SocialismoeSinistra

La Sinistra Socialista
e la Lega dei Socialisti

IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
SocialismoeSinistra
del 30/7/2010

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La questione del Socialismo per la sinistra e per SEL, come ha già detto molte volte in maniera precisa e circostanziata anche Giuseppe Giudice (che effettivamente la pensa come me sebbene io rispetto a lui sia meno caustico con quello che lui definisce l' "ectoplasma PSI", anche perché ritengo che Tex Willer, di cui siamo entrambi ammiratori, non avrebbe mai sparato in continuazione su un ferito grave), non è una questione come un'altra.
 La componente socialista non è infatti "una delle tante", per il solo fatto che, ad esempio, oggi il postcomunismo, o il perdurare del comunismo, non sono nemmeno paragonabili su scala europea al socialismo, né i verdi, allo stesso modo, possono dire di rappresentare una forza analoga, su scala planetaria ed europea, rispetto alle forze socialiste oggi esistenti nel mondo. Come ho anche ribadito nel mio intervento all'assemblea fondativa della Lega dei Socialisti, la sinistra in Europa e nel mondo " E' " il Socialismo (e Alfonso Gianni ne è pienamente consapevole), e dove questo non accade, specialmente nei paesi anglosassoni, le politiche neoliberiste sfondano maggiormente e fanno più male, soprattutto a chi sta peggio.
Allora, se non è una questione di nomi, ma di raccordo tra forze che hanno medesime prospettive e stesse strategie di lotta (vedasi obiettivi per superare la crisi, anch'essi da me citati nel mio discorso, indicati di recente dal PSE e completamente ignorati in Italia sia dal PdL che dal PD), l'adesione e la sinergia rispetto al PSE, per una forza politica che in Italia voglia essere autenticamente di sinistra e socialista, non è di poco conto, ma fondamentale.
Oggi infatti identificare il Socialismo Europeo con Blair e Schroeder è fuori dal mondo, perché all'ultimo congresso PSE le posizioni blairiane sono finite in minoranza e Rasmussen e Schultz le hanno respinte immediatamente.
Da dopo le elezioni l'SPD viene condotta da una donna della sinistra, e vi fa parte anche Martin Schultz che ha recentemente detto "chi difende il liberismo in economia sta con i conservatori".
Il successore di Blair sa già che dovrà cambiare radicalmente in Politica Estera (Lo stesso Brown del resto si oppose alla guerra in Iraq) e nel rapporto con i Sindacati.
Zapatero è agli antipodi sia rispetto a Blair che al PD, ha infatti investito nella Sanità pubblica, aumentato le Pensioni minime, fatto una legge contro la precarietà (ed in Spagna il Governo-Aznar aveva una legge simile al Pacchetto-Treu, lì di cose simili alla nostra Legge 30 non c'è stata mai nemmeno l'ombra. Zapatero l'ha comunque corretta radicalmente).
Non parliamo poi della Francia, in cui i socialisti sono oggi più a sinistra degli stessi rifondaroli nostrani che, quando furono al governo, votarono insieme alla Rosa nel Pugno la fiducia per le missioni di guerra e l'incremento delle spese militari
Segolene Royal ha posizioni politiche che in Italia sono pura utopia. Tutto il PSF ha appoggiato la rivolta degli studenti contro il CPE, e vinto con loro la battaglia. Tutto il PSF è contro le guerre. Tutto il PSF ha dato duramente battaglia contro le politiche di Raffarin.
In Europa non si può andare, come vorrebbe il PD, in una non ben definita Sinistra Europea, con Gysi. Uno con cui ormai lo stesso Lafontaine sta rompendo.
Bisogna andare con il PSE, unico baluardo ancora esistente contro la deriva neoliberista


SEL potrebbe anche chiamarsi come si chiama, ed aderire però al PSE e all'Internazionale Socialista, recependone le indicazioni e concertando le sue strategie su scala europea e globale, e la questione sarebbe pressoché risolta, sempre se ci fosse rispetto a ciò una effettiva unità interna, anche senza aggiungere ulteriori simboli o parole, ma SEL, attualmente, non è nemmeno ANCORA UN PARTITO.
Allora, su che basi, per un socialista che crede in ciò che ho evidenziato (e cioè ad una lotta concertata su scala globale contro il dilagante neoliberismo a senso unico monopolista e guerrafondaio) si pone la questione di aderire ad una sorta di "cambiale in bianco"?
Noi della Lega dei Socialisti abbiamo creato un laboratorio di idee senza tante pretese, ma con la ferma convinzione che la prospettiva dell'alternativa socialista, teorizzata da Lombardi, sia ancora attualisssima e per questo, vogliamo farla conoscere e cercare di applicarla. Questa per noi NON E' LA TESSERA DI UN MOSAICO, ma l'unica IMMAGINE INTERA DEL MOSAICO a cui oggi si possa fare seriamente riferimento, anche solo per un semplice fatto: CHE NON ESISTONO ATTUALMENTE ALTRE IMMAGINI CREDIBILI, altri progetti che, indipendentemente dal carisma di certi leaders, siano altrettanto efficaci e concretamente attuabili.
DA 15 anni la progettualità politica in Italia, con il tramonto delle ideologie e dei "muri speculari" E' FINITA. Ad essa è subentrato il leaderismo, in base al quale NON SI CONSIDERA PIU' UNA PROSPETTIVA DI VALORI, MA SOLO LA CREDIBILITA' DI UNA PERSONA (da santificare o demonizzare a seconda dei punti di vista), CHE VA SEGUITA E INCORAGGIATA NELLA CONQUISTA DEL POTERE, A TUTTI I COSTI.
Ebbene, la politica del "principe" non paga, sia che possa essere rappresentata da un singolo, sia che possa essere assimiliata all'operato di un partito, o anche a quello di una semplice componente politica in fieri.
Per attuare una concreta alternativa ci vuole un progetto convincente e condiviso, non solo in ambito nazionale, ma ormai sul piano europeo e globale.
Oggi questo progetto, che piacca o no qui in Italia, si chiama Socialismo.
Noi possiamo cercare di condividerlo e trarne così i dovuti benefici in ambito sociale, oppure ignorarlo come abbiamo fatto negli ultimi 15 anni, e regredire sempre di più, come osserviamo palesemente guardandoci attorno.
L'arroganza non è quella dei pochi che pretendono di convincere i molti, ma quella dei molti che pretendono di ignorare di essere pochi, su scala planetaria, anzi, pochissimi, quasi inesistenti.
C.F.
Commenti (1)
  • Montauti Luciano
    Avanti così!!!!!!!!!!!!
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