuova partito nascerà dalla costruzione di una rinnovata base culturale, da una nuova volontà di assolvere ad una scelta collettiva, dalla partecipazione alla costruzione di un Progetto e di un Programma senza i quali si ricreerebbero le logiche che intendiamo superare. Riteniamo che ci siano forze nei Partiti della sinistra – ad incominciare da SEL e dalle posizioni di Vendola – con le quali, nelle rispettive autonomie organizzative, intendiamo collaborare e con le quali verificare il comune intento del rinnovamento della politica, degli schieramenti, dello sviluppo di una società socialista. L’iniziativa di Vendola ha raccolto il consenso di molti compagni socialisti, anche aderenti alla Lega, in quanto si è posta lungo una linea di superamento di residui di ordine settario ancora presenti anche in SEL, nonché di aggiornamento culturale e dei comportamenti coerenti con i valori e con la tradizione socialista, mentre altri partiti esenziali nello schieramento di centro sinistra devono ancora superare le ambiguità originarie. La Lega dei Socialisti intende contribuire a questi sviluppi, intende sostenere tutte quelle espressioni di rinascita della sinistra nel nostro Paese con la necessaria memoria della storia del movimento socialista, intende arricchire questo processo aggiornando il costante riferimento ai valori e ai principi di quel movimento.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il contributo di Carlo Felici
La Lega dei Socialisti nasce dunque come associazione politica trasversale a tutta la sinistra italiana con lo scopo di rilanciare ed espandere, anche con una ramificata rete territoriale da costruire in maniera capillare, i contenuti avanzati del Socialismo in Italia, lo stesso che, ovunque nel mondo, dal Sudamerica all’Europa è sinonimo dello stesso concetto di sinistra e che riesce ancora validamente ad arginare la deriva neoliberista tuttora in atto. Essa si riconosce pienamente nei principi del PSE e nei suoi orientamenti programmatici, mettendo conseguentemente in primo piano due punti essenziali, che risaltano già da un famoso discorso del Presidente Pertini,
Libertà e Giustizia Sociale
Il Socialismo che noi affermiamo infatti non può che essere espressione dell’affermazione della libertà e dei diritti umani, in ogni settore della vita civile e politica, senza ambiguità e secondo quel principio che fu mirabilmente espresso dallo stesso Rosselli: “"La parola liberalismo ha servito purtroppo a contrabbandare merci di così varia specie e natura, e fu a tal punto per il passato, che mal si piega oggi il socialista ad impiegarla. Ma qui non è che si vuole proporre una nuova terminologia di partito. Si vuole solo ricondurre il moto socialista ai suoi principi primi. Si vuol solo dimostrare come il Socialismo, in ultima analisi, sia filosofia di libertà"
Giustizia Sociale perché sappiamo che il lavoro non può essere, nella nostra prospettiva, che una “variabile indipendente”, perché “oggi l’occupazione, il salario, tutto viene giudicato e organizzato in funzione della compatibilità con alcuni elementi: la bilancia dei pagamenti, la moneta, il profitto. Bisogna invertire i criteri: fare della piena occupazione la variabile indipendente, saranno le altre variabili a doversi rendere compatibili con la piena occupazione, affrontando un processo di trasformazione certamente costoso” (Lombardi)
Sappiamo infatti che non ci può essere alcuna libertà senza un lavoro dignitoso e senza condizioni contrattuali pienamente coerenti con i nostri principi costituzionali, né lavoro senza libertà di iniziativa e libera contrattualità tra parti sociali.
Coerentemente con ciò, il nostro motto fondativo è
LIBERTA’ E LAVORO.
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|Author |2010-06-14 09:18:46 francoQuesta traccia base di tesi fondative sono frutto dei contributi iniziali dei compagni FERRARI, FERRO, GIUDICE e GATTI.
Tutti gli altri compagni sono invitati ad inviare i loro contributi.
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|79.171.56.xxx |2010-06-14 11:51:57 Luciano MontautiCondivido la traccia del documento fondativo della Lega dei Socialisti.Metterei cmq in evidenza primo che le divergenze del 1921 sono oggi superate,secondo che oltre Vendola altri compagni come Mussi e Giani Alfonso riconoscono che senza l'apporto dell'idee del socialismo italiano questo nuovo soggetto politico avrebbe poche possibilità di successo ,terzo che gli sbarramenti elettorali indebolirebbero notevolmente una sinistra frammentata.
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|Author |2010-06-14 17:48:40 peppegiudicecredo che vi sia stato un efficace lavoro di sintesi ed equilibrio che rende la bozza scorrevole e ben comprensibile nelle sue analisi e nelle finalità che indica.
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|79.34.65.xxx |2010-06-14 19:23:44 RENATO COSTANZO
Trovo piuttosto vago e "generalizzante" il punto 4. Non basta parlare di programmazione, di dignità del lavoro e di "economia della conoscenza" senza un nostro programma verso l'impresa, che deve essere il cardine dell'economia ma deve essere partecipata e corresponsabilizzare il mondo del lavoro. Che propongo? Ma basterebbe dare un occhiata alla mia bozza per un programma per la Lega per avere un'idea di cosa intendo
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|91.81.120.xxx |2010-06-15 14:41:43 Matteo SaracinoLa proposta di Renato è sacrosanta! E' determinante perchè apre potenzialmente una nuova disciplina contrattuale che intreccia quella aziendale piccola/media tradizionalmente delle parti sociali e la nuova programmazione territoriale che vede altri attori sociali ed istituzionali inediti.
E' il nucleo della democrazia economica e dell'autogestione
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|79.34.62.xxx |2010-06-15 15:53:11 antonio di pasqualeil 27 non ci sarò, ma solo fisicamente!
credo sia importante non dimenticare i seguenti punti.
università, ricerca, formazione e l'espressa difesa dell'art. 41 della Costituzione, cardine dello stato sociale, diretta emanazione dell'art. 3 e del principio di uguaglianza sostanziale, anche al fine di fondare un nuovo ruolo dell'impresa, lavoratrice e non speculatrice, consapevole della propria responsabilità e di un senso ultraindividuale dell'iniziativa privata, per realizzare un mercato veramente concorrenziale foriero di opportunità e possibilità per tutti i lavoratori (dipendenti, autonomi, imprenditori, professionisti)e superare soggezioni, parzialità, disparità informative-formative, conflitti d'interesse e mancate separazioni di poteri, sviluppare una collaborazione tra le parti volta a introdurre uno strutturale assetto di benessere sociale diffuso in funzione anti crisi basato su opere, beni e servizi comuni ispirato all'idea di ricchezza inter/ultraindividuale e supportat...
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|79.34.62.xxx |2010-06-15 15:56:46 antonio di pasquale - re:supportato da un opportuno livello di conoscenze condivise per stimolare la capacità e possibilità di comprensione e di controllo diretto da parte dei cittadini non più delegabile solo ad una elite tecnica e burocratica.
creazione e formazione di un'amministrazione, adeguatamente retribuita e capace di fronteggiare in autonomia, indipendenza, legittimità, l'oligopolio finanziario e speculativo anche globale.
riforma della politica in senso democratico rappresentativo, partecipato e trasparente, quale servizio per il bene comune nel rispetto della legalità, dell'uguaglianza, della libertà e dell'imparzialità, per ridare fiducia e le redini della sovranità ai cittadini anche tramite una riforma della legge elettorale eventualmente di rango costituzionale.
concorsi, appalti pubblici e attività amministrativa in generale effettivamente imparziale e nel pubblico interesse.
monismo giurisdizionale.
sensibilizzazione e divulgazione sul piano culturale di tutti i punti mediante ...
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|79.34.62.xxx |2010-06-15 15:58:52 antonio di pasquale - re: re:
sensibilizzazione e divulgazione sul piano culturale di tutti i punti mediante iniziative quanto più possibile reali e non virtuali volte a stimolare la partecipazione, il confronto e l'apporto originale e spontaneo dei cittadini anche al fine di creare un clima di collaborazione umana fondato sulla frequentazione personale...stimolazione alla socializzazione
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Penso si vorrà qui convenire che non stiamo proponendo un documento fondativi per gestire soltanto il breve periodo bensi anche quello medio-lungo semmai saremo costretti dalla latitanza altrui (del PSI attuale nemmeno parlarne, ma anche eventualmente di SEL – infatti non siamo qui per farci dettare l’agenda, con i relativi distinguo tanto da PSI tanto da SEL).
Pertanto, nell’impossibilità di emendare e integrare punti specifici dell’utilissimo testo qui in bozza proposto, provo ad indicare alcune parole-concetti-chiave che mi paiono da inserire per migliore identificazione del nostro “collante ideologico di riferimento” lasciando agli estensori della bozza il compito di inserire le proposte dove meglio sembrerà loro.
Ovviamente alcuni compagni mi hanno già preceduto e in ordine cito condividendo le loro proposte.
Montauti
Sono d’accordo di evidenziare che è arrivato il tempo del superamento, guardando avanti e non indietro, della scissione di Livorno del 1921.
Gatti
Sono deci...
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Gatti
Sono decisivamente d’accordo di approfondire la questione da lui indicata con “nostro “programma verso l’impresa.
Questione ripresa e minimamente approfondita nella giusta direzione da Saracino con le sacrosante sue parole “E' il nucleo della democrazia economica e dell'autogestione”
A questo proposito non posso fare altro che aggiungere che
a) si deve una buona volta superare in economia il concetto liberista di “competitività” e passare al concetto di “cooperazione” internazionale visto che oramai è lampante la finitezza della terra in tutti i settori, minerale (energetico), vegetale, animale e stiamo andando in tempi medi direttamente verso la catastrofe ambientale (l’inquinamento di proporzioni incalcolabili dell’oceano delle coste USA ancora non arginato e difficilmente arginabile), e considerata l’esplosione demografica planetaria che crea l’esercito di manovra dei lavoratori sfruttati in questa globalizzazione turbocapitalista senza la possibilità degli stati-nazione ...
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senza la possibilità degli stati-nazione non dico gestire ma nemmeno regolamentare le imprese multinazioni con capitale dispersi nei mercati finanziari e pulsionali nella speculazione in ogni angolo del mondo.
b) dobbiamo mettere nel nostro documento il “punto archimedico del riformismo socialista” ovvero fare passare il capitale nelle mani dei lavoratori, mettendo in atto politiche del lavoro che prevedano incentivi per forme cooperativistiche (ovviamente cooperative reali e non fittizie) e varie forme di associazionismo, per quanto riguarda le piccole imprese. Ma anche attuare per la grande industria il “piano Meidner “sebbene riveduto e corretto all’italiana. Questo è maggiormente possibile ai giorni nostri considerato che il capitalista in carne ed ossa non esiste più, solo “azionisti di riferimento” e manager che pensano a lucrosi stipendi e premi di produzione e stratosferica buona uscita comunque sia, tanto se l’azienda è ancora in vita tanto se hanno contribuito al lo...
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” e manager che pensano a lucrosi stipendi e premi di produzione e stratosferica buona uscita comunque sia, tanto se l’azienda è ancora in vita tanto se hanno contribuito al loro fallimento, e il il resto del capitale diffuso e sperso in borsa.
Incentivare “filiera corta” in particolar per i beni di consumo di prima necessità.
- Prima difendere e poi attuare il titolo terzo – parte economica - della nostra costituzione di cui fa parte non a caso l’art.41 per il quale dobbiamo mobilitarci e fare da subito, se necessario, le barricate per la sua difesa.
Proporre la ripubblicizzazione di beni e servizi di pubblica utilità. Iniziando dall’acqua come sta succedendo con grande partecipazione popolare.
Politiche per la casa.
Proporre una scuola di alta burocrazia per la gestione della pubblica amministrazione e aziende pubbliche.
Scuola e sanità-servizi sociali statali per tutti di qualità. Dunque verifica dell’organizzazione per ogni Ministero Ente Pubblico.
Giustizia giusta e vel...
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Giustizia giusta e veloce.
Sfoltimento di leggi da portarci a livello europeo.
Accorpamento di micro comuni.
Accorpamento di mini province.
Cari estensori confido nel vostro fattivo contributo per rendere il nostro documento costitutivo un documento veramente di spessore proiettato nella costruzione del nostro futuro planetario ma da cominciare – ce n’è un enorme, impellente bisogno - già nel presente
Luigi Fasce
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|94.167.36.xxx |2010-06-16 07:29:14 Claudio Novembre - contributoReddito minimo di cittadinanza e abolizione degli ordini professionali, dal mio punto di vista, dovrebbero essere due punti fondamentali dell'azione della nascitura Lega dei Socialisti a cui già da subito intendo dare il mio sostegno. Il Reddito minimo parla al bisogno di estendere e ristrutturare il welfare italiano a sostegno dei giovani e degli inoccupati; l'abolizione degli ordini dà il senso della lotta dei socialisti contro l'Italia delle corporazioni e dei figli di papà. Avanti!!
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compagne e compagni rivedendo il documento sotto la luce del motto fondativo scelto LIBERTA’ E LAVORO, mi è apparso lampante che non è stato previsto nessun approfondimento della LIBERTA’ principio-valore che per me liberalsocialista - senza trattino è radice prima del pensiero socialista.
Per chiarire meglio una sola citazione estrapolata in proposito da “Il Manifesto liberalsocialista” (1941) di Guido Calogero –Aldo Capitini.
Affermazione liberalsocialista, mica comunista, questa ultima, alla faccia dei pseudo socialisti liberisti della cosiddetta “terza via”, di grandissima attualità,.>
Non se se una citazione del genere ci possa stare nel documento, quello che conta che si sviluppi in questo senso il principio-valoriale di LIBERTA’.
Occorre necessariamente aggiungere al nostro “manifesto” un corposo periodo sulla Libertà.
Ma anche, qui ci sta benissimo l’anche, con preambolo sulla LAICITA’ e non solo dello Stato, ma preliminarmente, come forma mentis, che deve caratteriz...
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Ma anche, qui ci sta benissimo l’anche, con preambolo sulla LAICITA’ e non solo dello Stato, ma preliminarmente, come forma mentis, che deve caratterizzare la formazione della persona-cittadino del mondo.
Senza LAICITA’ non c’è speranza di PACE nel mondo e le guerre in nome della religione attualmente n corso ne sono il drammatico esempio.
Un fraterno saluto.
Luigi Fasce
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|79.171.56.xxx |2010-06-24 10:44:06 Luciano montautiMi piaceva molto di più la prima Bozza e non capisco affatto il taglio fatto del'articolo 8.
Ne parleremo direttamente il 27 a Roma,ma non capisco proprio quel taglio,anche perchè non ci sono proposte in tal senso dagli interventi sopra elencati.
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|Author |2010-06-24 17:14:28 carlofelixEcco, credo che adesso ci siamo, anche se tengo a precisare che, come cofondatore e membro del comitato promotore della Lega dei Socialisti, il mio contributo è alla pari con quello di tutti gli altri che hanno, fino ad ora, svolto lo stesso ruolo.
Ringrazio coloro che sollecitamente hanno provveduto a ripristinare il documento secondo le linee originarie e che, in tal modo, rendono il cammino più agevole e trasparente per tutti i compagni che vogliono condividerlo.
C.F.
PS
di seguito il video con il discorso di Pertini da me citato
http://www.youtube.com/watch?v=aJfKCn1bUMM&feature=PlayList&p=DCCAC502 13B70C86&playnext_from=PL&playnext=1&index=25
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|79.171.56.xxx |2010-06-24 17:39:02 Montauti LucianoAdesso lo ristampo e basta con i colpi di mano.Chi non lo condivide se ne può stare tranquillo dove E' .
grazie Carlofelix del tuo grande contributo.
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|151.16.70.xxx |2010-06-25 16:17:27 Giacomo La CommareScusate il ritardo dell'intervento, ma ritengo necessario e doveroso venga chiarito ed approfondito, nel documento, cosa si vuol fare dei sindacati, in Italia ed in Europa.
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|93.69.17.xxx |2010-06-25 17:08:21 Stefano LongoCompagne e Compagni, Buon Lavoro per il 27-06-2010 e W LA LEGA DEI SOCIALISTI. Io sarò al lavoro con il corpo ma con la mente, saro lì con voi.
Sempre Avanti!
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|93.43.234.xxx |2010-06-26 07:25:52 marco ligorinon condivido il riferimento a SEL (che di socialista non ha nulla) e non anche al PSI. E' evidente che di SEL non si è capito nulla.
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|Author |2010-06-26 19:50:27 carlofelixDomani nel parleremo, in particolare io farò riferimenti precisi nel mio discorso sia a SEL che al PSI. Personalmente ritengo che il Socialismo italiano non sia "confinabile" in nessuna di queste due "riserve"..ma al tempo, per chi non potrà ascoltare il mio discorso dal vivo, lo pubblicherò appena avremo finito l'Assemblea fondativa.
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|Author |2010-06-29 23:15:21 francoL'assemblea costituente della LEGA dei SOCIALISTI ha nominato una commissione di /compagni con il compito di formulare in tempi brevi una proposta di Statuto,una proposta di articolazione organizzativa sul territorio, le modalita' di adesione alla LEGA da pèarte di singoli compagni e/o di associazioni , e di studiare una riorganizzazione degli strumenti multimediali necessaria a rafforzare gli strumenti di comunicazione della Lega dei SOCIALISTI.
La commissione è formata dai compagni : FERRO,FERRARI SERGIO,DESIREE' COCCHI,ANTONIONI,
FERRARI STEFANO,BESCHI,ANDREINI.
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|Author |2010-07-03 05:53:18 francoI congressi territoriali del Partito dimostrano come le posizioni politiche della Sinistra Socialista, riassunte nella mozione presentata
in forma integrativa sulla base dei regolamenti congressuali, si vadano affermando nel dibattito tra i compagni.
La preoccupazione di parecchi compagni che la presentazione della nostra mozione in forma integrativa avrebbe potuto pregiudicare l'apertura del dibattito nel partito sulle nostre posizioni fortunatamente si va rilevando
infondata.
Inoltre i risultati delle assisi regionali dimostrano come un buon numero di delegati nazionali venga dalle nostre file.
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La commissione della coseddetta Lega è formata a maggioranza da compagni iscritti al PS e che vogliono continuare a stare in quel "partito ". Allora è come dicevo io: anche la Lega sarà uno strumentino in mano alla solita persona. A me viene da ridere........
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|Author |2010-07-04 14:22:17 peppegiudicemolti compagni che hanno aderito alla Lega non sono iscritti al PSI. Tali ad esempio non lo sono Sergio Ferrari e Mauro Beschi. Come non sono iscrito io che anzi invito i compagni in caso di rielezione di Nencini ad uscire dall'ectoplasma di partito. Comunque la Lega nei suo orizzonte strategico è in netta rotta di collisione con Nencini e di questo prima o poi bisognerà trarre le necessarie conclusioni politiche.
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|SAdministrator |2010-07-05 09:10:31 drakan70Caro peppe concordo con te, poi è quasi fisiologico che gli aderenti alla Lega dei Socialisti provengano dall'area socialista quindi iscritti e non.
Stefano Ferrari
Alias drakan70
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A me vien da ridere , anzi da piangere. Vedi Stefano, i fautori di "un uomo solo al comando" portino acqua al proprio capitano e lascino lavorare coloro che vogliono costruire un progetto alternativo e del tutto nuovo come esperienza senza i soliti trucchetti che tutti noi conosciamo bene.In questo modo il progetto della Lega non potrà mai decollare.
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|79.2.36.xxx |2010-07-07 22:43:51 giovanni - psi e selnon ho seguito le varie riunioni ma su sel e psi io la penso cosi.
la rosa nel pugno ha fatto del psi un partito
bleriano o neoliberista ognuono scelga la definizione che vuole ma il risulatato non cambia.
con Nencini probabilmente qualcosa e cambiato ma siamo un po piu a sinistra diciamo tra pd e udc.
scusatela la sintesi ma lo spazio e il tempo e ridotto.
a me sembra che come socialisti di sinistra lomabradiani siamo molto lontani vedi caso fiat.
sel a me sembra un progetto in difficolta,sembrano un piccolo ceto politico non riescono a creare entusiamo o valore di idee soprattutto tra i giovani, i compagni usciti con nichi vendola da rifondazione sembrano spariti o verso il pd.
la questione fondamentale di sel che non riesce a fare programma a fare buona politica , sembrano incagliati nell anticapitalismo ideologico, sembrano ancora di cultura marxista leninista.
molto diverso mi sembra nichi vendola che e l unico che riesce a dare una immagine della sinistra autonoma ed i...
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|79.2.36.xxx |2010-07-07 22:46:30 giovannimolto diverso mi sembra nichi vendola che e l unico che riesce a dare una immagine della sinistra autonoma ed indipendente dai poteri forti.
per il momento nichi vendola e a mio avviso un riferiemnto per noi socialisti di sinistra, la
cultura libertaria e presente in Vendola inoltre
rappresenta il superamento del muro di berlino tra comunisti e socialisti.
cosa non funziona ?
a mio avviso 2 cose , manca un trade union tra vendola e il mondo delle conoscenze in particolare un programma economico e quindi con gli economisti, il problema e la cultura riformista anche se di riformismo rivoluzionario si tratta , riforme di struttura per il superamento graduale del capitalismo.
il ruolo dei socialisti di sinistra e quindi della lega dei socialisti e creare un terreno culturale e politico affinche la cultura post comunista di vendola possa plasmarsi con la cultura socialista della trasformazione culturale.e politica.
la lega dei socialisti quindi dovrebbe avere una scelta di campo def...
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|79.2.36.xxx |2010-07-07 22:48:16 giovannila lega dei socialisti quindi dovrebbe avere una scelta di campo definita con Vendola.
io non so se il psi fara questa scelta.
con sel il problema e il nome. non c e il socialismo NON E UN PROBLEMA NOMINALISTICO MA DI CONTENUTO.
IL LINGUAGGIO DIVERSO SIGNIFICA CONTENUTI DIVERSI.
QUINDI A MIO AVVISO DENTRO L ALLEANZA VENDOLA SI TRATTA DI VERIFICARE COME AUTONOMIA RIFORMISTA RIVOLUZIONARIA DEI SOCIALISTI DI SINISTRA, SI ESPLICA oltre che nei contenuti come stiamo facendo anche nell organizzione
del resto la fabbrica di nichi apre nuovi orizzonti organizzativi molto piu complessi .
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|151.16.48.xxx |2010-07-11 10:07:14 antonio silvestrenon si può non condividere ciò che è nel dna dei compagni.
bisogna predisporre il messaggio ai cittadini in modo chiaro e moderno, diretto e stimolante; bisogna progettare conoscendo la realtà e non sognando sentieri ideali.
partire dal territorio e dalla gente, con presenze capillari e non con arconti istituzionali.
torniamo alla politica del borgo.
ci vorrà tempo e forse non ci saremo, ma cerchiamo di lasciare un segno di speranza per gli uomini semplici.
oltrepassando noi stessi forse avremo più capacità di rendere i messaggi comprensibili ed accattivanti.
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|Registered |2010-07-12 12:46:25 luciano montautiMa insomma quando vi decidete di aprire il confronto democratico al nostro interno.
Sono passati ben 16 giorni dallla fondazione della LEGA ed ormai dato che lo schifo del congresso ps+i è finito E' O NON E' L'ORA di fare un riassunto del 27 Giugno e di dirci a che punto è la commissione che lavora sullo STATUTO?
VOLETE il SILENZIO ???? Spero proprio di NO ed allora avanti!!!!!!!!!!!!!
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|87.11.207.xxx |2010-07-12 23:30:32 Roberto D' AmbaraEffettivamente all' assemblea del 27-06 si era convenuto che prima della pausa estiva avremmo formalizzato gli adempimenti costitutivi della LdS.
A che punto siamo? Se necessario prima di fine mese potremmo anche rivederci tutti insieme a Roma.
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|79.5.25.xxx |2010-07-16 23:57:20 MASSIMILIANO BASILE - ADESIONESONO TESSERATO PSI VORREI ADERIRE ALLA LEGA COME FARE?




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per questo a mio avviso è importan...
Totalmente condivisibile , le dichiar...
Cari compagni sono con voi....
Caro Renato, leggo sempre con molta a...
L'appello è assalutamente da condivid...
fa piacere assistere allo sgombero di...
Mi sembrano motivate e convincenti le...
NON CAPISCO PROPRIO IL MOTIVO PER CUI...
Caro Renato ,dovremmo organizzare, ut...
Nichilismo,ermeneutica.Vanno di pari ...
Kantianamente dunque, è necessario ch...
Il problema è che però quello che dov...
In buona parte credo abbia ragione Lu...