Il vestito nuovo dell'imperatore

Berlusconi si chiede: "Perché tanto odio contro di me?"
Qualcuno, tra i politici ed i giornalisti "che contano", oltre ad esprimergli la doverosa solidarietà ed a condannare fermamente – come è giusto fare - l'aggressione fisica da lui subita, dovrebbe dirgli la verità.
Ricordate la favola "Il vestito nuovo dell'Imperatore"? quella in cui nessuno tra lacchè e cortigiani, temendo di passare per sciocco, diceva apertamente “l’imperatore è nudo!”.
La stessa cosa accade oggi: a parte Di Pietro e Bindi, additati dagli altri come pericolosi fomentatori di teppisti e terroristi, mentre in realtà non dicono che una pallida parte della verità, nessuno ha il coraggio di rispondere alla domanda che si pone Berlusconi.
Bisognerebbe spiegargli che è ovvio che in giro per l’Italia c’è qualcuno che ce l’ha con lui. Sarebbe opportuno spiegargli che le sue battute maschiliste possono risultare offensive, e che avrebbe fatto meglio a risparmiarsi di suggerire alla giovane precaria, in diretta TV, di sposare un miliardario per risolvere i propri problemi economici.
Qualcuno dovrebbe ricordargli di quella volta che alla giornalista russa che gli poneva domande poco gradite, nel corso di una conferenza stampa internazionale, ha risposto mimando una sventagliata di mitragliatrice; oppure spiegargli che all'uomo comune risulta indigesto il fatto che la legge non è uguale per tutti, come dovrebbe essere in democrazia.
Al Premier dovrebbero spiegare che chi si trova costretto a rubare cibo nei supermercati viene arrestato e processato per direttissima, mentre lui può permettersi il lusso di far rinviare i processi a suo carico fino a raggiungere la meta della prescrizione, e che questa è una ingiustizia.
La crisi, si sa, non aiuta chi vive di stipendio o di pensione, a basso reddito fisso, né chi è disoccupato o sottoccupato, e chi si trova in tale condizione si può sentire preso per i fondelli quando lui afferma che “contro la crisi occorre lavorare di più”. Ma già, si sa, per lui siamo tutti (o dovremmo essere) imprenditori (ed evasori fiscali).
E già che ci siamo, sarebbe bene dirgli che la maggioranza degli italiani (e sicuramente la totalità di chi, per un verso od un altro, le tasse le paga), si indigna per la depenalizzazione dei reati fiscali a fronte della "tolleranza zero" verso i reati commessi dai comuni mortali.
E qualcuno dovrebbe anche rammentargli che dalle sue televisioni, ormai da decenni, trasmissioni insulse ed offensive dell'intelligenza e della cultura propongono modelli di violenza, verbale e fisica, quale unica possibile modalità relazionale.
Ed il Presidente del Consiglio dovrebbe anche rendersi conto che sono milioni gli italiani che si vergognano che sia lui a ricoprire tale carica, e che i principali quotidiani stranieri (basti pensare al Time, al Financial Time, Daily Telegraph, Independent tanto per dare uno sguardo alla stampa d’oltre Manica) definiscono l’Italia Berlusconistan, e lui inadatto a governare un Paese democratico. E non si può certo dire che si tratti di stampa “sovversiva e comunista”!
E come dimenticare l’aperto disprezzo da lui più volte manifestato nei confronti della stampa (quella non di sua proprietà, naturalmente), per l’opposizione e per lo stesso Parlamento?
E vogliamo tacere sulle frasi contro gli immigrati e l’Islam? O le sparate dei suoi sostenitori come, ad esempio, quella dei posti a sedere sulla metro di Milano riservati ai milanesi d.o.c.? come negli U.S.A. del Ku Klux Klan!
Ed ancora, che i numerosi elettori e contribuenti laici non hanno affatto apprezzato lo spostamento di risorse dalle scuole pubbliche alle private ed ecclesiastiche, né tantomeno che l’8 per mille dell’Irpef destinato allo Stato abbia preso la via del Vaticano.
Un articolo che volesse riassumere tutte le motivazioni per cui il Premier può essere odiato sarebbe di una lunghezza scoraggiante, per cui preferisco fermarmi qui.
Comunque, bisogna avere l’onestà intellettuale di considerare che anche provvedimenti legislativi ed iniziative politiche di segno opposto avrebbero scontentato altri (anche se, probabilmente, si sarebbe trattato di una minoranza dalle possibilità economiche tali da poter affrontare lo scontento più a cuor leggero).
Certo, occorre affermare con forza che nessun motivo di scontento può più giustificare l’aggressione fisica.
Però, per cortesia, che nessuno faccia finta di cadere dalle nuvole, e che l’interessato la smetta di chiedersi perché tanto odio nei suoi confronti, quando i motivi sono evidenti e sotto gli occhi di tutti.
È vero che ormai dovremmo essere abituati alla sua faccia tosta, ma questa sua finta meraviglia – forse – supera per impudenza tutte le precedenti uscite.
E, mi si perdoni la conclusiva battuta “politicamente scorretta”, bisogna rilevare che se non si è poi fatto troppo male deve ringraziare proprio la sua faccia di bronzo, evidentemente più coriacea del souvenir in finto marmo.




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