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La Sinistra Socialista
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IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
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del 30/7/2010

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PostHeaderIcon I Nuclei Aziendali di Sinistra e Libertà

Ieri, all’Assemblea Pubblica di Sinistra e Libertà a Roma, nel quartiere della Garbatella, Nicki Vendola, ha indicato una strada da seguire per diventare un soggetto politico forte in grado di risolvere i problemi concreti del paese: valorizzare le storie politiche differenti di Sinistra e Libertà e rilanciare un rapporto col territorio sistematico e organizzato, che ritrovi i tempi della discussione e della partecipazione collettiva, coinvolgendo i lavoratori nei luoghi di lavoro e i centri abitati nei luoghi di aggregazione quotidiana.


Le sue parole, se da un lato sono espressione dell’Assemblea Nazionale di Sinistra e Libertà, appena conclusasi, di rilanciare su scala nazionale e regionale l’adesione al progetto e la partecipazione, dall’altra dimostrano una comunanza d’intenti con le proposte organizzative avanzate da alcuni compagni socialisti a livello locale.
Mi riferisco in particolare alla proposta avanzata dal compagno Roberto Franco nell’ultimo esecutivo della Federazione Romana del Partito Socialista: rilanciare la partecipazione politica e il radicamento nei luoghi di lavoro attraverso la creazione e il potenziamento dei nuclei aziendali, per contribuire a creare le basi solide di Sinistra e Libertà e una prospettiva di lavoro per il futuro.
In quella occasione, la sua proposta politica mi ha trovato pienamente d’accordo, sia perché fornisce una risposta concreta alla difficoltà di riorganizzare la sinistra e di creare un rapporto duraturo coi lavoratori, sia perché ancorata profondamente alla storia dell’organizzazione territoriale del Partito Socialista e al suo radicamento nel tessuto sociale del Paese.


I Nuclei Aziendali Socialisti (NAS)

I Nuclei Aziendali Socialisti, questo il loro nome, erano nati nel PSIUP (Partito Socialista di Unità Proletaria), che si era costituito clandestinamente ancora in epoca fascista nel 1943 e che per questo aveva dovuto elaborare una struttura organizzativa funzionale e capillare, cosa che gli aveva permesso di collaborare attivamente al Comitato di Liberazione Nazionale.
L’efficacia della struttura organizzativa raggiunta si legge nella relazione presentata da Rodolfo Morandi al XXIV congresso del PSIUP del 1946:  se alla fine del 1945, il numero degli iscritti complessivi "si aggirava sul 700.000", durante i primi due mesi dell'anno, "l'incremento era stato assai forte in molte province e il complesso degli iscritti risulta in aumento continuo”. Per capirci, stiamo parlando di un aumento in soli due mesi, di oltre 160.000 iscritti perché i dati complessivi dei voti di quel congresso danno 860.300 iscritti. Che non è poco, dato che l’Italia usciva allora devastata da una guerra mondiale e aveva mille problemi da risolvere.
In quella sede Morandi aggiungeva:
“nella federazione socialista milanese, esistono 392 nuclei aziendali con 20'000 iscritti, in quella di Brescia 49 n.a. con 6'700 iscritti (si nota qui un completo affiatamento tra operai e impiegati), a Firenze 80 n.a. con 50'000 iscritti (gli iscritti ai nuclei aziendali stanno crescendo di continuo), a Venezia 52 n.a. con 5'200 iscritti (la maggior parte degli iscritti appartengono per residenza alla provincia), a Bologna 40 n.a. con 1'000 iscritti, e Roma con 70 n.a. con 3'000 iscritti. Anche la federazione di Napoli ha sviluppato in modo molto promettente l’organizzazione sindacale. Citiamo l’organizzazione dei lavoratori comunali con oltre 2'000 iscritti, dei tranvieri con 1'000 iscritti, oltre a quelli delle banche, dei medici, del personale giudiziario e delle scuole […].’’ (da Rodolfo Morandi, “L’organizzazione in funzione della democrazia interna del Partito”, in “Democrazia diretta e riforme di struttura”, Einaudi Reprints, 1975).

Il senso politico dei nuclei aziendali ce lo spiega Lelio Basso, sempre nel 1946, al Convegno dei Nuclei Aziendali Socialisti:
"Oggi l’opera di politicizzazione della massa - l’educazione politica cioè che tende a fare della massa una classe cosciente - dev’essere condotta direttamente dal partito senza più intermediari. È un’opera diuturna che va svolta giorno per giorno a contatto con la vita delle masse, cioè con la vita delle fabbriche, delle aziende, dei campi. Il partito non può più essere una semplice macchina elettorale, che si mette in moto nelle grandi occasioni; esso deve diventare veramente l’avanguardia della classe lavoratrice, ma in pari tempo deve talmente espandere la sua opera di penetrazione fra le masse, deve a tal punto politicizzarle che in ultima analisi la classe tenda ad immettersi tutta nel partito, sicché al limite i due concetti di classe e di partito tendano ad identificarsi, e tutto l’esercito proletario venga ad allinearsi sulle posizioni conquistate dalla sua avanguardia. (da Lelio Basso “L’aspetto politico dei nuclei aziendali”,  pubblicato dal sito http://www.leliobasso.it/)

Da allora in poi il Partito Socialista ha continuato ad adoperare lo strumento dei nuclei aziendali per radicarsi nei luoghi di lavoro: dagli uffici, alle fabbriche, ai trasporti e ad altri comparti. Sempre allargando il consenso nelle masse lavoratrici, stando a contatto coi problemi concreti.

Capire l’importanza di radicamento territoriale e presenza nei luoghi di lavoro in repporto al numero degli iscritti al Partito, in questi giorni diventa essenziale, dato che il Partito Socialista e Sinistra e Libertà hanno iniziato il tesseramento congiunto.

Se è vero che il picco di iscritti del 1946 il Partito Socialista non lo raggiungerà più, è anche vero però che dal 1950 al 1956 supererà sempre i 700'000 iscritti (arrivando a contarne 780.000 nel 1953). Un risultato che premia l’organizzazione capillare (nuclei di strada, di caseggiato, nuclei aziendali socialisti ed altro) messa in atto da Rodolfo Morandi  a partire dal Convegno nazionale di Roma del Novembre 1950 e continuato negli anni successivi quando ricopriva l’incarico di vice segretario (nel Partito  guidato da Pietro Nenni), che manterrà fino al momento della sua morte, avvenuta nel 1956.

Di questi dati oggettivi, secondo me, bisogna tenere conto oggi  per programmare l’apporto organizzativo che il Partito Socialista può dare  alla campagna di adesione di Sinistra e Libertà.

I Nuclei Aziendali di Sinistra e Libertà

Per questi motivi, la creazione dei Nuclei Aziendali di Sinistra e Libertà può essere una risposta importante per il rilancio organizzativo deciso dall’Assemblea Nazionale di Sinistra e Libertà e sottolineato ieri dall’intervento di Nicki Vendola.
Come e più dei Nuclei Aziendali Socialisti, perché lo sforzo organizzativo sarebbe portato avanti dalle diverse forze che compongono il nuovo soggetto politico. Per portare la nuova cultura della sinistra e le ragioni della sua ricostruzione oltreché nel territorio, nei luoghi di produzione e di lavoro, dove si vivono le contraddizioni reali e si esprimono i bisogni materiali delle persone.

Marco Zanier
Federazione Romana del Partito Socialista- Responsabile cultura

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