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La Sinistra Socialista
e la Lega dei Socialisti

IL DIBATTITO e le  CONCLUSIONI
del COMITATO DIRETTIVO
di
SocialismoeSinistra
del 30/7/2010

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PostHeaderIcon Il nero assoluto della nostra storia


Il 7 luglio 2010 è stata una delle giornate più nere e tristi per la democrazia italiana, quasi un tragico epitaffio per la sua decadenza e “morte civile”.

In Italia mai si erano viste categorie, tra le più deboli e sole, scendere in piazza per manifestare il sacro rispetto dei loro diritti essenziali: quelli per la salute e per la casa.
Cosa c’è infatti di peggio, nella vita, che perdere la possibilità di avere una salute che ti metta in condizioni di essere alla pari degli altri esseri umani, o la casa in cui puoi e devi abitare? E non per l’arroganza di un potere o di un governo, ma per un accidente, un fato crudele, una sventura inattesa.
Cosa dovrebbe fare, in questi casi, una società che ha, prima che una identità civile, un cuore e un’anima? Ebbene, è semplice: andare incontro a quelli che soffrono di più, ai più deboli ed esposti alle sventure del destino.
E’ una semplice norma di umanità, più che un principio legislativo.
Ma questo governo che ora vige in Italia, con il consenso di tanti italiani, ha avuto la protervia di costringere i più deboli a scendere in piazza, con protesi e carrozzelle, prima di rimuovere l’infamia con cui aveva provato a ridurre i loro diritti, cancellando per la maggioranza di loro la pensione di invalidità.
Questo governo non ha saputo prevenire e aiutare il disagio, la sfortuna di essere colpiti nel bene primario per tutti: la salute, questo governo ha voluto esporsi all’infamia di far scendere in strada chi non ha nemmeno gambe per poterlo fare: lo ha costretto a reclamare quando avrebbe dovuto comprenderlo ed aiutarlo senza creargli alcun disagio.
E come se non bastasse, nella stessa tristissima giornata, lo stesso governo, blindato nelle sue stanze di potere, ha atteso che coloro che hanno perso tutto, casa, affetti e beni essenziali, per un rovinoso terremoto, arrivassero fin quasi sotto le finestre di quelle stesse stanze oscure dove la compassione e la comprensione hanno ormai lasciato il posto alla ferocia e all’indifferenza sociale, per respingere a manganellate quel popolo, ingannato nelle promesse preelettorali, e poi deluso e rinnegato con i provvedimenti della attuale finanziaria.
Per respingere i più poveri e deboli di questo paese si è commessa la più grave bestemmia che si potesse praticare: si è versato il loro sangue.
Tutto quello che seguirà, anche se alla fine qualche diritto verrà riconosciuto, sarà dunque ormai solo l’espressione tardiva di un rimorso, non autentico e sincero, ma indotto dalla paura per la rabbia popolare.
Quale democrazia, quale libertà può dunque fondarsi su tanta indifferenza e ferocia?
Quali diritti potranno essere riconosciuti, se persino quelli essenziali alla salute e alla casa vengono non solo negati, ma persino bastonati sul nascere?
Persino le più crudeli dittature non hanno osato toccare questi diritti, queste tutele, negando la libertà di azione e di parola, ma pur assicurando alcune necessità essenziali per abitare e per curarsi.
Però qui in Italia, oggi, sembra che, pur “democraticamente”, non ci sia più né tale possibilità essenziale, né diritto all’informazione, dato che tali notizie sono state scrupolosamente rimosse da tutti i notiziari nazionali e solo grazie al web se ne sono conosciuti con dovizia, i particolari.
Allora questo deve essere un monito per chi vota e soprattutto per chi ignora, al di là delle sue opinioni politiche, che tali sciagure non sono il triste appannaggio di categorie destinate ad un destino di sventura dalla nascita, ma che chiunque, per una sorte inaspettata, può perdere la salute e la casa all’improvviso, per un incidente o per un terremoto, o possono non averla più anche le persone che gli sono più care.
Si ricordi che una società di esseri umani e non di bestie feroci, in quel caso sciagurato, si mobiliterebbe immediatamente per aiutarlo, non aspetterebbe un istante, e costringerebbe i più ricchi e privilegiati a pagare più degli altri, per un semplice dovere civico e di solidarietà umana. Una società umana, prima che civile, si darebbe delle priorità, prima di tartassare demagogicamente tutti i soliti noti: rinuncerebbe a progetti faraonici: megaponti, centrali nucleari, utilizzando ogni risorsa essenziale per lenire prima il dolore e le ferite di chi non ha nemmeno più lacrime per piangerle.
I sindacati e tutte le forze politiche scenderebbero in piazza assieme agli ultimi, per testimoniare il dovere di una civiltà che non vuole cedere nemmeno di un passo di fronte alla ferocia della barbarie, non lascerebbe soli i più poveri e disgraziati nemmeno un istante.
Non so, la tristezza e la rabbia, certe volte guardandosi attorno, sono talmente grandi che sembra quasi impossibile trovare le parole giuste per descrivere quella che ci appare come una vera e propria capitolazione dello stesso elementare diritto ad una vita libera e dignitosa.
Però oggi, per non risultare dei “morti viventi”, non solo bisogna trovare con urgenza le parole, ma anche le azioni giuste e necessarie per uscire subito da quella che sembra essere realmente la “fogna” della nostra storia.
La storia di un grande Paese che ha “fatto” la civiltà umana nei secoli passati, ed è oggi ridotto alle sue peggiori deiezioni.
Ricordiamocelo la prossima volta che saremo chiamati a votare o a mobilitarci, prima che tali deiezioni, anche “democraticamente”, in una sorta di pestilenziale “cupio dissolvi”, non ci coprano fino a soffocarci del tutto, senza che nemmeno un fiore possa più nascervi sopra.
C.F.

Commenti (8)
  • C.F.
    Sono molto rammaricato che questo articolo, non solo sia stato mandato a metà, ma che mi si impedisca pure di modificarlo
    questo è l'articolo intero
    http://www.facebook.com/profile.php?id=100001287007251&v=wall#!/topic. php?uid=155028311141&topic=14210
    C.F.
  • Anonimo
    Mi correggo, il link precedente richiede un account facebook ma questo dovrebbe essere accessibile a tutti.
    http://www.facebook.com/topic.php?uid=155028311141&topic=14210
    C.F.
  • C.F.
    Detto questo, essendo aluquanto amareggiato dagli eventi politici in corso (credo lo si capisca bene da questo mio ultimo articolo-sfogo) e anche per come si sta svolgendo il congresso del PSI, lascio il sito e il web per almeno un paio di mesi, prendendomi una pausa di relax e di riflessione.
    Colgo l'occasione per ringraziare le compagne e i compagni che mi hanno seguito sino ad ora con interesse, invitandoli ad visitare ancora il sito della nostra associazione
    ciao
    Carlo. F.
  • drakan70
    l'articolo è stato sistemato, come ti ho detto su fecebook se ci diamo una calmatina tutti è meglio perchè qui i cammerieri non ci sono per nessuno.
    Grazie
    Stefano Ferrari
  • drakan70
    a in asooluto per tutti io non faccio il correttore di bozze quando avete l'articolo giusto lo postate.
    Grazie
    Stefano Ferrari
  • Anonimo
    Ringrazio, e credo che darsi una calmatina valga per tutti, se avessi, come credo sia lecito per un autore cofondatore della associazione socialismoesinistra, accesso diretto al sito per la pubblicazione dei miei conributi, non ti avrei nemmeno disturbato. E ti ho semplicemente telefonato per mandare la versione giusta.

    Penso sia giusto visionare i contributi dei collaboratori e sostenitori, ma credo che i membri fondatori del sito debbano avere accesso diretto.

    Discuteremo anche di questa regola essenziale di fiducia senza la quale non credo abbia senso appartenere alla associazione
    grazie
    Fraterni saluti
    C.F.
  • Stefano Ferrari  - Vi lascio il sito
    Per quanto riguarda gli accessi al sito non ci sono problemi, anzi facciamo cosi, ve lo lascio a voi modifico i vostri account e siete tutti superamministratori, non c'è problema.
    Il sito ormai è strutturato, abbastanza lanciato nel web, quindi credo che il mio compito sia bello che finito.
    A voi la gestione di questo e di quello della Lega.
    Adios Amigos
  • Anonimo
    Io ho sempre apprezzato il tuo contributo e posso capire la tua amarezza attuale, che non credo dovuta a problemi con me o con questo sito, ma sicuramente ad altri fattori contingenti, e che condivido perché è anche la mia.
    Mi dispiace inoltre di averti creato qualche disagio se ho scritto sulla tua bacheca facebook.
    Ma era l'unico modo per raggiungerti, dato che eri entrato in black out.
    L'amarezza non è mai fine a se stessa, ma è sempre il prologo di scelte mediate e responsabili e confido di ritrovarti nel cammino.
    grazie compagno Stefano, e fraterni saluti
    Carlo
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