SocialismoeSinistra

La Sinistra Socialista
e la Lega dei Socialisti

IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
SocialismoeSinistra
del 30/7/2010

Home Sinistra e Libertà Sinistra e Libertà - contributi I bruchi e le farfalle (l'assemblea nazionale di Sinistra Ecologia Libertà)

PostHeaderIcon I bruchi e le farfalle (l'assemblea nazionale di Sinistra Ecologia Libertà)


L’Assemblea Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà è stata un successo, perché vi si è avuto un confronto pacato e costruttivo, ma allo stesso tempo è maturato e cresciuto, fino all’ultimo intervento straordinario di Vendola, un clima di grande fervore ed entusiasmo. Quello che brucia ogni scoria e fa nascere una grande speranza che non può e non deve essere disattesa.
E’ la speranza di avere anche in Italia finalmente quel grande partito della sinistra e io direi anche socialista di cui si sente un gran bisogno, perché, nonostante la defezione di un partito che di nome continua ad essere socialista, ma di fatto disattende gli appuntamenti cruciali del socialismo, la strada tracciata, per stessa ammissione di Vendola, è quella del Socialismo del Terzo Millennio: quello che già si è affermato globalmente dal Sudamerica all’Europa. Quello che come ha ricordato Nichi, rifiuta la privatizzazione delle nuvole e la proibizione di usare le bacinelle per raccogliere l’acqua piovana (è davvero accaduto in Bolivia e solo Evo Morales ha impedito che ciò si realizzasse). Il Socialismo che rifiuta nelle intenzioni, nel pensiero, nelle parole, e nella prassi la bestemmia di avvalorare che un capitalismo senza freni e senza regole si affermi e dilaghi con la stessa ferocia ed indifferenza con cui devasta la dignità umana e la riduce a merce di scambio, così come tende ad annichilire la natura e la biodiversità, sfruttandole come appendici di un apparato tecnico globale teso solo al suo auto accrescimento e auto potenziamento. E’ quel Socialismo che esige lo scrupoloso rispetto della legalità, della legge uguale per tutti, ma che non scadrà mai nel giustizialismo perché mette al primo posto la dignità dell’essere umano, specialmente quando l’essere umano è in condizioni di sofferenza, di sfruttamento e di povertà. Che sa che esseri umani, natura e società umana sono variabili interdipendenti di un’unica grande civiltà: quella della vita che si oppone a quella della morte, la quale ritiene, nella sua smodata arroganza, che la ricchezza e la devastazione possano persino essere effetto di una sorta di grazia divina, per coloro che ne sono i predestinati. Ma di quale dio? Il dio del nulla!
Noi continueremo invece a coniugare Dio come se fosse veramente il Verbo dell’ Amore, della cura, della fratellanza universale tra tutti gli esseri viventi e non solo tra quelli umani, e a riconoscerne il tempio ed il culto non nei sepolcri, nelle basiliche o nelle chiese, ma nel cuore stesso di ogni essere vivente, a partire da quelli più poveri e bistrattati
Custodiamoci senza diventare custodi, macchine di sorveglianza, senza che la custodia divenga mai prigione di pestaggio, di morte e di sopraffazione.
Diventiamo custodi per amore di una terra e di una libertà che siano finalmente per tutti e di tutti, dei bruchi così come delle farfalle.
Ecco i passaggi principali dell’intervento di un grande leader del Socialismo del Terzo Millennio: Nichi Vendola

“Io penso che la cultura della legalità sia la difesa intransigente dello stato di diritto, delle regole e dei principi dello stato di diritto e sia il contrasto drastico a qualunque emergenzialismo a qualunque idea dello stato di eccezione e dunque ritengo che la cultura della legalità non possa prendere la scorciatoia del giustizialismo. E che oggi in Italia vige purtroppo un giustizialismo di classe che è quello che ha gonfiato le nostre carceri in maniera inverosimile, e non portiamo nemmeno più la contabilità di un fatto: che è tornato un fenomeno tipico degli anni sessanta, un numero inverosimile di morti e suicidi nella patrie galere: una vergogna assoluta.

Una sinistra grande popolare e unitaria, una sinistra che consenta alle differenze di convivere e di sentirsi reciprocamente l’una l’arricchimento dell’altra. Finisca il tempo dei risentimenti e inizi il tempo dei sentimenti, finisca il tempo dei rancori incrociati e iniziamo a costruire analisi condivise, per battaglie comuni referendarie contro la legge che impone il nucleare, quella che privatizza l’acqua e la legge 30.

Penso che sia sbagliato ragionare per veti, ci siamo battuti affinché si sviluppi un colloquio nel merito delle questioni essenziali anche con altre componenti della sinistra come Rifondazione. E’ un errore di prospettiva credere che senza l’UDC si perde. Se uno ha proprio l’ansia di vincere e proprio ritiene che l’altra squadra è imbattibile, basta che cambi la squadra.
Siamo di fronte a una profonda crisi che richiede nuove prospettive antropologiche, i temi veri: l’economia e l’antropologia della precarietà, la critica della fabbrica della paura, il tema della catastrofe ambientale. La crisi evoca una frase di Lao Tze: “Quello che il bruco chiama la fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”
L’alternativa non può essere tra un grande centro e una grande destra perché i temi della sinistra non sono soltanto legati alle nostre biografie, perché non c’è nelle culture dominanti della destra e del centro la percezione dalla gravità della crisi nel mondo, non c’è la politica legata al respiro necessario ad affrontare i temi inquietanti del tempo nostro. La sinistra è la ragione del tema della libertà nel lavoro ed è anche il tema della liberazione dal lavoro.

Badate, io per il mio futuro ho bisogno di chiedere il dono della cultura dell’altro perché io nel mio bagaglio non ho quello che hanno i socialisti nel loro bagaglio ve lo dico con sincerità, mi mancano dei pezzi: il culto umanitario, il primato della persona e il primato della libertà personale che è nella variegata storia dell’umanesimo socialista italiano, non sta dentro la mia tradizione politica o culturale. Ho bisogno di loro per il futuro, ho bisogno di questo, ho bisogno di sentire la ricchezza di parole che si incrociano, perché dentro la parola sinistra ci sono discontinuità necessarie, equivoci da sciogliere e ambizioni nuove da far sorgere.
Non possiamo vivere nel culto delle radici o in quello della nostra identità, dobbiamo far crescere l’albero, le foglie, i germogli, i frutti, perché io di identità ne ho molteplici: un guazzabuglio, sono comunista, cattolico, meridionale, gay, pugliese..è un guazzabuglio, la bella cosa degli esseri umani è che ciascuno è portatore sano della propria singolarità!
Le radici non servono a niente se si esauriscono nel culto dei morti dei quali non dobbiamo smarrire mai il senso dell’esempio e del sacrificio, ma non si vive col culto dei morti, bisogna vivere con l’ansia dei vivi. Abbiamo voglia di pensare al Socialismo del Terzo millennio, abbiamo voglia di rimetterci in cammino, abbiamo voglia di non essere sconfitti, abbiamo voglia di non rassegnarci alla banalità del male."

Abbiamo voglia, aggiungo infine, di esserci e ci saremo, perché esserci stavolta vuol dire restare, e restare insieme uniti, con la specificità di ciascuno, in tanti e ancora di più, per fare sempre di più..

Carlo Felici
Commenti (5)
  • Ettore Bucci
    Straordinario di vedere che le parole di Nichi Vendola trovino accoglienza anche nell'associazione SeS. Lo dico da giovane proveniente dal percorso, lungo e tortuoso, della Rifondazione Comunista; lo dico da pugliese, da convinto cattolico, da ragazzo fiducioso nella politicità dei movimenti contro la globalizzazione e dei movimenti studenteschi: sono felice di incontrarmi con i compagni da cui, dal gennaio del 1921, ci eravamo separati. Spero che ogni paura e ogni ostacolo politico-culturale venga superato per raggiungere il traguardo della costruzione del partito della Sinistra unita e plurale, Sinistra Ecologia e Libertà. Se sapremo dire "io non ho paura", allora ce la faremo!!!
  • carlofelix
    Sono ormai molte le occasioni in cui Vendola si è fatto esplicitamente portavoce di istanze socialiste, non quelle sepolte sotto le macerie di un passato di scandali e giustizialismo, ma delle altre concretamente attuali ed innovative, di quel Socialismo del Terzo millennio, che è ormai diffuso globalmente dall'Europa al Sudamerica.
    Noi auspichiamo dunque, anche grazie a ciò, l'approdo ad un vero partito anche Socialista, di nome e di fatto, in cui queste istanze siano pienamente rappresentate e soprattutto condivise.
  • Stefano Bulfone  - Sinistra Ecologia Libertà = molto più liberalsocia
    Ciao a tutti,

    Dopo 8 anni nei DS con ruoli anche istituzionali.

    Dopo l'adesione a Sinistra Democratica ed infine alla Costituente socialista, fortemente convinto dell'errore strategico e culturale per la sinistra italiana alla base della creazione del PD.

    Dopo il fallimento della Costituente socialista, sto maturando da alcuni giorni l'idea di iscrivermi a SEL e di cercare di riattivare una rete di contatti a Udine e in Friuli in tal senso...

    Cosa porterò con me...
    I Rosselli, Pertini, Capitini, Saragat, Loris Fortuna.
    Insomma un radicalsocialista in SEL pronto al dialogo socratico per costruire una casa comune.

    Ma porterò anche un sito internet, una cantina in cui riunirsi, una voce sui problemi della scuola e nella scuola pubblica.

    Se un liberalsocialista, autonomista, libertario, radicale riuscirà a trovare in SEL una casa per attuare politiche e progetti socialisti e liberatori-emancipatorii, allora SEL rappresenterà veramente l'occasione per
    costruire una forza politica d...
  • Luciano
    Carlo,continuiamo a crederci,ma intanto uniamo le nostre Leghe insieme ad altre associazioni e network......questo deve essere il nostro primo passo ed il secondo è "quello assieme alla sinistra socialista ".Anzi potremmo farne anche uno solo di PASSO che valga per i due!!!!!
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